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Magic Lantern è un film di Amir Naderi, presentato durante la 75 edizione della Mostra del Cinema di Venezia, con Monk Serrell-Freed, Sophie Lane Curtis, Robert Beltran, Jacqueline Bisset, James Jagger, Brandon Sklenar e Ella Edwards.

Il film di Amir Naderi racconta la storia di Mitch, un proiezionista di Los Angeles che si sta preparando a caricare l’ultimo film in pellicola in un piccolo cinema che presto diventerà un multisala digitale. Mitch osserva la bobina e prova una feroce nostalgia verso quella luce tremolante e lo schermo che si illumina della sua magia. Mentre il film viene proiettato, Mitch viene come catapultato in una realtà altra, in cui lavora in un negozio vintage e incontra una ragazza bellissima di cui si invaghisce perdutamente. La ragazza svanisce all’improvviso e di lei resta solo il suo telefono per terra. Allora Mitch, preda della disperazione e dell’ossessione, si mette alla sua ricerca, in un viaggio nel passato in cui si incrociano realtà e fantasia.

Magic Lantern

Magic Lantern: il film di Amir Naderi presentato durante la 75 edizione della Mostra del Cinema di Venezia

Magic Lantern è un film perdutamente elegiaco, che rinnova l’antico ricordo dei film in celluloide e del significato che trattiene per chi, con quei fragili nastri di nitrato, ci è cresciuto, ha forgiato la propria arte e ne ha polarizzato ogni ricordo, l’essenza reale del cinema di tutti i tempi. Il film ci trasporta in una storia senza tempo, una storia che si presenta come un racconto d’amore tra un ragazzo e una ragazza, ma che più che una storia tra esseri umani sembra essere lo strumento metaforico che il regista utilizza per rendere omaggio a quella lanterna magica, ovvero il volto vero del cinema e il suo rapporto d’amore che ha vissuto con quella dimensione filmica per anni.

Nel film si possono ben distinguere file e file di bobine, ma la narrazione si muove su un lungo periodo che parte dell’età dell’oro del cinema sino ad arrivare ai giorni nostri, riflettendosi nei video digitali e nell’iphone, come se il regista cercasse di adeguare il formato del suo cinema senza però mai allontanarsi dalla sala. L’evoluzione digitale della pratica filmica è l’approdo del cinema, e Naderi non si perde in critiche o dogmatismi.

Magic Lantern

Ciò che realizza è una lettera d’amore verso quel cinema classico, che riprende e rimanda al suo antico splendore, al cinema delle attrazioni dov’è tutto illusionismo, dove non c’è un limite che separa realtà e sogno. Una narrazione che è sostenuta anche da Jacqueline Bisset, che incarna una diva di Hollywood dal sapore classico, come fu Norma Desmond, la personificazione dell’età dell’oro del cinema, che è come se vivesse in una gabbia dorata, in cui c’è ricordo ma c’è la sovrapposizione con il presente, c’è nostalgia ma c’è anche il riflesso odierno di una mancanza, impossibile da riempire.

Magic Lantern è un film nel film, una produzione, una moltiplicazione smisurata di immagini, di simbolismi e di fantasmi che abitano la pellicola e attraversano le varie dimensioni della narrazione, un racconto permeato di sogni e di fantasia, in cui un ragazzo insegue tra i più astratti livelli visivi del film una ragazza, fuggendo dalla realtà e rincorrendola dentro lo schermo, al di fuori di ogni cornice, per poi accoglierla nel suo immaginario, nel suo film, dentro la propria lanterna, laddove la luce non ha mai cessato di illuminare e di diffondere il proprio incanto.