Javier Bardem

Presentato fuori concorso alla 74a Mostra del Cinema di Venezia, Loving Pablo è il film di cui ci parleranno, al settimo giorno del festival, Javier Bardem e Penelope Cruz, assieme al regista Fernando León De Aranoa.

Durante la conferenza prende subito parola Javier Bardem che spiega la sua attrazione verso un personaggio così dilagante e pericoloso come Pablo Escobar, dichiarando che una delle cose che gli interessano, in qualità di attore, è la testa dei personaggi.

In questo caso il personaggio, è sia un padre amorevole e al contempo una persona che ha creato tanto orrore e terrore; ebbene questa contraddizione terribile, afferma Bardem, mi è sembrata interessante. L’attore in quanto tale deve difendere il proprio personaggio in qualsiasi tipo di lavoro, come nei grandi classici, come Riccardo III, quindi non bisogna mai giudicarlo.

Ci ho messo molti anni per avere una lettura precisa del personaggio con i suoi colori e le sue sfumature, continua l’attore spagnolo, si sta parlando di un essere umano e per capire determinate cose, bisogna certo considerare che egli, come Hitler ad esempio, è cresciuto in una famiglia, ha avuto un’educazione, ma è successo sicuramente qualcosa che lo ha portato a diventare un mostro, questa contraddizione è quella che ha creato il mostro.

Javier Bardem, rispondendo ad una domanda circa la sua interpretazione, dichiara di aver proprio tentato di avvicinarsi a questa contraddizione. Da un lato era un personaggio molto amato oltre che temuto; questa è una delle motivazioni che mi ha spinto ad interessarmi ad un personaggio del genere, dichiara Bardem, è quello che succede a livello personale, quando qualcuno ama un tipo del genere. Escobar era una persona notevole, bisogna considerare anche la sua persona e il suo ruolo nella Colombia di allora.

Penelope Cruz: “noi vediamo il mondo di Pablo Escobar con gli occhi di Virginia Vallejo”

Penelope Cruz

Interviene durante la conferenza anche Penelope Cruz, che afferma che il suo approccio al ruolo di Virginia Vallejo è avvenuto grazie al grande materiale che aveva su di lei. Io non la conoscevo, afferma la Cruz, mi sono documentata e ho cercato di capire come funzionava la sua mente, dovendo entrare in un personaggio senza permettermi di pronunciarmi in merito. Nonostante avessi un’opinione su di lei, continua l’attrice, era importante che si capisse il suo punto di vista, non doveva essere sbandierata la violenza e il narcotraffico, ma il suo dolore. Noi vediamo il mondo di Pablo Escobar con gli occhi di Virginia, e lei non sapeva fino a che punto stava mettendo a repentaglio la sua vita.

Il regista, Fernando León De Aranoa, rispondendo ad una provocazione in merito alla lingua della pellicola, girata quasi totalmente in inglese, intercede affermando:

Come scrittore e regista posso dire che un’opera deve saper veicolare un sentimento, quando si scrive una storia e la dirige la cosa importante è l’emozione, primo per arrivare ai personaggi; poi bisogna anche arrivare allo spettatore e l’inglese ci ha permesso questo, il film è girato in inglese per poter essere fruibile, spendibile per un pubblico eterogeneo, abbiamo deciso inoltre di scegliere attori di cui ci fidiamo, e che di cui si sente l’accento colombiano.

Bardem allora continua il discorso del linguaggio dichiarando che per molti anni hanno pensato di farlo in spagnolo, ma è difficile lanciare un film che non sia in inglese, è una legge del mercato, per questo hanno pensato di renderlo internazionale. Secondo me non succede nulla, non è grave, afferma l’attore, arriva ad un pubblico più vasto. Abbiamo portato la nostra versione di questa storia, non abbiamo sentito di lasciar nulla perso.

Javier Bardem: “ho sempre voluto interpretare Pablo Escobar”

Javier Bardem

Bardem ci parla del suo personaggio, rivelando che, nonostante avesse subito una trasformazione importante a livello visivo, ciò non era determinante. Quando interpreti un personaggio realmente esistito devi avvicinanti a quel personaggio, afferma l’attore, e in questo caso il peso che aveva è importante, grazie al parrucchiere, il trucco, sono riuscito avvicinarmi a lui. L’ho sempre voluto interpretare, aveva un ritmo esterno ed interno, un’energia incredibile, aveva anche un carattere debole a volte, ma sapeva commettere crimini atroci, e attraverso il corpo volevo esprimere questo perché il fisico esprime sempre qualcosa.

Penelope Cruz ha poi scherzato rivelando di come fosse tremendo lavorare sul set con Javier Bardem nei panni di un mostro ogni giorno, aggiungendo che il suo personaggio era molto intelligente, temuto, una donna che era nata povera e che aveva nel cuore l’urgenza di riscattarsi e di cavalcare il successo televisivo.

Parlando delle riprese, il regista conclude dichiarando che i produttori hanno dato un contributo enorme per girare il film in Colombia, scegliendo di vivere lo spirito del luogo. I collaboratori ci hanno portato nelle carceri, continua il regista, nel case a Medellin, abbiamo ascoltato la storia di alcuni soldati che hanno scovato Pablo a Bogotà, abbiamo lavorato nelle stesse strade dove realmente le cose sono successe.

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