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Luca Ward e il suo elogio alla libertà dei tempi andati

Durante la press conference di Sotto il sole di Riccione, alla quale ha partecipato per noi di Cinematographe.it – FilmIsNow Francesco Di Brigida, ci ha particolarmente colpiti un pensiero di Luca Ward, storico doppiatore (Russell Crowe ne Il gladiatore, Samuel L. Jackson in Pulp Fiction, Keanu Reeves nella trilogia di Matrix) e attore, che nel film targato Netflix e diretto dagli Younuts! su una sceneggiatura di Enrico Vanzina, Caterina Salvadori e Ciro Zecca, interpreta il buttafuori Lucio, che finirà per innamorarsi della Irene interpretata da Isabella Ferrari.

Vedi qui le interviste complete ai registi e al cast

Esplorando i loro personaggi e attraversando i ricordi delle loro estati, dei lavori sul set e di certi film che hanno scritto la storia del cinema italiano e dipinto in un certo senso il nostro Paese, è stato inevitabile fare un bilancio tra ieri e oggi, tra la gioventù degli anni ’80 e quella odierna, ora più che mai costretta a tenere alta l’attenzione, ad essere esageratamente tutelata. In questo contesto il mito Luca Ward si è lanciato nella composizione di un pensiero che, ad ascoltarlo bene, ha tutto il sapore della vita e della libertà. Un pensiero che vi riportiamo di seguito, poiché dipinge in poche parole una certa idea di vita e gioventù, non senza un pizzico di malinconia.

Noi eravamo liberi, eravamo quelli che si andava in moto senza casco, non c’erano le cinture di sicurezza, non c’erano i limiti di velocità, se accendevi un fuoco sulla spiaggia non ti arrestavano; era un altro vivere, un altro vivere…
C’era il rimorchio selvaggio, chiamiamolo così! Noi eravamo quelli che rimorchiavamo le ragazze col fischietto, fischiavamo alle ragazze dal finestrino della macchina, oggi si fanno la corte sui social, poi quando si incontrano magari crolla tutto.

L’attore e doppiatore ultima il suo pensiero con una speranza, affinché il mondo esterno dia a questi giovani una prospettiva diversa, senza ingabbiarli.

Al link di seguito potete vedere la conferenza completa, l’intervento a cui facciamo riferimento lo trovate intorno al 25° minuto.

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