voto del pubblico N/A
voto finale 3.0/5
Regia
Sceneggiatura
Fotografia
Recitazione
Sonoro
Emozione
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L’événement (Happening), in uscita in Italia a ottobre 2021 con Europictures col titolo 12 settimane, ha trionfato al Festival del cinema di Venezia 2021 vincendo il Leone d’oro per il miglior film. La storia è tratta dall’omonimo romanzo autobiografico di Annie Ernaux e racconta di una terribile vicenda affrontata negli anni ’60 in Francia dalla stessa scrittrice. Al centro del film c’è il tema dell’aborto in un’epoca in cui era vietato e perseguibile penalmente. Crudo e difficile da digerire, il film riporta indietro nel tempo, prima del 1975 quando furono varate le leggi che legalizzavano l’aborto, ma si rende attuale considerando che è solo di maggio 2021 l’approvazione in Texas di una legge che vieta l’interruzione volontaria di gravidanza dalla sesta settimana di procreazione.

L’événement (12 settimane): l’aborto al centro della trama del film, tratto da una storia vera

L'événement Cinematographe.it

Francia, 1963. Anne è una brillante studentessa con un promettente futuro davanti a sé, vuole diventare un’insegnante. Tuttavia, quando resta incinta, vede svanire la possibilità di portare a termine i propri studi e sfuggire ai vincoli insiti nella sua estrazione sociale. Con l’avvicinarsi degli esami finali e la gravidanza sempre più evidente, Anne si decide ad agire, anche se deve affrontare la vergogna e il dolore, anche se deve rischiare la prigione per seguire la sua strada.

Immagini forti e regia in 4:3

L'événement Cinematographe.it

Il film è girato in 4:3, con camera a spalla, per rispettare il periodo storico in cui si svolge,  ed è scandito dalle settimane di gravidanza della protagonista, dodici piccoli capitoli in cui la paura e l’angoscia salgono. Stretta sui volti dei personaggi in campo e soprattuto su quello della protagonista – la bravissima Anamria Vartolomei – la macchina da presa scava nei pensieri dei personaggi escludendo completamente il mondo che c’è fuori da questa storia. Da un lato la giovane Anne, investita da innumerevoli pensieri: il giudizio delle sue amiche, il calo negli studi, la pericolosità di affrontare un aborto clandestino e di conseguenza di sfuggire ad una legge retrograda. Non è solo una questione di affermare i propri diritti sanitari, perché Anne deve anche affrontare la vergogna di essere rimasta “fregata”, di aver bruciato le tappe e per questo di essere stata punita. Il giudizio morale gioca un ruolo fondamentale in questa storia, lasciando la protagonista sola da qualsiasi lato: né le amiche la supportano, né i genitori, men che meno la classe medica.

Quasi come a soffocare i personaggi in campo, la regia di 12 settimane si stringe sui volti e sul corpo della protagonista costretta ad automartoriarsi per evitare un ingabbiamento sociale. Le immagini brutali mostrate rappresentano, senza filtri, cosa significava procedere ad un aborto, dall’utilizzare i ferri da maglia fino a utilizzare una canna in utero per provocare la rimozione del feto.

L’événement (12 settimane) è un’esperienza sensoriale

L'événement

La crudezza delle immagini e la narrazione senza filtri delle pratiche a cui le ragazze si sottoponevano prima della legalizzazione dell’aborto e della pillola contraccettiva, non risparmiano allo spettatore alcun dettaglio. Questa scelta denota un chiaro intento politico e sociale, elevando il corpo femminile come simbolo stesso della una lotta per i diritti delle donne, che deve passare anche dai racconti dolorosi di chi ha subito dei veri e propri soprusi che limitavano la libertà personale. Scelta registica e di scrittura coraggiosa da un lato, ma che penalizza gli a spettatori più sensibili, che non potranno fuggire dalle immagini più truci. Inoltre questa focalizzazione corporea sacrifica la scelta stilistica, rendendo piatti i personaggi, monodimensionali e ognuno chiuso nelle loro motivazioni. Il film si muove infatti su un piano più fisico che empatico, per cercare di trascendere il contesto temporale e ricordare quali sono i temi importanti su cui deve continuare la lotta delle donne.

La vera scoperta è Anamaria Vartolomei, la protagonsita del film

Anamaria Vartolomei Cinematographe.it

La grande rivelazione di L’événement (Happening) è la bravissima protagonista Anamaria Vartolomei, attrice franco-rumena classe 1999 con all’attivo già 10 film di nazionalità francese. Nel film di Audrey Diwan, Anamaria Vartolomei ha ottenuto il primo ruolo da protagonista in cui si muove con intensità e disinvoltura anche nelle scene più forti e disgustose.