Intervista a Matteo Valentini: la recitazione è “il mio posto sicuro”

La nostra intervista a Matteo Valentini, giovane attore che attraverso l'arte dice NO al bullismo!

Per Matteo Valentini, giovane artista romano classe 2003, la recitazione non è solo un grande amore, ma molto di più: “Il mio posto sicuro” – la definisce – “La cosa che mi fa sognare anche quando ho gli occhi aperti”. E anche a noi questi occhi tocca tenerli ben aperti per sognare, magari coadiuvando le gambe affinché ci portino dritti all’Auditorium della Conciliazione, a Roma, dove il 28 maggio 2022 va in scena BULLO MAN, spettacolo promosso, realizzato e organizzato dal Centro Nazionale contro il Bullismo – Bulli Stop.

Matteo Valentini e il bullismo, tra teatro e vita reale

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Ph. Angelo Costanzo

In questa occasione abbiamo intervistato Matteo Valentini, che dà anima e corpo al protagonista (Bullo Man appunto!), ma a riguardo di questo personaggio non può svelarci molto, se non che “dietro ad una facciata da supereroe invincibile si nasconderanno fragilità, insicurezze e un grande bisogno di amare ed essere amato”. Parlando sempre del musical, Valentini ci spiega che questo progetto, che coinvolge più di 250 ragazzi, è stato ideato dalla professoressa Giovanna Pini, presidente del Centro Nazionale contro il Bullismo Bulli-Stop. Tra gli artisti presenti anche Leo GassmannMartina Attili, Michelangelo Vizzini, Jasmin Zangarelli, Nicole Rossi e Diletta Begali i quali, spiega l’artista, sono “divisi in gruppi: recitazione, canto, danza, scenografia, costume e trucco, organizzazione, al fine di mettere in azione la loro anima”. E sulla storia aggiunge: “la vicenda gira intorno a due famiglie rivali: gli Addams e i Buoninski”.

Parlando della sua esperienza personale col bullismo si definisce semplicemente “fortunato. Perché non sono mai stato né vittima né bullo in prima persona. Sono ormai da diversi anni testimonial di Bulli Stop, per combattere questa guerra in prima linea, mettendoci la faccia per prevenire questi episodi”.

Matteo Valentini e quella carriera scritta nel destino: dopo Un medico in famiglia non si è più fermato!

Ph. Angelo Costanzo

Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di rispondere alla curiosità che certamente già sarà venuta a galla. Vi starete di certo accorgendo che il nome di Matteo Valentini non vi suona per niente nuovo e avete ragione, perché oltre all’esperienza teatrale di cui abbiamo appena parlato la carriera di questo talentuoso attore viaggia col vento in poppa già da diversi anni, essendo iniziata nel 2011 (quando aveva solo 8 anni) con la nota serie TV Un medico in famiglia. Ma cosa ha portato Matteo nel mondo dello spettacolo?

“Ne parlavo con i miei nonni l’altro giorno” – ci racconta – “e secondo loro l’ho sempre avuto nel DNA. Il mio ingresso all’interno di questo mondo è avvenuto per caso da piccolissimo. Un’agente, un giorno, è passata in ufficio dai miei genitori e ha visto delle foto, raffiguranti me e le mie sorelle, sulla scrivania di mia madre. Così le ha chiesto il permesso di inserirci negli archivi della sua agenzia, ma mia madre (da subito molto contraria, per via della privacy) ha detto inizialmente di no”. Ma quando il destino è già segnato c’è poco da fare! Matteo infatti ci racconta che, a differenza delle sue sorelle, da sempre attratte da altre passioni, lui ha sempre avuto una predilezione per la recitazione: “partecipavo a tutte le recite scolastiche e a quelle in vacanza nei villaggi turistici, imitavo e ripetevo interi film Disney a memoria”. Fu allora il padre che, rendendosi conto di questo talento, convinse la moglie a provare. “Al mio primo provino, per Un medico in famiglia, venni preso. Nonostante i miei genitori non facciano parte del settore ho avuto la fortuna di aver da sempre avuto il loro sostegno e i loro insegnamenti, utili per qualsiasi mestiere, come il rispetto, la devozione al lavoro, l’impegno, il sacrificio e, soprattutto, lo studio”.

Matte Valentini: qualche curiosità artistica!

Matteo, che può vantare nel suo curriculum, tra le altre cose, anche la partecipazione alla fiction La Sposa, andata in onda su Rai Uno e Gli ultimi saranno ultimi di Massimiliano Bruno, si diletta anche con la musica, cantando e suonando (batteria e pianoforte). Il suo desiderio, infatti, è quello di “essere un artista completo”.
“Io da sempre sono appassionato di tutto ciò che è arte. Ultimamente ho incominciato a pensare seriamente anche ad un percorso nel mondo della musica”. Ma, precisa, “la parola esclusivamente non l’ho mai presa in considerazione”. A Valentini, insomma, piacerebbe specializzarsi su più settori dello spettacolo, dopotutto, come dice lui stesso: “finché si parla di sentimenti veri rappresentati tramite l’arte non credo che una carriera possa escludere l’altra”.

Rimanendo sempre nel settore musicale, i fan di Matteo Valentini ricorderanno la sua apparizione nel videoclip Guerriero di Marco Mengoni. Un aneddoto che ti è rimasto impresso?
“Inizio col dire che anche in quel caso è successo in parte grazie al destino, forse. Avevano provinato migliaia di bambini in molte città italiane, senza trovare quello giusto. Tre giorni prima dell’inizio delle riprese sono andato a fare una ‘chiacchierata’ col regista Cosimo Alema, che il giorno stesso mi scelse, insieme a Marco Mengoni. Con Marco si è creato da subito un rapporto fraterno, [lui è] una di quelle persone che ti sembra di conoscere da una vita. Durante una scena girata a Trento in mezzo alla pioggia, lui, senza farsi vedere dalle telecamere, mi correva dietro per ripararmi con un ombrello ad ogni stop del regista. Oltre che un fratello maggiore, è un grande artista che ammiro per l’immenso talento e per umiltà”.

C’è un attore – sia italiano che straniero – da cui ti senti maggiormente ispirato?
“La mia più grande fonte di ispirazione è Johnny Depp, che è sempre stato anche il mio attore preferito, fin da quando ero bambino. Per quanto riguarda il panorama italiano, sembrerà scontato ma credo che Pierfrancesco Favino sia l’attore che si avvicina di più alla verità. Un altro idolo, a cui mi ispiro, è Robin Williams”.

Matteo Valentini: “una ragazza nel mio cuore c’è”

Parlando, infine, di questioni personali e sogni nel cassetto, Matteo ci ha detto che spera di poter continuare a fare ciò che lo fa stare bene per tutta la vita, mentre sulla sua vita privata e sul rischio di mischiare quest’ultima con la professione ci ha svelato: “Una ragazza nel mio cuore c’è, ma sono una persona abbastanza riservata. Penso che mischiare la vita sentimentale con quella professionale a volte sia inevitabile. Tutte le volte che mi sono innamorato è stato di una mia collega”.

Nel terminare la nostra piacevolissima chiacchierata, chiediamo a Matteo Valentini di dirci per quale ragione BULLO MAN è un musical da vedere assolutamente. La sua risposta è semplice: “È una festa per tutti, grandi e piccini. Un momento di aggregazione per dire no al bullismo e una serata di divertimento insieme a noi. Inoltre tutto l’incasso andrà in beneficenza per aiutare le vittime di bullismo”.

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