Over the Garden Wall: 5 motivi per recuperare la serie animata su Netflix

Over the Garden Wall è un appassionante viaggio per ritrovare casa, tra atmosfere sinistre e personaggi inquietanti: ecco perché vale la pena vederlo.

- Ultimo aggiornamento: 5 Settembre 2019 18:04 - Tempo di lettura: 5 minuti

L’arrivo dell’autunno ci riserverà sicuramente tante sorprese per quanto riguarda l’uscita di nuovi titoli, ma qualche piccolo gioiello seriale si può trovare anche tra i prodotti più datati. Chi è alla ricerca di qualcosa di appassionante e commovente da recuperare, potrà trovare un ottimo titolo in Over the Garden Wall, serie animata con una marcia in più, creata da Patrick McHale e vincitrice di un Emmy Award nel 2015, nella categoria Migliore serie animata.

Non lasciatevi ingannare dal suo target apparente: Over the Garden Wall è in parte pensato per un pubblico giovane, ma sarebbe un errore definirlo un cartone animato per bambini. La sua trama cela infatti una complessità davvero apprezzabile, anche per gli adulti, e la concept art che sta alla sua base mostra talvolta disegni inquietanti, che sembrano usciti da un racconto di Halloween. Ecco dunque 5 motivi per recuperare Over the Garden Wall!

5. Over the Garden Wall ha una trama appassionante, che si rivela più complessa del previsto

Over the Garden Wall vanta una veste artistica incredibilmente affascinante e una trama piacevolmente complessa, che conquista lo spettatore. Non è l’intreccio in sé a rivelarsi difficile, ma sono gli esiti fortemente allegorici a donare grandi soddisfazioni e a provare che non ci troviamo di fronte a una serie come tutte le altre.

Wirt e Greg sono due fratelli che si sono persi in un fitto bosco definito “Ignoto”. Durante la ricerca della via di casa fanno la loro conoscenza con un uccellino parlante di nome Beatrice, che consiglia loro di fare visita ad Adelaide, fattucchiera in grado di aiutarli.

Questa base narrativa, che ha ben poco di originale in sé, servirà da spunto per dare vita a imprese e imprevisti che condurranno il timido e insicuro Wirt e l’estroverso Greg nel viaggio più importante della loro vita. Come ogni avventura che si rispetti, gli ostacoli lungo il cammino dei due protagonisti saranno molti, tra figure bizzarre e individui tutt’altro che rassicuranti. E lì, nel cuore della foresta, la Bestia minaccia la loro sicurezza…

4. Una piccola opera d’arte: gli eccezionali disegni di Over the Garden Wall

La Cartoon Network Studios ha fatto un lavoro eccellente nell’animare i bozzetti di Patrick McHale, ideatore della serie. Dall’idea di base fino alla concreta realizzazione degli episodi si percepisce una grande cura per il dettaglio. La qualità del disegno e della concept art è dunque un altro ottimo motivo per non lasciarsi sfuggire questa serie.

Sebbene sia subito evidente la semplicità nella creazione fisica dei personaggi – i tratti somatici sono per lo più stilizzati in uno stile irrealistico – l’immediatezza delle illustrazioni dà modo di apprezzare anche alcuni dettagli che svelano tanto dei protagonisti. Il loro aspetto denota alcuni tratti della loro personalità, mentre il loro look diventerà più importante verso gli ultimi episodi della serie.

L’intero mood dell’opera è però affidato alle ambientazioni, sinistre e minacciose come solo una foresta chiamata Ignoto potrebbe essere. Nel corso dei dieci, brevi episodi, fitti boschi, paesaggi nebbiosi, alberi nodosi e casette abbandonate diventano il leitmotiv per un’avventura appassionante, ma anche cupa, durante la quale non abbandona mai lo spettatore quel senso di minaccia, rallegrato comunque dai momenti di leggerezza tra i personaggi e dalle bellissime canzoni.

3. Protagonisti e antagonisti di Over the Garden Wall: figure bizzarre, ma credibili

Al fascino delle ambientazioni si aggiunge quello dei personaggi di Over the Garden Wall, a partire dai suoi protagonisti. Wirt e Greg appaiono fin dalle prime scene come figure bizzarre, ma incredibilmente umane. Il primo costantemente ansioso e molto insicuro, il secondo – più piccolo – capace di vivere il mondo con la leggerezza tipica dei bambini. Ogni avventura mostra la loro parte migliore e quella peggiore, dà vita a confronti che svelano molto, ma soprattutto tiene incollato lo spettatore allo schermo, in attesa di sapere qualcosa di più del loro viaggio verso l’Ignoto.

Anche gli incontri sono la dimostrazione di quanto sia variegato il mondo di Over the Garden Wall, un mondo dalle tinte horror, abitato da creature che sembrano uscite dal folklore, animali parlanti, mostri, streghe, scheletri, spiriti e qualcosa di molto più oscuro. I personaggi secondari, a partire dalla scorbutica Beatrice, fino agli antagonisti più spaventosi, sono pensati con cura e danno vita a una serie animata di grande spessore, anche grazie a un cast vocale d’eccezione. Nei panni di Wirt e Greg troviamo rispettivamente Elijah Wood e il piccolo Collin Dean, mentre Beatrice è interpretata da Melanie Lynskey. Attori di livello anche per i personaggi del Taglialegna (Christopher Lloyd) e di Zia Sospiro (un fantastico Tim Curry). In italiano il doppiaggio dei protagonisti – inferiore per qualità e varietà all’originale – è affidato al fumettista Sio (Wirt e Greg) e a Cristina D’Avena (Beatrice).

2. Over the Garden Wall: un sottofondo allegorico che punta al cuore dello spettatore

Over the Garden Wall non è un semplice cartone animato, bensì una vera e propria fiaba dal forte significato allegorico. Non verrà detto molto qui, per evitare spoiler, ma basti sapere che la trama è strettamente legata al valore simbolico del “viaggio verso l’ignoto”, come metafora del superamento delle proprie paure e dei propri limiti, un insegnamento universale che svela uno scopo che va oltre l’intrattenimento dello spettatore, giovane o meno, ossia l’intento educativo.

Ostacolo dopo ostacolo, minaccia dopo minaccia, Wirt e Greg compiono il loro percorso, in una serie di episodi che, nonostante la loro brevità, fanno presa sul cuore di chi guarda, dando vita anche ad attimi di commozione. Un valore aggiunto dell’opera, da riconoscere ai suoi creatori, è rappresentato dai riferimenti culturali alla mitologia classica e al folklore giapponese rappresentato dalle opere di Miyazaki.

1. Over the Garden Wall: un pizzico di… paura

Non manca, infine, quel pizzico di inquietudine data dalle tinte horror di questo titolo. In linea con un target che include anche gli utenti più giovani, Over the Garden Wall non terrorizza, ma immerge lo spettatore in un’atmosfera che di sinistro ha molto. Gli permette di affrontare le proprie paure assieme ai protagonisti, di vivere il brivido dell’avventura e di visitare i meandri più cupi dell’Ignoto. In pochi istanti la sensazione di minaccia si può trasformare anche in un sorriso, in compagnia di personaggi tanto bizzarri e simpatici, in un misto di sensazioni intense che rendono questa serie animata degna di essere recuperata al più presto.

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