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Paola Cortellesi ci riprova. Dopo essere stata campionessa di incassi nel periodo natalizio 2017 con la commedia Come un gatto in Tangenziale accanto a Antonio Albanese, una delle migliori attrici del nostri cinema si traveste e camuffa per La Befana vien di notte, nuovo film di Michele Soavi scritto da Nicola Guaglianone che tenta di rivisitare una delle tradizioni nostrane per portare la classicità della propria storia all’interno del cinema. Un film che si distacca da ciò che la proposta cinematografica italiana ci pone solitamente, ma non per questo soddisfando le aspettative che una tipologia di racconto e di idea filmica poteva aver stuzzicato nel pubblico.

Perché si sa, l’Italia fa solo drammi e commedie. Una stigmatizzazione del prodotto che non permette al cinema di ampliare le proprie possibilità narrative, limitandosi all’interesse ai “film difficili” o alle barzellette per portare le famiglie in sala, quando in quei rari pomeriggi si sceglie che un Marco Giallini, un Edoardo Leo, un Checco Zalone e così dicendo, possono essere una valida alternativa ad un film anche mediocre, ma proposto nel facile e comodo catalogo di Netflix. Per questo si attendeva la Befana in sala, e non più solo la notte del 6 gennaio.

Il bisogno istintivo di novità e mutamento dei classici stilemi, infatti, ha sfidato la consuetudine e ha iniziato a battere la strada spalancata dal sorprendente Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti, che nella periferia romana trita e ritrita dalla nostra filmografia ha trovato il proprio supereroe e il suo ancor più funzionale supercattivo cantante. Un rinnovamento apprezzato anche dalle istituzioni dei premi, che nel 2018 premiano Ammore e Malavita dei Manetti Bros. come Miglior Film ai David Di Donatello. Ed era, alla stessa maniera,  ciò che ci si sarebbe aspettati dal film di Soavi, pur non arrivando necessariamente a riconoscimenti ufficiali o a svolte decisive nel genere.

La Befana vien di notte – Un nuovo tassello del genere in ItaliaLa Befana vien di notte cinematographe

Supereroi, musical, fantascienza – è bene ricordare quel piccolo gioiellino di Tito e gli alieni di Paola Randi -, con La Befana vien di notte il cinema italiano era perciò pronto ad affrontare il film d’avventura, scritto niente di meno che dallo sceneggiatore di quel Jeeg che si è rivelato la punta decisiva per poter volgere lo sguardo verso nuovi orizzonti. Ma non sempre il risultato è degno dell’attenzione del prodotto, annientando quella originalità che doveva essere proposta dal film e che la Befana aveva acceso con curiosità.

Bisogna costantane infatti – e a malincuore – che, con la speranza intrinseca di agire come una pellicola per ragazzi vicina all’immaginario de I Goonies, La Befana vien di notte non è un film da poter aggiungere a questa lista di rischi e successi di cui il cinema italiano si sta pian piano appropriando. Il film diretto da Michele Soavi con protagonisti Paola Cortellesi, Stefano Fresi e dei giovanissimi attori si approccia alle dinamiche dell’adventure movie e le unisce alle tradizioni festaiole del nostro Natale, ma segue in modo talmente pedissequo le tappe tracciate dalle caratteristiche a cui si rifà da non possedere quella connotazione personale che avrebbe saputo rivelarsi valore aggiunto del film.

Nel rapimento della Befana della Cortellesi – umana e bella di giorno, rugosa e volante da mezzanotte alle otto di mattina – confluisce la ricerca di un gruppo di alunni che intraprendono un viaggio per salvare la loro magica insegnante, ma la sensazione di déjà-vu che un gruppetto di ragazzini con biciclette può dare – da E.T. al più recente Stranger Things – non permettere al prodotto di trovare una propria credibilità inattaccabile, pur agendo in un mondo di fantasia dove convive una vecchina su di una scopa. Le forzature nei vari passaggi del film costringono La Befana vien di notte ad una dimensione che non sembra mai veramente appartenerle, ma in cui tenta di destreggiarsi, finendo per sembrare solamente un’imitazione di quel filone tra fantasia e giovinezza di certo cinema principalmente americano.

La Befana vien di notte – Continuare a cercare la propria avventuraLa Befana vien di notte cinematographe

Un film in cui rimangono incastrati i protagonisti, che fortunatamente però non aggiungono delusioni alla pellicola, riuscendo almeno a non cadere nella parodia che rischiava di poter sbucare da dietro l’angolo, funzionando sia come personaggi improbabili quali la Befana e il cattivo giocattolaio, sia come compagni di scuola e di avventura. Sospiro di sollievo anche per l’utilizzo degli effetti visivi, che non pesano ulteriormente sulla pellicola, ma si propongono in modo naturale pur quando si tratta di vedere la Cortellesi sfrecciare sul proprio destriero di legno.

La Befana vien di notte risente del porsi come prodotto originale in Italia, rivelandosi purtroppo datato se messo in rapporto con la cinematografia internazionale e la fruizione che il pubblico ha ormai consumato. Un film che sembra aver viaggiato in una macchina del tempo ed essere uscito fuori nel periodo errato, troppo in là rispetto a ciò che il cinema ci ha già offerto dagli anni ’70 e ’80 e impossibilitato a comprendere ciò vista la ritrosia italiana nell’esplorare tematiche inedite e racconti pop. È pur vero che, per fare in modo che il cinema cambi (in Italia), è necessario che qualcuno si assuma le proprie responsabilità e tenti di approcciarsi al diverso che negli altri Paesi è già stato toccato, ma che da noi risulta ancora ai primordi e rende dunque comprensibile il presentarsi di alcuni insuccessi.

C’è dunque nell’insieme del film di Soavi l’opportunità di scorgere qualche piccolo merito – un ottimo lavoro di trucco, i suoi attori, i già citati effetti speciali -, ma purtroppo non così predominante da poter sovrastare la fattura tenuta in sesto da cigolii dell’opera, che fa de La Befana vien di notte un lavoro da non poter sostenere. Un dispiacere per l’idea alla base e la sua intenzione, ma una felicitazione un’ulteriore visto che va provando il desiderio di cambiamento che ha il cinema. E di questo siamo contenti. Speriamo che il prossimo anno la Befana possa farci trovare nella calza un nuovo film d’avventura, stavolta unico e innovativo.

La Befana vien di notte, prodotto da Lucky Red e Rai Cinema, è in uscita nelle nostre sale il 27 dicembre, distribuito da Lucky Red e Universal Pictures.

PANORAMICA RECENSIONE
Regia
Sceneggiatura
Fotografia
Recitazione
Sonoro
Emozione