Kubo e la spada magica: 5 curiosità che abbiamo appreso dal Blu-Ray

- Ultimo aggiornamento: 3 Aprile 2017 13:00 - Tempo di lettura: 4 minuti

Dopo aver stregato il cuore degli spettatori sul grande schermo Kubo e la spada magica, il film d’animazione diretto da Travis Knight e prodotto dalla Laika Entertainment con Charlize Theron, Matthew McConaughey, Rooney Mara, Ralph Fiennes e Art Parkinson arriva in home video!

Visionare il Blu-Ray di Kubo e la spada magica è un vero gaudio! Come abbiamo già detto in passato questo film d’animazione si erge al di sopra di tutti gli altri prodotti cinematografici per bambini, cesellando la leggenda e il mito attraverso la plasticità delle immagini, la profondità dei dialoghi e la completa immersione in una logica che fugge dalla consuetudine per farsi magia, insegnamento e poesia.

Se il video 1080i/p High-Definition Letterbox 2.40:1 ci garantisce una resa grafica fenomenale, con colori sgargianti e definiti, l’audio ( DTS-HD Master Audio 5.1 in lingua originale) ci permette una definizione sonora al massimo della potenzialità, totalmente immersiva e perfettamente in grado di farci captare ogni rumore, parola e sfumatura sonora del film d’animazione.

Il vero pregio del Blu-Ray di Kubo e la spada magica sono però i contenuti speciali, che ci consentono di addentrarci dietro le quinte di questo magnifico capolavoro d’animazione, di conoscere il parere di chi ha lavorato con anima e corpo a questo progetto per ben 5 lunghi anni. In Il Viaggio di Kubo, Gli Angoli della Terra e Il Mito di Kubo si nascondono alcune curiosità degne di nota di cui vogliamo parlarvi!

5. Un film giapponese

Fin dai primi momenti del film ci rendiamo conto di come il regista – e il team creativo tutto – ci introducano alla cultura giapponese. Lo notiamo dalle ambientazioni, dai cibi, dai vestiti indossati dai protagonisti, dai loro volti. A catapultarci ulteriormente nell’anima del Giappone antico sono gli origami, che il piccolo Kubo riesce ad animare, creando storie e deliziando il suo villaggio. In Kubo e la spada magica ogni dettaglio si rivolge all’Oriente, dalle scritte ai costumi ma soprattutto nei sentimenti che rappresentano il vero fulcro dell’opera animata, nonché punto di connessione tra lo spettatore e la storia raccontata nel film.

La religione buddhista traspare ad esempio nella Festa di Obon, nota in Italia come Festa delle Lanterne. Si tratta di un culto buddhista atto a onorare i defunti le cui anime, per quattro giorni all’anno, ritornano nelle proprie dimore terrene. Kubo cerca un contatto con suo padre e quindi di capire meglio chi è. La visione delle lanterne accese che illuminano il paesaggio e la devozione degli abitanti nei confronti dei loro cari denota il rispetto per gli antenati ma anche per i genitori e i nonni.

4. Personaggi, costumi e simboli

Ci troviamo nel Giappone antico, in cui l’umile e intelligente ragazzo di strada Kubo si guadagna da vivere intrattenendo gli abitanti del suo villaggio con simpatiche storie raccontate con l’ausilio dei suoi origami animati. Quando cala la sera, Kubo accudisce la madre, una donna in contatto con il mondo degli spiriti che concepì il ragazzo con un leggendario guerriero samurai. Accidentalmente, Kubo evoca uno spirito, che finisce nel mondo dei vivi e comincia a dargli la caccia. L’unico modo per distruggerlo è trovare tre leggendari oggetti usati in passato dal padre: L’Armatura Impenetrabile, La Spada Indistruttibile e l’Elmo Invulnerabile. Comincia così per Kubo una rocambolesca serie di avventure, in cui con l’aiuto di una scimmia (Charlize Theron) e di uno scarabeo samurai (Matthew McConaughey) scoprirà di più su se stesso e sul suo passato.

Lo scarabeo samurai che vediamo nel film è esattamente uno scarabeo rinoceronte che in giapponese si dice kabutomushi, laddove kabuto significa elmetto.
Inoltre questo simbolo appare nel kimono del protagonista ed è il risultato di una serie di bozzetti e dell’accurata scelta di stoffa e fili.

Rimanendo nell’ambito del vestiario, è da notare il blu indaco nel vestito della vecchia signora. Un colore particolare del Giappone. Inoltre per riprodurre le cuciture tipiche dei costumi dell’epoca è stato usato il laser.

Nella creazione dei personaggi e del paesaggio sono state usate diverse matrici di legno, mentre altri materiali e sistemi ingegnosi hanno favorito la creazione di alcune scene specifiche come quella inerente il movimento delle onde, nella scena iniziale, creata studiando il vero moto ondoso.

Per realizzare la suddetta scena è stato creato un aggeggio apposito e studiato il movimento delle barche in tempesta.

3. Mostri mitologici

Ciò che colpisce di Kubo e la spada magica sono i mostri che il piccolo protagonista si trova a combattere. Il regista si è particolarmente soffermato sulla costruzione dello scheletro gigante, che ha una dimensione di ben 5 metri e mezzo. Uno dei progetti più ambizioni nell’animazione in stop motion. Per crearlo ci sono voluti tanti studi, materiali, calamite e sistemi d’altro genere.

Da menzionare anche il giardino di occhi in fondo al mare. Si tratta di 6 socchi collegati a una bocca, ripresa da diverse inquadrature. La pupille è ipnotica; l’effetto moirè è stato creato servendosi di una palla da bowling in modo da manovrarlo a distanza e con lentezza. Inoltre all’interno dell’occhio sono state inseriti luci che ruotano e una maglia metallica che riflette la luce.

Il più spaventoso è certamente il mostro del Re Luna, interamente stampato in 3D e su materiali traslucidi tra cui l’argento. Per realizzarlo hanno optato per l’uso del mylar, che sarebbe il materiale usato per i palloncini delle feste di compleanno!

2. Gli angoli della terra

Pur essendo ambientato in Giappone il film d’animazione ci consente di viaggiare in lungo in largo e ce ne rendiamo conto dalle differenti ambientazioni. Si va dalla tundra gelata alla spiaggia, fino alla foresta di bambù… circa 80 set in cui i personaggi si muovono, trovando diversi climi e avversità, ma anche e soprattutto scorgendo differenti bellezze paesaggistiche.

1. Il potere ricreativo e rinfrescante della musica

A occuparsi della musica l’italiano Dario Marianelli, che ha unito oriente e occidente, vecchio e nuovo. Nella colonna sonora è stato inoltre inserito il brano While My Guitar Gently Weeps dei Beatles, interpretato da Regina Spektor e suonato da Kevin Kmetz che ha accompagnato la canzone servendosi di uno Shamisen, uno strumento musicale giapponese simile al liuto.

Di seguito la tracklist completa del film d’animazione:

The Impossible Waves – Dario Marianelli, Kubo Goes to Town – Dario Marianelli, Story Time – Dario Marianelli, Ancestors – Dario Marianelli, Meet the Sisters! – Dario Marianelli, Origami Birds – Dario Marianelli, The Giant Skeleton – Dario Marianelli, The Leafy Galleon – Dario Marianelli, Above and Below – Dario Marianelli, The Galleon Restored – Dario Marianelli, Monkey’s Story – Dario Marianelli, Hanzo’s Fortress – Dario Marianelli, United-Divided – Dario Marianelli, Showdown with Grandfather – Dario Marianelli, Rebirth – Dario Marianelli, While My Guitar Gently Weeps – Regina Spektor.