The Deuce – stagione 3: recensione dei primi due episodi

Recensione dei primi due episodi della stagione 3 di The Deuce, dove i protagonisti si confrontano con i cambiamenti degli anni Ottanta e con un'epoca irripetibile pronta a chiudere il suo ciclo

Gli anni Ottanta negli Stati Uniti hanno segnato l’ascesa dello yuppismo e della politica reaganiana. Ma, a New York, hanno portato anche al totale mutamente della 42esima strada, la cosiddetta Deuce, riqualificata grazie a massicce operazioni di edilizia urbana, e a una stretta sui controlli e sul rispetto della legge da parte del dipartimento di polizia. Tutto ciò è raccontato nella terza e ultima stagione di The Deuce, la serie dedicata all’ascesa del porno negli Stati Uniti. Ma, questo telefilm di HBO, con protagonisti James Franco e Maggie Gyllenhaal, è anche tanto di più. I personaggi raccontati non sono solo dei contorni di uno scenario storico ben definito, ma sono i totali protagonisti di una serie che dà grande importanza a livello narrativo all’evoluzione dei singoli characters.

The Deuce – stagione 3: trailer della serie con James Franco

The Deuce – stagione 3: trama e personaggi della serie TV

The Deuce, Cinematographe.it

La terza stagione di The Deuce inizia con Candy (Maggie Gyllenhaal) intenzionata a realizzare un film che racconti la sua storia, e quella di tutte le ex prostitute della 42esima strada. Ma le sue idee vengono considerate troppo raffinate per un mercato, qual è quello del porno, dove le produzioni amatoriali stanno prendendo il sopravvento.

Dall’altra parte, invece, i fratelli Martino (entrambi interpretati da James Franco) si ritrovano a gestire i cambiamenti della Deuce: le gerarchie all’interno della mafia italo-americana stanno cambiando, e nonostante Vincent abbia mantenuto negli anni degli accordi con la polizia corrotta per mandare avanti il suo locale, le cose stanno cambiando anche tra le forze dell’ordine.

I protagonisti di The Deuce si confrontano con i cambiamenti degli anni Ottanta e con un’epoca irripetibile pronta a chiudere il suo ciclo

E poi c’è Lori (Emily Meade), la quale, nonostante sia divenuta una diva del cinema porno a Los Angeles, continua a essere schiava di sé stessa e delle persone a cui si lega. Il contatto con lo yuppismo rampante è incarnato invece da Joey Dwyer (Michael Gandolfini), figlio di Bobby Dwyer, il quale, ormai cresciuto, è divenuto un broker finanziario.

La terza stagione di The Deuce si è aperta con uno sguardo generale sui vari personaggi, senza farne predominare qualcuno in particolare. Ciò che però traspare attraverso è la fase di trasformazione, che, nonostante stia proiettando la Grande Mela verso un miglioramento sociale, saprà, per tanti characters abituati a sopravvivere in un sistema corrotto, di fine dell’età dell’oro.

The Deuce cinematographe.it

Ma, per certi versi, il contatto con gli anni Ottanta sembra ancora un po’ lontano nelle prime due puntate. L’atmosfera che regna sulla Deuce non è così distante da quella che si respirava durante le prime due stagioni. Però, è evidente, che i personaggi protagonisti si stanno preparando ad affrontare un cambiamento imminente. E le loro vite verranno segnate da una gestione della Deuce totalmente diversa da quella che hanno vissuto negli anni Settanta.

Ma, oltre alla Deuce, tutto il mondo sta cambiando. L’avvento di cineprese per amatori, e dei videoregistratori, ha permesso ai non professionisti di produrre i propri porno fatti in casa, e le persone del mestiere si devono adattare al cambiamento, cercando di sopravvivere.

The Deuce – stagione 3: il lavoro del cast e della regia

The Deuce, Cinematographe.it

Il livello recitativo continua a restare altissimo: James Franco offre alcuni momenti nei quali i suoi due personaggi, i fratelli Martino, si confrontano a tu per tu. E stupisce la capacità dell’attore di riuscire a cambiare completamente registro espressivo, passando da Vincent a Frankie.

Mentre il personaggio di Maggie Gyllenhaal, la vissuta Candy, sembra invece aver quasi concluso il proprio ciclo narrativo: ha fatto pace con sé stessa e col mondo, ed è addirittura pronta a vivere un importante rapporto sentimentale. Perciò la performance della Gyllenhaal risulta mantenersi ancora ad alto livello, ma stabile nel suo standard ormai prestabilito.

The Deuce – Stagione 3: ecco il trailer degli episodi finali

Gli ideatori della serie David Simon e George Pelecanos, con The Deuce hanno mantenuto alto il livello delle produzioni seriali di HBO. La rete, inoltre, sembra avere un particolare legame con le storie della East Coast (nel 1999 lanciò il leggendario I Soprano, ambientato nel New Jersey, e che rivive in qualche modo anche in The Deuce grazie alla presenza del figlio di James Gandolfini).

E una storia ambientata negli anni Settanta a New York, richiama inevitabilmente alla memoria le produzioni di Martin Scorsese. I debiti di The Deuce nei confronti del regista italo-americano sono tanti, e anche la regia, se pur non cerchi di caratterizzarsi per soluzioni stilistiche originali (come quelle a volte praticate dallo stesso Scorsese) ha una fotografia e una serie di atmosfere che chiamano in causa Taxi Driver, e altre pellicole newyorkesi del regista.

L’ultima stagione di The Deuce è quindi il canto del cigno di una serie di personaggi e atmosfere irripetibili, figure abituate a tenersi a galla in un mondo caotico, e che, con il sopravvento di una società sempre più globalizzata, e adeguata a un modello sociale e culturale differente, si sentono privati della propria identità. Di un mondo che per quanto terribile, e a volte insopportabile, era capace di farli sentire loro stessi.

L’appuntamento con The Deuce è ogni martedì sera su Sky Atlantic fino al 28 ottobre.

Regia - 3.5
Sceneggiatura - 3.5
Fotografia - 3.5
Recitazione - 4
Sonoro - 3.5
Emozione - 3.5

3.6