Intervista a Mirko Frezza. Così il cinema cambia e ci cambia [VIDEO]

L'attore Mirko Frezza parla al Festival di Spello di cinema e periferie e ci racconta della sua associazione e di come cambiare le cose.

- Ultimo aggiornamento: 30 Agosto 2020 10:47 - Tempo di lettura: < 1 minuto

Il Festival del Cinema Città di Spello ed i Borghi Umbri ha svolto le sue giornate conclusive dal 20 al 23 agosto, giorni in cui non solo sono state premiate le maestranze del nostro cinema italiano, ma in cui si sono tenute due importanti conferenze che esplorano gli aspetti che combinano la settima arte con l’aspetto sociale e umano a cui il cinema si è sempre interessato. Ad aprire le danze sono stati il giornalista, regista e conduttore televisivo Domenico Iannaccone, il regista Luca Fabiano Murri e l’attore Mirko Frezza che hanno tenuto la conferenza Le periferie e il cinema.

Quest’ultimo proprio, protagonista nel 2016 de Il più grande sogno con Alessandro Borghi in cui viene delineato a grandi linee il suo percorso dalla criminalità alla redenzione e all’impegno sociale, oltre ad occuparsi di cinema, si impegna nel vivo con la sua associazione a dare cibo e sostegno ai meno fortunati delle periferie, quartieri in cui Frezza è nato e cresciuto e di cui continua a farsi portavoce.

Intervista all’attore Mirko Frezza

È proprio della sua associazione che Mirko Frezza ci parla nella nostra intervista, guardando fino a che punto il cinema si è spinto a raccontare le periferie e a quali possono essere gli aiuti necessari sia per portare luce su un argomento che, pur continuando negli anni, si dimostra sempre delicato e cercare, attraverso l’arte e il lavoro, di fare qualcosa.

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