olivier assayas

Personal Shopper (qui la recensione), l’ultimo film di Olivier Assayas, presentato a Cannes 2016 in Concorso nella Selezione Ufficiale del Festival, è un film di genere, un ghost movie con l’attrice Kristen Stewart nei panni di Maureen, una giovane assistente allo shopping di una celebrità, alle prese con la comunicazione dello spirito di suo fratello gemello scomparso tre anni prima.

In occasione della presentazione di Personal Shopper, abbiamo incontrato il regista francese, il quale ha raccontato come è nato il progetto e ci ha svelato qualche curiosità sulla scelta di Kristene Stewart.

Perché scegliere proprio Kristen Stewart, cosa ti ha colpito di lei?

“Ho scritto questa sceneggiatura pensando proprio a lei. Essendo un film sperimentale con un solo protagonista, ho voluto puntare su una star americana di talento. Ho proposto Personal Shopper a lei perché avevamo già lavorato insieme due anni prima con Sils Maria, ma allo stesso tempo non ero convinto che a lei potesse interessare un progetto così sperimentale. Sono contento della scelta fatta perchè Kristen è una delle poche attrici che mi permette di fare certi film, so che lei riesce a rendere il personaggio più reale.”

In molti dei film che trattano di temi sovrannaturali le identità sono lasciate all’immaginario del pubblico mentre in Personal Shopper, anche se non ben chiare, le presenze sono più esplicite. Al di là della religione, tu credi in una vita dopo la morte?

“Quando si parla di sovrannaturale si intende l’incosciente. Io non so se credo al sovrannaturale ma sicuramente all’incosciente sì, nel senso che quello che accade dentro di noi è più reale del reale materialistico alla quale ci confrontiamo ogni giorno. Sicuramente la nostra immaginazione e i sogni sono molto più reali di quello che accade intorno a noi.”

In Personal Shopper alla regia c’è molta tecnologia, come è riuscito a conciliare astrattismo e tecnologia?

Questo film l’ho immaginato come un quadro astratto dove si stilizzano colori e linee. È un film di genere quindi il mio obiettivo è stato quello di catturare l’attenzione fisica dello spettatore affinché si identificasse con il personaggio.

Io sono interessato non tanto alla tecnologia di per sé ma a quanto la tecnologia ci ha trasformati da vent’anni a questa parte. La tecnologia trasforma l’esperienza umana perché noi siamo continuamente in contatto con il network e per me è stato fondamentale far trapelare in Personal Shopper questo aspetto.”

Mentre i ghost movie americani, come per esempio il Sesto senso, sono molto lineari, in Personal Shopper troviamo generi diversi come thriller, horror o romanzo di formazione. Come hai unito tutti questi generi?

Questo film è molto semplice perché troviamo un personaggio che si costruisce attraverso le proprie paure e aspirazioni. Per realizzare questo ho cercato di costruire un collage in modo tale da non rendere l’intero prodotto noioso. E’ un modo diverso di raccontare una dinamica di un cinema che mi ispira, spero di essere riuscito a trasmetterlo anche allo spettatore.”

Come ha scoperto l’artista Hilma Af Klint?

Per puro caso. Ho iniziato a fare ricerche sui medium e la comunicazione con l’aldilà nel mondo contemporaneo e ho trovato lei. Sono rimasto colpito da questa scoperta, è stato folgorante perché è affascinante scoprire che all’inizio dell’arte moderna vi è stata un’artista sconosciuta fino a cinque anni fa. La scoperta sensazionale però non è stata lei come grande donna da un talento innato ma il fatto che fosse un medium. Hilma Af Klint permette di raccontare l’inizio del diciannovesimo secolo grazie alla sua arte di ispirazione.”

Una curiosità per concludere, a te Twilight è piaciuto? Perché hai lavorato con Kristen Stewart, vorresti lavorare con Robert Pattinson…

“È una storia più complessa! Tutto ha inizio con il mio produttore, amico di Kristen conosciuti sul set di On The Road di Walter Salles perchè lui era uno dei co produttori. In quel lavoro ha conosciuto anche con Robert Pattinson, fidanzato al tempo con Kristen.

Quando tornò a Parigi ci incontrammo e mi parlò di questi due attori descrivendoli come talentuosi e molto simpatici con la voglia di intraprendere percorsi diversi. Mi propose di farli entrare in qualche mio progetto così presi l’occasione al volo e incontrai i due a Londra. Fin da subito abbiamo instaurato un legame amichevole di sintonia che mi ha portato alla fine a collaborarci insieme”

Personal Shopper, distribuito da Academy Two, è in uscita il 13 aprile nelle sale cinematografiche italiane.

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