Ogni Tuo respiro: recensione del film di Andy Serkis

Con ironia e consapevolezza Ogni Tuo Respiro racconta una storia che invita a non perdere mai la speranza e a vivere sempre fino in fondo.

Chi non sogna una storia d’amore come nelle fiabe? Ebbene, in Ogni Tuo Respiro, apparentemente, Robin e Diana Cavendish l’hanno avuta. Giovani e belli, sperimentano un amore prima a vista che li porta immediatamente all’altare e quindi in giro per il mondo, amanti e amici immersi nell’accecante rossore dei tramonti africani come in un perfetto lieto fine. Ma ogni fiaba ha la sua mela avvelenata, e i giovani Cavendish sono costretti a ingoiare il boccone fatale fin troppo presto: infettato dal virus della poliomielite, Robin sarà costretto a vivere per tutta la vita paralizzato e attaccato a un respiratore che, se da una parte lo tiene in vita, dall’altra sembra mettere fine per sempre ai sogni di felicità della coppia.

Andy Serkis debutta dietro la macchina da presa con una tenera storia d’amore e di speranza che rivela sensibilità e freschezza allo stesso tempo, approcciandosi con delicatezza ma senza patetismi a una vicenda che, seppur drammatica, ha saputo cambiare per il meglio la vita di moltissime persone. Supportato dal produttore Jonathan Cavendish, figlio di Robin e Diana – interpretato nel film da Dean-Charles Chapman (Game of Thrones) – Serkis mette insieme un cast eccezionale che brilla costantemente offrendo una serie di ottime interpretazioni. Andrew Garfield (La Battaglia di Hacksaw Ridge, Silence) si cimenta nel ruolo del protagonista Robin Cavendish, recitando esclusivamente con il volto dal momento che ogni suo movimento è precluso dai sintomi della polio, mentre Claire Foy (The Lady In The Van, la serie tv The Crown) è sua moglie Diana, colei che lo spingerà a continuare a vivere nonostante la malattia. Insieme ai due attori principali, Ogni Tuo Respiro è impreziosito da un vastissimo e variopinto cast di comprimari che costituisce la cerchia di amicizie dei Cavendish e vivacizza la narrazione con gustosi intermezzi comici: Hugh Bonneville (Il Palazzo dei Viceré, Paddington 2) ad esempio interpreta Teddy Hall, l’inventore che fornisce a Robin tutte le apparecchiature, rigorosamente sperimentali, di cui ha bisogno, mentre Tom Hollander (Bohemian Rapsody, Taboo) si presta per il doppio ruolo di Bollgs e David Blacker, buontemponi dal cuore d’oro.

Ogni Tuo respiro: vivere e morire in pieno e con dignità

Ogni Tuo Respiro è una storia che parla di malattia e disabilità per esaltare la vita e come essa meriti sempre di essere vissuta nonostante le difficoltà. Il messaggio che viene costantemente ribadito lungo tutto il corso del film è che non vale mai la pena abbandonare la speranza e decidere di morire, e che solo lottando sempre, ogni giorno, si riesce a ottenere quello che oggi consideriamo un diritto fondamentale: la dignità di un’esistenza vissuta secondo le proprie regole, dove le ristrettezze non costituiscono necessariamente dei limiti e il futuro può essere sempre riscritto secondo le nostre volontà.

Diana è la forza che aiuta costantemente Robin a non perdere la speranza, permettendogli di vivere invece di sopravvivere soltanto imprigionato tra le mura dell’ospedale. A dispetto delle apparenze e delle aspettative di amici e conoscenti, che la immaginavano abbandonare il marito al suo destino, Diana dimostra una forza d’animo invidiabile e, soprattutto, un amore infinito per l’uomo che ha scelto di sposare e che considera il suo destino. Più forte della malattia, della disabilità e dei sacrifici, l’amore di Diana è tale da ricostruire una nuova vita sulle macerie ancora fumanti di quella vecchia, senza arrendersi mai e trovando sempre una soluzione anche a costo di trovarsi da sola contro tutti, compreso il marito.

Ogni tuo respiro

Andrew Garfield e Claire Foy in una scena del film

La vita a tutti i costi, infatti, non è una soluzione semplice da mettere in atto, e il rischio del disastro è sempre imminente, come lo spettro della morte. Robin, per sempre prigioniero del proprio corpo, vive costantemente sotto la spada di Damocle, fragile quanto il suo spirito si rafforza nel corso degli anni. Sempre a un passo dalla disperazione, vive tormentato da dubbi e ripensamenti, come quando rimpiange di aver costretto la moglie a una vita di servitù nonostante le rassicurazioni di Diana.

Alla fine però non sarà la natura a decidere quando porre fine alla vita di Robin, ma lui stesso, scegliendo una misericordiosa eutanasia a una lenta morte agonizzante. È la vittoria dello spirito sulla carne e della speranza sulla disperazione, quella stessa speranza che ha permesso a un uomo di condurre una vita piena e soddisfacente nonostante la sua incapacità di muoversi. La speranza rappresentata in Ogni Tuo Respiro, infatti, non è un cieco desiderio di vivere indefinitamente, ma la volontà di rendere significativo il tempo che ci è concesso di trascorrere su questo mondo. Robin è ben consapevole di vivere costantemente all’ombra della morte, e quando il momento si fa sempre più vicino decide di affrontare il problema con lo stesso coraggio con cui ha vissuto: il corpo che non lo ha limitato in vita non sarà certo un ostacolo per la sua morte. Diana accetta obtorto collo il desiderio del marito, decidendo non tanto di assecondare il suo desiderio di morte, quanto il suo diritto all’autodeterminazione che proprio lei ha così faticosamente coltivato per tutti quegli anni. A conti fatti, quindi, la morte non appare come una sconfitta, ma come l’ennesima vittoria di Robin, che, dopo aver raggirato la malattia e conquistato la vita, decide che l’unico modo per continuare a vivere dignitosamente è morire con serenità alle sue condizioni. Non esiste, forse, modo più assoluto per diventare padrone della propria vita.

Ogni Tuo Respiro: un film ironico ma con un messaggio importantissimo

Andy Serkis decide di approcciarsi alla storia di Robin Cavendish con un atteggiamento decisamente insolito, che dà vita a un film originale e sorprendente. Rifiutato il patetismo e il melodramma, Serkis opta per un’ironia sottile ma efficace che alleggerisce la pesantezza della tematica trattata senza tuttavia sminuirla: Ogni Tuo Respiro fa suo l’insegnamento per cui non solo i film tristi sono seri, e decide di trasmettere il proprio importantissimo messaggio attraverso un film vivace e colorato, capace di trovare in ogni situazione il lato positivo o un aspetto di cui ridere.

Andrew Garfield è Robin Cavendish in Ogni Tuo Respiro

Ironia, però, non significa leggerezza, e il dramma di Robin è raccontato in tutta la sua dolorosa portata. Soprattutto la prima parte del film, prima della rivoluzione portata da Diana, è un calvario di privazioni e disperazione, cui dà vita un Andrew Garfield magistrale che, privato del corpo, rinuncia anche alla voce. Sono molte, infatti, le scene in cui è richiesto a lui e a Claire Foy di recitare senza dialogo, e i loro giochi di sguardi, espressioni, gesti e attese riescono a raccontare in pochi attimi il travaglio di Robin e Diana meglio di quanto avrebbe fatto una lunga pagina di dialogo. Il silenzio è un grande protagonista all’interno del film, accompagnando con discrezione i momenti più importanti e delicati della storia; una scelta di grande impatto emotivo e di grande consapevolezza quella di giocare per sottrazione, riducendo la messa in scena alla sola recitazione muta laddove il cinema tende a moltiplicare le parole e alzare il volume.

Queste drastiche scelte registiche sono rese possibili anche dalla sceneggiatura molto ben ritmata e bilanciata, che riesce a scavare a fondo nei personaggi facendone emergere di volta in volta il lato più drammatico o quello più spensierato. Il copione, firmato da William Nicholson (Everest, Unbroken), racconta la storia facendo degli affondi nei momenti più significativi della vita dei Cavendish, riuscendo a coprire un arco di tempo molto lungo attraverso scene collegate l’una con l’altra dal filo conduttore della lotta di Robin per dare dignità ai disabili; per contro, la prima parte dell’opera, in questa tematica ancora non è emersa, risente di una certa frammentazione che rischia di limitare il successo del racconto.

Ogni Tuo Respiro segna quindi l’ingresso di una nuova, talentuosa voce all’interno del panorama cinematografico, dimostrando l’abilità e la sensibilità di Andy Serkis anche dietro la macchina da presa. Dimostrando di possedere già una voce molto ben chiara, il regista cerca di trasmettere un messaggio di fondamentale importanza: sempre lottare e mai dare per scontata la nostra vita, che possiamo sempre plasmare a seconda dei nostri desideri per trarne il meglio possibile.

Ogni Tuo Respiro è al cinema dal 16 novembre, distribuito da BIM.

Regia - 4
Sceneggiatura - 3
Fotografia - 3
Recitazione - 5
Sonoro - 2
Emozione - 4

3.5