Venerdì 19 gennaio, a pochissime ore dalla messa in onda americana, su FoxCrime arriva American Crime Story: L’assassinio di Gianni Versace (recensione), la serie tv ideata da Ryan Murphy. La seconda stagione di questa nuova serie del creatore di American Horror Story è basata sul libro della collaboratrice di Vanity Fair USA, Maureen Orth, e racconterà il caso dell’assassinio di Gianni Versace, lo stilista e imprenditore italiano ucciso a Miami da Andrew Cunanan.

L’assassinio di Gianni Versace – la storia vera dietro la serie tv

L'assassinio di Gianni Versace cinematographe

Gianni Versace fu ucciso all’interno della sua villa di Ocean Drive a Miami Beach, Casa Casuarina, acquistata dallo stilista nel 1992 e divenuta un Hotel di lusso dopo la sua morte. Lo scorso anno Murphy ha scelto proprio l’hotel come set per la serie. A uccidere l’imprenditore di successo fu Andrew Cunanan – interpretato in questa versione per la tv da Darren Criss – già autore di quattro omicidi. L’assassino uccise la vittima alle 9 di mattina, sicuro di trovare Versace senza scorta, di ritorno dal suo consueto acquisto di quotidiani. Come purtroppo capita molto spesso in queste occasioni, Cunanan non era altro che un fan fin troppo ossessionato dallo stilista, che – d’altro canto – non rispondeva mai alle sue lettere di ammirazioni. Il fan, folle e devastato dalle mancate risposte del suo idolo, decise di togliergli la vita.

Nella serie, a differenza della prima stagione, la cronologia non sarà lineare. Vedremo infatti – fin dal primo episodio – prima la fine di Versace, per poi scoprire, nel corso degli eventi, le situazioni che – a ritroso – hanno segnato l’allora ventisettenne Andrew Cunanan. I nove episodi della stagione racconteranno la storia dell’assassino fino alla sua infanzia, per cercare di capire come mai un ragazzo come lui abbia deciso di uccidere Versace e altre quattro persone.

L’assassinio di Gianni Versace – Il fallimento dell’FBI e il tema dell’omofobia

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L’omicidio di Gianni Versace è stato un vero e proprio caso, che destabilizzò non solo l’FBI, ma anche tutta l’opinione pubblica. La serie di Ryan Murphy non vuole solo ricostruire la morte e il successivo caso in tribunale. La serie vuole provare a trovare una risposta alla questione che tutti, fin dal 1997, si pongono: questo delitto poteva essere impedito? Perché tanta negligenza di fronte all’assassinio di una figura di spicco come Gianni Versace? Chi ha vissuto quel momento o si è informato su questa questione, sicuramente sa che il caso Versace è stato un grande fallimento dell’FBI, che negli anni ’90 ha pensato bene di non applicarsi abbastanza sulle indagini. Ma perché?

Omofobia. Ecco l’unica parola con cui Ryan Murphy riesce a giustificare la poca cura sul caso di Gianni Versace. Se nella prima stagione di American Crime Story, Murphy racconta il razzismo attraverso il caso di O.J. Simpson, in questo caso si parla dei temi legati all’omofobia negli anni ’90. Secondo Murphy – che si è espresso anche in modo abbastanza chiaro su questo argomento – l’assassinio di Versace poteva essere impedito se le autorità avessero aperto un dialogo con le comunità gay. Infatti, secondo il creatore della serie, se le altre quattro vittime dell’assassino fossero state eterosessuali, l’FBI si sarebbe subito mobilitato per catturare il colpevole, evitando così un’altra inutile morte. L’autore ha infatti dichiarato, durante un’intervista:

Uno dei motivi per cui Cunanan ha potuto attraversare gli USA e scegliere le sue vittime, molte delle quali erano gay, è l’omofobia di quegli anni. È un aspetto interessante da esaminare, in particolare considerando il nostro attuale presidente e il mondo in cui viviamo. Ho pensato che fosse un argomento attuale e sociale.

Nella serie non si parla quindi solo di Gianni Versace, il grande stilista assassinato. Attraverso la sua figura, si vuole denunciare il modo in cui i gay venivano visti – o meglio, non visti – negli anni ’90. Poco considerati, feccia dell’umanità, uomini e donne che amavano persone dello stesso sesso che non potevano essere considerati veri uomini o vere donne. Persone che lottavano continuamente per dimostrare che anche i loro sentimenti erano leali e rispettabili, come quelli degli eterosessuali.

L’assassinio di Gianni Versace – il cast e le critiche della famiglia Versace

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Nella serie, composta da 9 episodi, Murphy si è preso alcune libertà, costruendo un docu-drama degno di Gianni Versace, interpretato da Édgar Ramírez (Joy, Carlos), mentre la sorella Donatella sarà interpretata da Penelope Cruz, approvata dalla stessa stilista. A interpretare l’assassino, come detto sopra, sarà la star di Glee Darren Criss, mentre Ricky Martin sarà il compagno di Versace, Antonio D’Amico. A Max Greenfield (New Girl) è andato invece il ruolo di Ronnie, un amico di Cunanan e testimone del caso.

Nonostante siano stati scelti attori di rilievo per questa stagione, la famiglia Versace non è stata molto d’accordo sulla pubblicità che – ancora una volta – si sta facendo intorno al defunto Gianni Versace. Non solo i familiari dello stilista non hanno approvato la serie, ma hanno anche speso tempo per rilasciare interviste e denunciare lo spettacolo FX, dichiarando:

Dato che Versace non ha autorizzato il libro da cui è parzialmente tratta, e non ha preso parte alla stesura della sceneggiatura, questa serie televisiva deve essere considerata un’opera di finzione.

L’assassinio di Gianni Versace – dove e quando vedere la serie antologica in 9 episodi

Dopo il grande successo della prima stagione, con la vittoria di 9 Emmy, 2 Golden Globe e più di 13 milioni di spettatori in America, American Crime Story tornerà con la seconda stagione – qui in Italia – da venerdì 19 gennaio su FoxCrime. La serie su Gianni Versace è composta da 9 episodi, che andranno in onda sul canale 119 di Sky ogni venerd’ alle 21:05 su FoxCrime.

Nel frattempo, i produttori stanno già anche pensando alla terza stagione, che sarà incentrata sull’uragano Katrina. Dopo aver annunciato che la protagonista sarebbe stata Annette Bening, la produzione ha smentito la notizia, rivelando che invece la serie avrà avuto nel ruolo principale Sarah Paulson, che con Ryan Murphy lavora ormai da anni, grazie alla loro collaborazione in American Horror Story.