RomaFF14 – Edward Norton su Motherless Brooklyn – I segreti di una città: “Il mio Lionel potrebbe essere protagonista di mille storie”

Durante la Festa del Cinema di Roma abbiamo partecipato alla conferenza stampa di Motherless Brooklyn - I segreti di una città di e con Edward Norton.

Motherless Brooklyn – I segreti di una città è l’opera seconda di Edward Norton come regista a 20 anni da Tentazioni d’amore, che anche il quel caso ha interpretato. Il film è tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore americano Jonathan Lethem ed è stato sempre Norton ha curarne l’adattamento. Il cast della pellicola include Bruce Willis, Alec Baldwin, Willem Dafoe, Bobby Cannavale e Gugu Mbatha-Raw.

Il film è stato scelto come pellicola di apertura per 14esimo Festival del Cinema di Roma e noi di Cinematographe-FilmIsNow abbiamo partecipato alla conferenza con il regista e protagonista, Edward Norton, accompagnato dalla coprotagonista Gugu Mbatha-Raw. Ecco cosa hanno raccontato durante l’incontro.

L’uscita nelle sale italiane di Motherless Brooklyn – I segreti di una città è prevista per il 7 novembre 2019 distribuito da Warner Bros. Pictures.

Motherless Brooklyn – I segreti di una città: Edward Norton presenta il suo film al festival capitolino

20 anni da Fight Club, 20 anni dal suo primo film, ma soprattutto 20 anni dalla lettura del romanzo di Jonathan Lethem da cui è tratto Motherless Brooklyn, cosa l’ha colpita del libro al punto di lavorarci per tutto questo tempo?

Edward Norton: “Ho trovato da subito memorabile il personaggio di Lionel, il protagonista. Mi ha catturato perché dentro ci ho visto tanta complessità e tanti elementi che mi potevano permettere di collocarlo in una New York anni ’50. Un modo per poter studiare e analizzare la città in cui vivo e poter raccontare un personaggio così bello”.

Per Gugu invece, perché ha accettato di far parte del film?

Gugu Mbatha-Raw: “Mi sono innamorata da subito della sceneggiatura e del personaggio di Laura. Non ho mai letto noir, non sono un’esperta, ma ho trovato molto interessante il tipo di ruolo femminile che era stato scritto. Laura è un personaggio molto più complesso rispetto alla solita figura femminile di questo genere di cinema: non è una casalinga, ma non è neanche una femme fatale; è una donna laureata, un’attivista, una figura talmente forte da salvare Lionel. Il rapporto con il personaggio di Edward è molto sfaccettato e ricco di sfumature e lavorare sul set è risultato quasi essere una danza tra due persone che si intrecciano, si aiutano e si cambiano l’un l’altra”.

Motherless Brooklyn - I segreti di una città cinematographe.it

E. N.: “Mi è piaciuto molto quello che ha detto Gugu: Laura salva Lionel. Lo cambia in qualche modo. Mi interessava molto costruire un personaggio femminile distante dal solito ruolo “di corruzione” che gli viene riservato nei film noir”.

Edward Norton su Motherless Brooklyn – I segreti di una città: “Quando interpreto un personaggio, cerco sempre di creare qualcosa di nuovo

Per Edward, come è riuscito a costruire un personaggio affetto dalla Sindrome di Tourette? Si è ispirato per caso a qualche altra sua interpretazione precedente?

E. N.: “Ogni personaggio è unico. Non mi rifaccio mai a nulla di ciò che ho fatto in precedenza. Per di più questa è la prima volta che interpreto un personaggio con dei reali disturbi, gli altri recitavano, fingevano di averli. Per interpretare un personaggio come questo, devi avere un grande rispetto della sua patologia. Bisogna studiarla e osservarla, magari passare del tempo con qualcuno che ne è affetto. Ho trovato la Sindrome di Tourette in particolare molto interessante perché non ha una sintomatologia uguale per tutti, ma è molto differente da individuo a individuo. Questo mi ha permesso di giocarci, di mixare un po’, secondo quello che volevo e che mi serviva, la manifestazione della patologia”.

Motherless Brooklyn - I segreti di una città cinematographe.it

Per Gugu, com’è stato essere diretta da un attore importante come Edward Norton?

G. M.R.: “Quando lavori con grandi attori sei sempre sotto pressione, ma è anche una grandissima opportunità per osservare, studiare e rubare qualcosa. Lavorare con Edward, ma in generale con un cast come quello di questo film, è stata una sfida e a me le sfide piacciono. Alla fine posso dire che è stata un’esperienza meravigliosa e che mi ha spinto a mettermi in gioco e a dare il meglio di me”.

Edward Norton: “La mia polemica con Spielberg? Creata dal nulla

Per Edward, volevo chiederle di parlarci della colonna sonora e se per caso poteva tornare sulla recente polemica nata con Spielberg a proposito di Netflix e delle sale cinematografiche, magari per chiarire la sua posizione al riguardo.

E. N.: “La musica di questo film è stata una scommessa perché ho deciso di fare un frullatore di, più o meno, tutto il materiale che amo di più, da Thom Yorke fino al jazz di Miles Davis. Volevo ringraziare tutti gli autori: Yorke, Marsalis e Pemberton, che hanno accettato di lavorare sperimentando e fondendo i loro stili per dar vita a un’altra cosa. La seconda domanda invece la trovo irritante perché dimostra come si sia fatta nascere una polemica dal nulla. Io stimo Spielberg, è uno dei miei idoli e mentori, ed è assurdo che da una battuta fatta in una conversazione privata, per di più ironica, con un’altra persona, i giornalisti siano riusciti a mettermi contro di lui. Nello specifico si è trattato di un commento che io ho fatto riguardo la, a mio parere, meravigliosa gestione di Roma da parte di Netflix, il quale è ora additato come la rovina del cinema, così come successe in passato con il fenomeno della televisione. Quando per me sono semplicemente figli del cambiamento. Questo non vuol dire che non bisogna vedere i film al cinema, anzi, la sala rimane un’esperienza unica, magica e di primaria importanza”.

Motherless Brooklyn - I segreti di una città cinematographe.it

Si nota come il jazz si fonda in qualche modo con la testa di Lionel, è per questo che ha scelto questo genere di musica? O c’è altro?

E. N.: “Semplicemente, a mio modo di vedere è impossibile raccontare New York negli anni ’50 senza jazz. Oltre questo, però, è anche vero che il jazz è un genere musicale che si fonda sull’improvvisazione, un rinnovo compulsivo e insaziabile che ricorda molto il funzionamento della Sindrome di Tourette. C’è una parte molto bella del romanzo di Jonathan che descrive il modo in cui la musica riesca a dar sollievo e a liberare Lionel e nel film ho cercato di raccontarlo con le immagini”.

Perché raccontare gli anni ’50 oggi, per di più mostrando una New York come quella di questo film? C’è per caso un’intenzione di protesta contro la situazione politica di oggi negli USA?

E. N.: “Secondo me, nonostante viviamo in un Paese nel quale vige la democrazia e il popolo in teoria è sovrano, dobbiamo comunque essere sempre vigili e attenti. Se lei ha visto questo elemento nel mio film, allora mi fa piacere”.

Edward Norton: “Motherless Brooklyn – I segreti di una città non è il solito noir”

Sembra che la Sindrome di Tourette sia quasi un vantaggio per il protagonista, invece di un malus, è così?

E. N.: “Possono esserci dei vantaggi, però la sfida non è nel raccontare il disturbo, ma far emergere l’umanità di chi ne è affetto. Volevo raccontare di come lui, da uomo passivo e sconfitto dal suo problema, finisse con l’attivarsi dopo l’incontro con Laura. Tutti hanno dei problemi e, qualunque essi siano, bisogna affrontarli, non esserne schiavi. Questo il mio personaggio lo capisce e questa è la piega che volevo prendesse il film. Nonostante sia un noir, non doveva trasmettere un messaggio di cinismo o apatia, come spesso succede in film di questo genere”.

Il suo adattamento ha cambiato molto del romanzo del signor Lethem, si è per caso confrontato con lui durante la scrittura del film? E in generale può raccontarci com’è stato il processo di lavorazione?

E. N.: “Sebbene mi sia confrontato spesso con Jonathan, che è uno scrittore eccezionale, nonché grande esperto di cinema, io solo ho lavorato all’adattamento. Ed è vero che ho cambiato molto, infatti quello che succede dopo l’assassinio è diverso, così come alcuni personaggi sono diversi e altri inventati, ma il personaggio di Lionel, che è il cuore della storia, è rimasto lo stesso. Su di lui mi sono basato e lui ho tenuto, modellando la trama sullo sfondo. Lui è uno di quei personaggi che può funzionare in molte storie e in molti ambiti differenti, prendete il mio film come una seconda avventura di un Lionel in versione 007”.

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