Valerio Mastandrea è il protagonista di La felicità è un sistema complesso diretto da Gianni Zanasi. Il film, presentato al 33. Torino Film Festival nella sezione Festa Mobile, consolida il rapporto artistico tra i due già insieme per Non pensarci (2007). In La felicità è un sistema complesso, nelle sale italiane dal 26 novembre 2015, Mastandrea è Enrico, un uomo adulto ma nell’animo ancora bambino che sogna di cambiare il mondo senza cambiare se stesso. Un periodo fortunato per l’attore, che di certo non ha bisogno di altre presentazioni!

Titoli di testa ed ecco Enrico Giusti/Valerio Mastandrea in versione capello lungo e camicia fucsia, un po’ come Febbre del sabato sera, pochi istanti prima di ritrovarlo con solito taglio e con addosso un completo da uomo d’affari. Il suo è un lavoro particolare. “Sono il più bravo in quello che faccio, d’altronde lo faccio solo io”. Cerca di salvare importanti aziende dalla bancarotta o dall’inconsapevole gestione dei figli di imprenditori, incapaci nel portare avanti le attività avviate dalle famiglie.

Valerio Mastandrea

“Il senso del personaggio – commenta Mastandrea –, è che quest’uomo è convinto di fare una guerra epocale e che, per portarla avanti, è disposto a sporcarsi le mani. Il problema è che non può vincere. La vera molla che lo spinge è il desiderio di dimenticare la sua guerra personale (che ha a che fare con la fuga del padre, un ex imprenditore). Le cose per lui possono cambiare quando arriva l’amore, del resto è sempre l’amore a far muovere le cose. Così capisce che è meglio riconoscere negli altri qualcosa di utile e bello, invece che qualcosa da combattere. È la storia di uno che si sveglia, o che comincia a sognare a occhi aperti”.

La felicità è un sistema complesso si spera diventi un successo nel belpaese. Un ottimo film italiano, di gusto, di buona regia e ottima scrittura. Intanto Mastandrea fa parlare di se anche per… Ricordate quando si rivolse a Martin Scorsese con una video-lettera subito virale, determinato nel chiedere “aiuto” per portare a termine il film di Caligari che riteneva molto importante? Ebbene… Non essere cattivo, non solo rappresenta l’Italia alla corsa per la nomination agli Oscar come Migliore film di lingua straniera, quanto alla 72. Mostra Internazionale d’Arte cinematografica di Venezia ha catturato l’attenzione di molti, moltissimi.

Non essere cattivo

L’attore e produttore, reduce dagli Stati Uniti d’America per la presentazione del film, ha rivelato durante un’intervista rilasciata a Movie Mag, programma di cinema di Rai Movie in onda ogni mercoledì in seconda serata, che dopo il grande successo di Non essere cattivo del maestro e amico Claudio Caligari, tornerà a lavorare a un progetto del regista scomparso pochi mesi fa, Andare ai resti. “Non so ancora in quale veste, ma tornerò a lavorare a un film che Claudio Caligari sognava di realizzare. Si intitolerà Andare ai resti e vedrà coinvolta la stessa squadra di Non essere cattivo”, dice Mastandrea. Una bella notizia tutta italiana!

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