The Terror: Infamy – recensione della prima puntata della serie AMC

La recensione della prima puntata di The Terror: Infamy, la seconda stagione della serie horror antologica AMC trasmessa in Italia da Amazon Prime Video.

Il 12 agosto ha debuttato su AMC la seconda stagione di The Terror, la serie horror antologica sovrannaturale, che tanti consensi ha raccolto l’anno scorso in occasione della prima stagione. Questa seconda parte prende il nome di The Terror: Infamy e, dal racconto del viaggio delle navi Erebus e Terror intorno alla metà del XIX secolo alla ricerca di un passaggio a nord-ovest, si passa stavolta a parlare dei Nakayama, una famiglia nippo-americana residente in California, costretta a fare i conti con la paura razziale conseguente al bombardamento di Pearl Harbor.

Nel cast troviamo Derek Mio, Kiki Sukezane (Westworld – Dove tutto è concesso), Cristina Rodlo (Too Old To Die Young), Naoko Mori, George Takei, Miki Ishikawa e Shingo UsamiAlexader Woo (True Blood) e Max Bornstein (Kong: Skull Island, Godzilla, Godzilla: King of the Monsters) sono i produttori di questa stagione e il primo ne è anche lo showrunner.

La serie è distribuita integralmente nei suoi 10 episodi su Amazon Prime Video e sarà rilasciata a cadenza settimanale, con un episodio ogni venerdì partendo dal 16 di agosto.

The Terror: Infamy – la trama del primo episodio

The Terror: Infamy cinematographe.it

Piena Seconda Guerra Mondiale, i Nakayama, famiglia di pescatori nippo-americani, si ritrovano a fare i conti con la difficile situazione ambientale che si sta pian piano instaurando sul suolo americano a causa dell’acceso scontro con l’armata giapponese alleata dei nazisti.

Dal canto suo, il giovane Chester Nakayama lotta per la sua emancipazione dalla famiglia e cerca di costruirsi una vita come giovane americano integrato nella società. Purtroppo per lui però la sua relazione segreta con una ragazza ispanica porta a una gravidanza problematica, per la quale il giovane decide di ricorrere all’aiuto di un antico rimedio giapponese, procuratogli dalla signora Furuya, una vicina di casa.

Sembra però che questa scelta tanto scellerata quanto disonorevole abbia liberato uno spirito maligno che, dopo aver concentrato la sua attenzione sui coniugi Furuya, decide di concentrarsi sui Nakayama.

Come se non bastasse il padre di Chester si ritrova a fare i conti con dei guai su lavoro e il bombardamento di Pearl Harbor è ormai prossimo. Cosa dovrà affrontare la famiglia Nakayama?

The Terror: Infamy – un horror sovrannaturale di importanza storica

The Terror: Infamy cinematographe.it

Da una prima stagione adattata dall’omonimo romanzo horror The Terror (tradotto in italiano con il titolo di La scomparsa dell’Erebus) del 2007, scritto da Dan Simmons, si passa a una seconda annata decisamente più originale.

Solo di recente la letteratura statunitense ha trattato la triste vicenda legata alla terribile deportazione di 145mila nippo-americani e nippo-canadesi in seguito al bombardamento di Pearl Harbor perché sospettati di poter essere delle spie alleate del governo giapponese. Motivazione che ha lasciato presto spazio a un ingiustificato odio razziale andato pian piano perso tra le pagine della storia e al quale è invece giusto dare una risonanza corretta. Questa è stata probabilmente l’intenzione dei produttori, che hanno fatto della perseveranza e del temperamento dei deportati un protagonista del racconto.

A tal proposito, uno degli attori, George Takei, oltre a recitare nella serie, è stato anche consulente della produzione perché testimone diretto della detenzione in un campo di prigionia per nippo-americani, nel quale ha trascorso parte dell’infanzia.

In questo contesto si colloca l’elemento sovrannaturale. Il ruolo che andrà a ricoprire in una scacchiera così ricca e variopinta ancora non è chiaro dopo una sola puntata, ma quello che traspare è che esso possa costituire una sorta di outsider, in grado di alterare ed orientare i rapporti di tutti gli altri elementi della serie.

The Terror: Infamy – l’impronta della prima puntata

the terror: infamy, cinematographe.it

La prima puntata ha il pregio di calare lo spettatore da subito in un mondo ambivalente: da una parte i costumi e gli atti del Giappone tradizionale e dall’altro i paesaggi e gli ambienti della California di metà 1900. Scenario che rispecchia perfettamente poi la tematica della storia.

Nonostante possa stonare l’accostamento tra un ambiente del genere e l’elemento orrorifico classico dello spirito maligno, esso viene sorprendentemente ben introdotto e da subito dato come elemento assunto nella ricetta narrativa (la scelta di inserirlo dalla prima scena in questo senso si dimostra più che corretta).

Dopodiché il minutaggio si concentra soprattutto sulla presentazione dei personaggi: dai membri della famiglia Nakayama agli americani con cui entrano in contatto per motivi lavorativi o sentimentali. Le tematiche sono molto chiare e la parte horror rimane sempre in primo piano, ben presente, arbitro degli eventi sulla scena.

Per tutta la puntata rimane sullo sfondo la tematica sociale, salvo poi scoppiare nella parte finale, presagendo gli eventi che caratterizzeranno l’intera stagione.

In conclusione The Terror: Infamy rimane ancora un animale tutto da decifrare, ma gli ingredienti sono stati serviti a tavola in maniera ordinata e credibile, ora non resta che iniziare a mangiare.

Regia - 2.5
Sceneggiatura - 2.5
Fotografia - 2.5
Recitazione - 2.5
Sonoro - 2.5
Emozione - 3

2.6