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Ecco tutti i premi dell’edizione 2018 del Torino Film Festival

Il 36º Torino Film Festival è giunto a conclusione. Ma chi sono i vincitori di questa edizione?A vincere l’edizione 2018 del festival è stato Wildlife di Paul Dano, con Jake Gyllenhaal e Carey Mulligan, che racconta la storia di un matrimonio che va in frantumi attraverso gli occhi del figlio.

Il premio Fondazione Sandretto Re Rebaudengo è andato al tedesco The Mover (Atlas) di David Nawrath, mentre Grace Passo ha vinto il premio miglior attrice per il ruolo nel film brasiliano Temporada di Andrè Novais Oliveira. Il Premio per il Migliore attore è andato ex-aequo al coprotagonista di The Mover, Rainer Bock, e a Jakob Cedergren per The Guilty (a cui è andato anche il Premio del Pubblico ex-aequo con il franco-belga Nos Batailles di Guillaume Senez). Il documentario Homo Botanicus di Guillermo Quintero è stato premiato nella sezione Documentari.

Il Premio Speciale della Giuria è andato a Unas Preguntas di Kristina Konrad, mentre il premio Miglior Documentario italiano è di In questo mondo di Anna Kauber, che parla della vita delle donne che hanno scelto di fare il mestiere del pastore, mentre un premio Speciale della giuria è andato a Il primo moto dell’immobile di Sebastiano d’Ayala Valva. Menzione speciale a Il gigante Pinocchio di Paolo Santangelo.

Miglior cortometraggio italiano Ultima Cassa di Elettra Bisogno, mentre il Premio Speciale della giuria ex-aequo a 13 volte fuoco su mio padre di Francesco Ragazzi e Col tempo di Sara Dresti.  Premio Fipresci al greco Oiktos (Pity) di Babis Makridis; Premio Cipputi a Nos batailles di Guillaume Senez; Nella sezione Factory, il primo premio è andato a Tempo critico di Gabriele Pappalardo e una menzione speciale a Solo gli occhi piangono di Emanuele Martini.

I premi collaterali del 36º Torino Film Festival – spiccano Bad PoemsThe Guilty

bad poems cinematographe

Il premio Scuola Holden – Storytelling & Performing Arts per la migliore sceneggiatura è andato a Bad Poems di Gábor Reisz (Ungheria), elogiato per la delicata ironia che invade tutte le linee temporali del film, “una storia che alterna brillantezza e spontaneità. E lui, Gábor, è anche un bravo attore”, ha detto la giuria, composta dagli allievi del College di Cinema. The Guilty di Gustav Möller (Danimarca, 2018) è invece il secondo classificato.

Sempre a The Guilty è andato il Premio Achille Valdata. I componenti della giuria (Elena Brizzi, Danila Giancipoli, Elena Merlo, Gian Luca Pisacane, Vittorio Sabatini, Alessandro Sapelli, Maria Grazia Tassone, lettori di “Torino Sette”) hanno spiegato al scelta di affiadre il premio Miglior film di Torino 36 a Gustav Möller con le seguenti parole: “una costruzione della suspense non convenzionale che inchioda lo spettatore tra due stanze e un corridoio”.

Il Premio Avanti (Agenzia Valorizzazione Autori Nuovi Tutti Italiani) per la Distribuzione delle opere prime premiate nella rete dei cineforum e cineclub al film è andato a Bad Poems di Gábor Reisz, assegnatogli dalla giuria formata da Giulia Esposito, Alessandro Uccelli, Andrea Zanoli con la seguente motivazione: “Ci dimostra come l’immaginario cinematografico possa ancora raccontare la complessità dell’animo umano e delle sue contraddizioni, seguendo con autoironia il filo rosso della memoria che si attorciglia in un presente irrisolto”.

Loredana Arcidiacono, Giorga Bettuzzi, Dario Carlo Cambiano, Tosca Giorcelli, Nora Marcatto, Emanuele Negro, Pietro Saporiti, Stephan Wenninger, ovvero la giuria dell’ottava edizione del Premio Gli Occhiali di Gandhi, ha assegnato il premio al film Dove bisogna stare di Daniele Gaglianone (Italia) “perché indica come la presa di coscienza e l’impegno in prima persona siano fondamentali nel superamento dei conflitti. Perché ci insegna che accoglienza e altruismo diventano una esperienza di crescita per entrambe le parti. Per aver illuminato un universo femminile dove, con totale semplicità, si fa accoglienza oltre le ideologie”. 

La menzione speciale va invece sempre a The Guilty “per la delicatezza che il regista ha avuto nei confronti dello spettatore, evitandogli ogni ostensione della violenza fisica. Per la presa di coscienza e il gesto di coraggio del protagonista che riconoscendo le proprie colpe riesce a empatizzare con l’altro aggressore. Per avere usato il dialogo come unico strumento catartico nella risoluzione di un conflitto”.

La Giuria Interfedi, promossa dalla Chiesa Valdese e dalla Comunità Ebraica di Torino, con il patrocinio del Comitato Interfedi della Città di Torino, e composta da Carlotta Monge (Chiesa Valdese), David Sorani (Comunità Ebraica) e Beppe Valperga (Comitato Interfedi) attribuisce la sesta edizione del Premio Interfedi – Premio per il rispetto delle minoranze e per la laicità al film Nos Batailles di Guillaume Senez (Belgio/Francia) per aver saputo trattare con delicatezza il percorso di un padre sindacalista che, costretto a prendersi cura da solo dei proprifigli, imparerà ad ascoltare le esigenze altrui.

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