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Non ti richiama?! Non è presente?! Ti dice che vi vedrete e poi non ti invita mai?! Ti dice che un giorno ti sposerà e poi passano sette anni e siete ancora eterni fidanzati?! Tutto normale, sono solo le strategie dell’amore. Sono queste le domande e le risposte che affollano la mente delle protagoniste de La verità è che non gli piaci abbastanza, il film – tratto dal romanzo scritto da Greg Behrendt e Liz Tuccillo, sceneggiatori di Sex and the City – di Ken Kwapis, assieme a Marc Silverstein e a Abby Kohn.

La verità è che non gli piaci abbastanza: tutto parte dal titolo

Cinematographe.it, La verità è che non gli piaci abbastanza

L’incipit del film chiarifica ogni cosa: una bambina gioca con un amichetto al parco e alla battuta di quest’ultimo “puzzi come la pupù del cane”, lei corre dalla mamma piangendo; la mamma per consolarla le dice che il bambino in realtà la ama ma non vuole farglielo capire apertamente. Il film prende le mosse da questo, dal principio che gli errori femminili, e anche maschili, in amore dipendono soprattutto da questo atavico malinteso: per questo si attendono invano messaggi che non arriveranno mai, si attendono i tempi di chi tempo non avrà mai, si accettano comportamenti che non si sarebbero mai accettati. Da questo assioma vecchio stampo deriva una fenomenologia dei sentimenti appannata e superficiale: per le donne l’amore è la cosa più importante e cercano qualcuno da incastrare, gli uomini sono mandrilli che non si impegnano seriamente; è un peccato perché l’idea del film poteva essere interessante.

La verità è che non gli piaci abbastanza: come si inserisce all’interno della commedia d’amore

Cinematographe.it, La verità è che no gli piaci abbastanza

Il film tenta di porsi sulla strada di Sex and the City ma non riesce a imitare in toto il modo leggero con cui quest’ultimo racconta e descrive gli equivoci, gli intrighi, le strategie degli innamorati, lo fa senza rendersi conto che i tempi sono cambiati, che non tutte le donne accettano ogni cosa per un uomo, per non stare sole.

Nel momento in cui le ragazze capiscono che non stanno vivendo bene i sentimenti e i rapporti, possono anche modificare il loro modo di vedere lo cose ma sarà un tentativo tiepido e determinato da azioni di altri: Gigi apprende l’insegnamento del suo nuovo amico ma lo mette in pratica “malamente”, scappando e mettendo all’angolo qualunque uomo, la sua migliore amica capisce che uomo ha al fianco solo quando ormai è “troppo tardi”. Tenta di raccontare l’amore come se fossimo in Harry ti presento Sally – ci sono infatti le finte interviste in cui uomini e donne parlano di sentimenti e di relazioni – ma il risultato è deludente. La verità è che non gli piaci abbastanza cerca di imitare quelle commedie d’amore, manca però di quella delicatezza e di quel paradosso che in molti di questi film sono elementi cardine.

Sicuramente la coppia che risulta più riuscita e più credibile è quella tra Beth (Jennifer Aniston) e Neil (Ben Affleck): Beth cade nella regola del “la verità è che non gli piaci abbastanza” e pensa che questa regola valga anche per Neil che la ama ma non crede nel matrimonio o semplicemente non vuole sposarsi. Insopportabile è invece lo stanco triangolo interpretato da Jennifer Connelly, Scarlett Johansson e Bradley Cooper che vedono al centro quell’uomo poco, se non addirittura mai, cresciuto.

Cinematographe.it, La verità è che non gli piaci abbastanzaLa verità è che non gli piaci abbastanza: la storia si concentra sui 9 personaggi

La verità è che non gli piaci abbastanza dice tutto con il titolo – insegnamento che verrà dato da Alex , un tizio, che incontra per caso in un bar, a Gigi che continua a fare sbagli in amore -, non pensare che ci siano strategie, non credere che uno che ti vuole passi il tempo a farti pensare che non sia così; e lo fa attraverso i 9 personaggi su cui ruota la storia, le cui vite si mescolano, si intrecciano, lasciano le une il passo alle altre.

Gigi (Ginnifer Goodwin), Anna (Scarlett Johansson), Beth (Jennifer Aniston), Janine (Jennifer Connelly), Neil (Ben Affleck), Mary (Drew Barrymore), Alex (Justin Long), Ben (Bradley Cooper) e Connor (Kevin Connolly) si prendono e si lasciano, creano relazioni adulterine e continuano ad amarsi nonostante le separazioni, si prendono gioco degli uni e degli altri e tutto di fronte allo spettatore che volente e nolente si ritrova in quelle storie, alquanto banali e forse raccontate anche con un po’ di superficialità. C’è chi rompe perché il compagno non vuole sposarsi, chi ha una moglie ma perde la testa per una bellissima e molto sexy sconosciuta, chi dopo tante delusioni trova l’amore, veramente per caso.

cinematographe.it, La verità è che non gli piaci abbastanzaLa verità è che non gli piaci abbastanza: un film che strappa qualche sorriso puntando sull’immedesimazione

La verità è che non gli piaci abbastanza è un film che si fa guardare portando sullo schermo delle storie viste, sentite, senza troppa originalità; può poco il cast d’attori che interpreta al meglio il proprio ruolo.
Il film è una commedia che riesce a strappare qualche sorriso, soprattutto con qualche storia e con qualche personaggio e che punta tutto sul fatto che chi guarda possa immedesimarsi.

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