La Casa di Carta – Parte 4: le frasi più belle della serie TV Netflix

Alcune delle frasi che ci sono rimaste impresse durante la visione de La Casa di Carta 4, la serie TV Netflix.

Se la terza stagione de La Casa di Carta ci ha regalato frasi iconiche anche questa parte 4 della serie TV Netflix non scherza affatto!
Uscita sulla piattaforma streaming il 3 aprile con otto nuovi episodi, la serie spagnola ideata da Alex Pina ha portato con sé diversi interrogativi e nuove dinamiche. Sempre ricca di flashback atti a tenere in vita l’ormai defunto e carismatico Berlino, La Casa di Carta 4 non lesina colpi di scena e momenti ad alta tensione. Così i membri della banda si scontrano, si conoscono meglio, si innamorano ancora. Ormai quegli uomini e quelle donne messi insieme dal Professore per andare in scena con un colpo perfetto non sono più solo degli sconosciuti costretti a collaborare per soldi ma una vera e propria famiglia. Persone che hanno imparato a conoscersi e ad accettarsi e che farebbero di tutto per proteggersi a vicenda.

E tra sparatorie, colpi da schivare, ostaggi e polizia da controllare, non mancano frammenti di ordinaria bellezza e riflessione; frasi da appuntare e tenere a mente, talvolta per resistere alla vita, altre semplicemente per imparare a rifletterci su!

La Casa di Carta – Parte 4 | Perché vedere la serie TV Netflix

Potremmo iniziare con la frase pronunciata da Palermo (Rodrigo de la Serna), che riassume il senso di questa nuova stagione:

Il vero caos non fa rumore.

Messo a capo delle operazioni per sostituire Berlino, questo personaggio un po’ sopra le righe e armato di ribellione riesce a tratti a farsi odiare. Tuttavia questa frase ci invita a riflettere non solo sulla sinossi della serie, ma su tanti aspetti della vita e su come spesso le persone esteriormente più tranquille e innocue siano quelle più pericolose. Chi agisce in silenzio, attaccando all’improvviso, ci coglie sprovvisti e così fa più danno di chi si fa sentire.

La filosofia di Berlino e le sue frasi in La Casa di Carta

La casa di carta - Cinematographe.it

Tra i momenti più allegri de La Casa di Carta – Parte 4 non si può non menzionare il ricordo del matrimonio di Berlino e Tatiana, corredato da due canzoni italiane amatissime che, dopo l’esplosione di Bella ciao, confermano l’amore per il nostro Paese. In questa occasione il personaggio interpretato da Pedro Alonso dice al Professore (Alvaro Morte):

La morte può essere la migliore opportunità della vita

Nonostante la malattia, infatti, Berlino decide di sposare la donna che ama, dandole l’opportunità di una vita felice insieme, anche se breve. una scelta che forse non è molto etica, che il Professore reputa quasi un tradimento, ma che insegna quanto sia imprevedibile la vita, che nessuno sa quando finirà il nostro viaggio sulla Terra e per questo vale sempre la pena godersi ogni attimo fino in fondo.

 

Il dolore di Tokyo e Palermo in La casa di carta 4

Cinematographe.it, La Casa di Carta

Si chiama nostalgia: scoprire che alcuni momenti del passato che non avevi considerato erano felici.

Quante volte ci è capitato di essere felici senza neanche rendercene conto? E spesso si tratta di quei momenti più semplici, come una partita di calcio tra amici in un improvvisato campo. Frangenti che tornano alla mente nei momenti più bui e tristi, come un’eco della vita che avremmo voluto afferrare di più a noi. Questo pensiero attraversa la mente di Tokyo (Úrsula Corberó) mentre pensa alla sua amica Nairobi.

Sempre la voce narrante de La Casa di Carta si fa portatrice di un altro messaggio. In questa nuova stagione infatti l’amore vacilla a causa di alcuni screzi interni. Quello tra Tokyo e Rio (Miguel Herrán) è già andato in fumo nella precedente stagione e anche quello tra Denver (Jaime Lorente) e Stoccolma (Esther Acebo) ha visto momenti migliori. In questi nuovi episodi il personaggio più debole è senza dubbio Rio, attanagliato da attacchi di panico e dai ricordi delle torture. A sostenerlo psicologicamente è Stoccolma. Non c’è amore tra loro due, ma solo stima e amicizia. Peccato che Denver non riesca a capirlo subito! E allora la sua sensazione, quando vede da dietro la porta la sua donna e l’amico scalzi e intenti a parlare, è quella di essere arrivato troppo tardi per farsi perdonare e per riconquistarla.

Non basta amare qualcuno, devi arrivare in tempo.

A parlare di dolore negli episodi finali de La casa di Carta 4 è anche Palermo che, dopo la morte di Nairobi, cerca di consolare Helsinki, spingendolo a oltrepassare il dolore e a non fare il suo stesso errore. Così dice all’amico:

Il dolore è un usuraio, se contrai un debito con lui non lo estingui mai più

Il femminismo secondo Nairobi

La casa di carta, cinematographe.it

Uno die personaggi più amati, sensibili, forti e coraggiosi de La Casa di Carta, che purtroppo ha lasciato un grande dolore nel cuore della banda e dei fan, ma anche un grande insegnamento:

Non vi riconosco più. Siete i ragazzi più duri che abbia mai incontrato, non dei cacasotto. Sapete cos’altro fa molta paura? Rientrare di notte da sola. Ma noi donne continuiamo a farlo. Prendiamo la paura per mano e continuiamo a vivere. Perché bisogna vivere, signori! Bisogna vivere fino alla fine!

L’amore secondo Helsinki

Nairobi (Alba Flores) ed Helsinki (Darko Peric) si sono uniti molto. Il loro rapporto è così speciale che, pur non stando effettivamente insieme, Nairobi considera l’amico la sua famiglia. Glielo dice con la sfacciataggine che la caratterizza, mentre ballano e bevono insieme godendosi la loro vacanza. In uno dei tanti flashback che ci mostrano la vita della banda prima del colpo alla Banca di Spagna Helsinki ci stupisce con la sua poeticità, dicendo:

C’è bisogno di più coraggio per l’amore che per la guerra

Concludiamo il cerchio con Marsiglia (Luka Peros), un personaggio silenzioso ma profondo, che cerca come può di consolare il Professore per la perdita di Lisbona, accendendo la radio dell’auto e dicendo, semplicemente:

La musica risolleva l’animo.

La Casa di Carta – Parte 4: recensione del finale di stagione