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La vita dopo i figli (Otherhood) è una commedia statunitense diretta da Cindy Chupack, tratta dal romanzo Qualunque cosa ti renda felice di William Sutcliffe. Distribuito su Netflix il 2 agosto 2019, il film con Angela Bassett, Patricia Arquette e Felicity Huffman racconta le difficoltà di essere madri.

Nel giorno della festa della mamma tre amiche e madri, Carol, Gillian ed Helen, si incontrano per parlare delle loro vite. Ognuna di loro ammette di vivere con grande sofferenza la lontananza dai figli, ormai adulti e lontani per lavoro. Ma la lontananza non è il solo fardello che devono sopportare: il problema principale è che queste tre donne si sentono spaesate, perse, si sentono lontane anni luce dalla vite dei loro figli che, con l’avvento delle loro vite nuove, sembrano averle totalmente dimenticate al punto di non ricordarsi neppure gli auguri della festa della mamma.

Helen decide improvvisamente di partire con Gillian e Carol dalla piccola cittadina nella quale vivono per andare dove si sono stabiliti i loro tre figli. L’intento è dare una scossa ai loro rapporti. Quindi queste tre donne si preparano per il viaggio più ostile e disatteso al mondo e assaltano New York, intraprendendo un percorso di autocoscienza determinante per la loro vita.

La vita dopo i figli: la commedia Netflix con Angela Bassett, Patricia Arquette e Felicity Huffman

La vita dopo i figli cinematographe.it

La vita dopo i figli non è un film d’impatto, ma vale la pena guardarlo perché è sempre necessario raccontare e ascoltare storie giuste sulle donne. Non sempre comprendiamo bene il loro punto di vista. Non sempre abbiamo libero accesso ai loro pensieri.

Questo non è il film che vuole capovolgere l’immarcescibile funzione accessoria che ottenebra una donna, disarcionandone lo status quo. Non è nei suoi intenti. La vita dopo i figli è uno spaccato di vita che mostra cosa accade a una madre quando semplicemente smette di essere di una madre, e non per un motivo triste o doloroso, semplicemente perché il figlio è autosufficiente, vive lontano e ha limitato a zero le proprie interazioni con lei. Non è semplice trattare un argomento così delicato e pieno zeppo di trappole moralistiche con l’avventatezza e la goliardia di una commedia.

Angela Bassett, Patricia Arquette e Felicity Huffman interpretano tre personaggi autentici in La vita dopo i figli

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Eppure Cindy Chupack lo fa e riesce a ricavarne un piccolo spazio di sincerità in cui raccontarsi e raccontare che la vita dopo i figli per una madre spesso significa sentirsi priva di un punto di riferimento, sentire un senso di estraneità che va a colmare quello spazio che prima era occupato dalla vita con i figli. L’idea che una madre sia prima di tutto una donna, cosa non proprio da poco, e che di certo non è una cosa o una funzione sociale, viene lentamente declinata durante tutta la durata del film. Ed è attraverso questa consapevolezza, una volta interiorizzata, che le tre protagoniste spingono lo spettatore a comprendere che il percorso di rinascita, di fioritura di una donna è necessario e deve essere consapevole.

La vita dopo i figli non è un territorio facile, non è un luogo rettilineo, tocca note molto alte nonostante il contrasto interiore della commedia che, evidentemente, suona accordi molto diversi. Angela Bassett, Patricia Arquette e Felicity Huffman fanno rivivere tre personaggi forse un po’ caricaturali, sformati, ma con una forza e un vigore autentici tanto da permettere loro di riemergere, rinascere e considerarsi finalmente donne, non madri, non mogli, semplicemente persone dotate di autonomia. Serviva una commedia per rammentarlo? Forse si.

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