Tra scomparse, tragiche morti e set incandescenti, Glee è celebre per essere la serie “maledetta”, scopriamo perché!

Quella della serie televisiva Glee, che ha recentemente compiuto 10 anni, è una storia la cui sfortuna trascende quella della bellezza della sua musica, purtroppo. La serie di Ryan Murphy è infatti passata alla storia come la serie “maledetta”, per via delle numerose storie al limite dell’assurdo che la circondano. Tra morti, suicidi, scomparse, scandali e litigi sul set, non è difficile capire perché viene ritenuta maledetta, ma vediamo in ordine tutti i fatti accaduti che hanno portato l’opinione pubblica a definirla tale.

Tutto ha avuto inizio nel 2013 quando è stato trovato morto Cory Monteith, il 31enne che nella serie interpretava l’atletico Finn Hudson. L’attore, che era fidanzato con la sua co-star Lea Michele, è stato trovato morto in un stanza d’hotel a Vancouver. È morto per aver ingerito un mix letale di alcool ed eroina. La notizia sconvolse i fan della serie, costringendo anche gli sceneggiatori ad un brusco cambio di rotta.

glee cinematographe.it

Nel 2014 muore anche Matt Bendik, il fidanzato dell’attrice di Glee Becca Tobin (l’interprete di Kitty Wilde). Nello stesso anno emergono le accuse di violenza di Melissa Benoits (interprete di Marley Rose nella serie). L’attrice ha rivelato al mondo che il suo ex la picchiava, senza però fare nomi. Molti hanno creduto si trattasse di Blake Jenner che, manco farlo apposta, era un suo collega nella serie.

Nel gennaio del 2018 muore poi Mark Salling, interprete del ragazzaccio del gruppo Noah Puckerman. La star di Glee era stato accusato di pedopornografia. La sua morte è stata dichiarata un suicidio, l’attore si è tolto la vita poco prima della sua sentenza. Ammettendo la sua colpa, Salling confessò di possedere circa 25,000 immagini di bambini immortalati durante atti sessuali. La sentenza massima prevedeva una reclusione pari a 20 anni, ma l’accordo alla fine aveva ridotto la condanna a 4 o 7 anni, a cui avrebbero fatto seguito 20 anni di arresti domiciliari.

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Più recenti sono invece le accuse mosse contro Lea Michele, la star della serie. Le accuse arrivano direttamente dai suoi colleghi, che l’hanno definita una vera e propria “tiranna” sul set. Il tutto è nato proprio il mese scorso, a giugno 2020, quando Samantha Ware l’ha accusata di aver reso Glee un “inferno”. A lei si sono poi uniti altri interpreti della serie come Alex Newell, Amber Riley, Melissa Benoist e Heather Morris.

È invece di questa mattina la triste notizia che Naya Rivera, Santana Lopez nella serie, è scomparsa durante una gita al lago Piru, in California. L’attrice aveva noleggiato una barca per lei e il figlio di 4 anni, poi ritrovato illeso a bordo da una persona del posto. Il bambino ha raccontato alle autorità che la mamma era “andata a nuotare”, ma che non è mai tornata sulla barca. Le ricerche proseguono con elicotteri, droni e squadre d’immersione. Questo l’ultimo tweet postato dall’attrice:

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