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Luci e ombre. Quelle nella vita di Caravaggio e quelle nella sua arte. Michelangelo Merisi ha vissuto la sua vita nel tormento e nella consapevolezza di essere l’artista migliore del suo tempo, un visionario, uno sguardo che le generazioni future avrebbero osservato con meraviglia nei musei di tutto il mondo, da Galleria Borghese a Roma al Louvre di Parigi. E che splendore che è il nuovo film d’arte di Sky, Caravaggio – L’anima e il sangue, un viaggio nell’arte e nella vita – fuse assieme, parallele e similissime – dell’artista più cupo e luminoso della storia dell’arte italiana.

Dopo Firenze e gli Uffizi e Raffaello, il Principe delle Arti, Sky e Magnitudo Film propongono un nuovo excursus storico e artistico, questa volta dedicato al pittore del sacro e del profano che, con la sua arte, ha influenzato le generazioni a venire. Non solo generazioni di altri pittori, ma generazioni di fotografi, registi, cultori dell’immagine, che nell’arte di proiettare ombre, di nascondere alla vista, hanno trovato il miglior modo per comunicare.

Caravaggio – l’Anima e il Sangue è un mix di arte liquida ed emozioni tattili, un film che sconvolge ogni tassello dell’essere

E quanto è cinematografico Caravaggio! Forse proprio per questo sembra che il regista Jesus Garces Lambert (con grande maestria) non abbia faticato a trasmettere sullo schermo quell’arte teatrale, che da sola riesce a dare spettacolo come poche altre. Caravaggio, nello sguardo, nella contrazione dei muscoli, trasmette l’azione, pur nell’immobilità della pittura, come tante volte nemmeno l’immagine in movimento riesce a fare. Il terrore negli occhi della sua Medusa (Scudo con testa di Medusa, 1597, Galleria degli Uffizi, Firenze) fa impallidire l’orrore di Hitchcock, Romero e Carpenter, maestri della paura, artisti del grande schermo.

Lambert – nelle ricostruzioni storiche – evita i volti, come se per la caratterizzazione dei suoi protagonisti non avesse bisogno del viso. Seguendo il percorso in precedenza tracciato dal direttore artistico Cosetta Lagani, il regista non cerca di imitare il Caravaggio, di creare una sua versione con un attore che gli somiglia, bensì di rappresentare la sua interiorità, i suoi sentimenti, attraverso l’interpretazione parallela dell’attore non professionista, ma estremamente evocativo, Emanuele Marigliano. Con uno spesso strato di pellicola trasparente sul viso capiamo la sua costrizione in una società soffocante, con le ferite sul suo corpo vediamo quelle interiori del Merisi, con un urlo muto nell’acqua sentiamo il tumulto del genio

Caravaggio – L’anima e il sangue, una delle prime produzioni in Italia realizzate in 8K (e l’ultra alta definizione si percepisce fino all’ultimo cono di luce), alterna la pittura alla quotidianità dell’artista, rappresentato da un uomo tormentato, che vive il dolore dell’arte e soffre dell’immobilità della vita. A prestare la voce a Caravaggio è Manuel Agnelli, cantante e frontman alternative rock degli Afterhours. Il film è una lezione di storia dell’arte affidata agli interventi di personalità di spicco dell’ambiente ed esperti della vita e delle opere di Caravaggio. L’esperienza del professor Claudio Strinati, storico dell’arte, è affiancata dalla professoressa Mina Gregori, Presidente della Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi e dalla dott.ssa Rossella Vodret, anche curatrice della mostra Dentro Caravaggio, a Palazzo Reale a Milano.

Grazie a Caravaggio – l’Anima e il Sangue l’arte diventa un evento da vivere al cinema

Caravaggio – l’Anima e il Sangue pone finalmente l’arte come un evento imperdibile da vivere al cinema, trascendendo il mezzo di comunicazione stesso e facendoci entrare, sprofondare nella pittura ancora fresca. Il Cinemascope 2:40 e le sue immagini allungate ci fanno quasi passare il dito sulle pennellate, ci fanno osservare da vicino le bollicine che emergono nel fiasco di vino del suo Bacco (1596-1597, Galleria degli Uffizi, Firenze) e l’espressione di pena sul viso del suo Davide che, come se fosse un trofeo, impugna per i capelli la testa di Golia (Davide con la testa di Golia, 1609-1610, Galleria Borghese, Roma).

Caravaggio - L'anima e il sangue Cinematographe

Il film d’arte debutterà nella sale il 19, 20 e 21 febbraio. È un’occasione di scoperta, ma anche per rivivere le opere più celebri (o meno) di Caravaggio. Come dei moderni Stendhal vi sentirete sopraffatti dalla bellezza e dallo sconvolgimento della sua arte e non potrete fare altro che osservare in silenzio la perfezione della pittura, l’insinuazione della santità sui visi delle prostitute e la più che mai terrena e blasfema sofferenza che il pittore è riuscito a insinuare anche e persino nel trapasso della sua vergine (Morte della Vergine, 1605-1606, Louvre, Parigi).

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