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Ereditare i fasti di Avengers: Endgame non poteva che essere un compito ingrato. Peter Parker lo sa bene, protagonista del seguito diretto dopo l’epocale inversione di rotta dello schiocco delle dita di Thanos e pronto a chiudere la Fase 3 del MCU con il suo Spider-Man: Far From Home. Un’impresa che non poteva permettere al giovane vigilante di mantenere quella leggerezza con cui avevamo ricominciato a conoscerlo in Homecoming, appesantita dalle conseguenze di una serie indigente di scomparse, che ne mutano inevitabilmente la forma e ne plasmano un ritratto ben più malinconico.

La base del teen movie, che tanto aveva conquistato con il suo ballo di fine anno e l’eccitazione di quel far parte di un gruppo di supereroi, resta espressa nel viaggio in giro per l’Europa che caratterizza i nuovi scenari da combattimento e nei timidi piani per poter finalmente dichiararsi alla ragazza che ti piace. È, però, la struttura visiva che nella pellicola cambia, l’imponenza di un racconto che ha bisogno di diventare ancora più grande, per poter così sostenere maggiormente il lascito che un mentore come Iron Man ha deciso di tramandare.

Spider-Man: Far From Home – Il doppio binario tra grandezza e semplicità Spider-Man: Far From Home, cinematographe

È di responsabilità che Spider-Man: Far From Home si nutre per rigenerare continuamente se stesso, quelle premesse sparse come semi alla fine di Endgame e poste nella condizione di maturare secondo le varie necessità durante tutto lo svolgersi del film diretto da Jon Watts. Implicazioni che portano l’Uomo Ragno ad assumere il ruolo non di uno, non di due, ma di un’intera schiera di personaggi che hanno contribuito ad alimentare in breve tempo la sua formazione, rendendo una semplice esperienza scolastica il teatro per dimostrare, a sé e al mondo intero, che anche quando non ci saranno più gli Avengers, su di un supereroe come Spider-Man si potrà sempre contare.

La presentazione di quella che va rivelandosi come una doppia anima, che nella narrazione suddivide il bisogno di svago di Peter Parker, e quindi quella spensieratezza che aveva fatto del precedente film il suo valore di forza, e l’assunzione completa dei propri doveri, a cui fa eco un cinema che perde l’innocenza dei banchi di scuola e dell’atmosfera della classe, per sostituirli con l’ingerenza di scontri prolungati e sempre più turbolenti. Un binomio che tenta di coesistere pericolosamente sul medesimo binario, rischiando continuamente di deragliare per il convulso eccesso di velocità, ma che ha ancora l’accortezza di non snaturare fin proprio dalla sua radice il personaggio principale e, così, il mondo che attorno si è andato creando.

Spider-Man: Far From Home – La messinscena come fulcro per e delle storieSpider-Man: Far From Home, cinematographe

Ma è dall’arte della messinscena che il film trae per riflettere, come accade ormai spesso nei cinecomic contemporanei, sulla propria natura di illusione, sull’orchestrazione di una macchina dei sogni che può presentare, troppo spesso, il suo opposto da incubo. Dare al pubblico ciò che desidera è prerogativa della Marvel/Sony ed è prerogativa di un’industria che delle storie fa il suo pane quotidiano. Smascherarne i rodaggi diventa in Spider-Man: Far From Home motivo per mandare avanti la trama e, insieme, ragionare sulla fisionomia dello spettacolo cinematografico, dove è ogni volta quella del pubblico la direzione verso cui rivolgersi, tanto nella finzione di uno scopo malvagio quanto nella fruizione popolare di un film d’intrattenimento.

Con l’acquisizione di un talento come Jake Gyllenhaal, che malgrado la semplicità del contesto sa comunque dimostrare le infinite sfumature di una recitazione mai intrapresa con superficialità, Spider-Man: Far From Home tenta il superamento di sé, ma è soltanto nei momenti di spontaneità che sentiamo di riconoscerlo davvero. La conclusione di un ciclo che batte la via della grandiosità, per rispettare quegli standard imposti a Peter Parker e al pubblico stesso. Ma è al quartiere che noi e Spider-Man continuiamo a guardare. Ed è lì che ci piace ogni volta ritrovarlo, nonostante le difficoltà.

Spider-Man: Far From Home è al cinema dal 10 luglio con Sony Pictures Italia/Warner Bros. Pictures Italia.

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