The Undoing – Le verità non dette: significato del finale e analisi psicologica

Il disturbo narcisistico della personalità è alla base di quanto accade in The Undoing - Le verità non dette, la miniserie Sky con protagonisti Nicole Kidman, Hugh Grant e Matilda De Angelis.

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The Undoing – Le verità non dette, la miniserie Sky di Susanne Bier interpretata da  Hugh Grant, Nicole Kidman e Matilda De Angelis è un vero e proprio viaggio nei meandri di una relazione all’apparenza solida, improvvisamente turbata da un omicidio che rimette tutto in discussione, dando il via ad un percorso introspettivo in cui ognuno dei protagonisti svela gradualmente la sua natura, fatta di fragilità, verità nascoste o subdolamente imposte e una profonda sofferenza interiore, camuffata dalla copertina patinata del lusso di una famiglia bene dell’Upper East Side newyorkese.

Fin dalla scelta del titolo, che propone due chiavi di lettura, The Undoing rivela la sua ambivalenza, suggerendo contemporaneamente il sentimento di “rovina” che pervade i protagonisti – in particolare il personaggio di Nicole Kidman, che vede letteralmente il proprio mondo crollarle addosso – e quel meccanismo di difesa ben noto alla psicoanalisi, con cui Sigmund Freud indicava l’atto della negazione di un evento spiacevole o minaccioso, che porta chi lo subisce a comportarsi in modo esattamente opposto per rimuoverlo dalla propria consapevolezza.

The Northman, cinematographe.it

La trama della miniserie vede la coppia di coniugi Jonathan Fraser (Grant) – oncologo pediatrico – e Grace (Kidman) – psicoterapeuta – col figlio dodicenne Henry (Noah Jupe) veder sgretolare il proprio quadretto familiare quando l’uomo viene accusato dell’omicidio di Elena Alves (De Angelis), una giovane mamma della scuola di quartiere, appena trasferitasi in zona con i due figli (di cui una neonata) e il marito. Una donna sensuale e ambigua, caratterizzata da un velo di indecifrabile tristezza, che si fa notare nel gruppo delle mamme per l’inopportuno atteggiamento seduttivo, soprattutto nei confronti di Grace, che quando ne parla al marito, riceve una reazione all’apparenza indifferente.

Jonathan è un uomo affascinante e carismatico, devoto al suo lavoro e molto presente come padre e marito, un uomo assolutamente insospettabile e invece immediatamente indagato per il brutale assassinio, dopo il quale – inizialmente con la scusa di un convegno – si dà alla fuga.  A partire dalla sua assenza, Grace si trova quindi a fare i conti con la sempre più probabile ipotesi di aver sposato un uomo che in realtà non conosceva, mentre la narrazione mischia le carte in tavola per rendere lo spettatore partecipe dei dubbi della donna, nonostante le prove appaiano progressivamente schiaccianti.

The Undoing: il potere manipolatorio di un uomo e di una narrazione emotiva – SPOILER –

The Undoing,cinematographe.it

La forza di The Undoing è riuscire a coinvolgere lo spettatore nelle menzogne di Jonathan, manipolando il pubblico con la stessa forza con cui l’uomo riesce – perlomeno inizialmente – a manipolare la propria famiglia. Attento a rivelare solo lo stretto necessario per poterla far franca e non perdere l’amore di moglie e figlio, l’uomo ammette il tradimento ma continua imperterrito a negare l’omicidio, cercando di suscitare la compassione della donna che lo ha sempre amato sopra ogni cosa e anche contro ogni evidenza di quanto fosse disturbato, fidandosi di tutte le sue letture degli eventi (a partire dalla perdita di contatti con la famiglia d’origine), convinta che dietro tanto amore e valore ostentato non potesse nascondersi nessuna verità indesiderabile.

Jonathan, dal canto suo, mette in atto fin dall’inizio tutto il repertorio d’azione del perfetto narcisista patologico maligno, arrivando a un certo punto addirittura a cercare di far ricadere la colpa sul figlio, pur di non perdere tutto e ammettere la propria sconfitta. Ma cos’è scattato nella mente dell’uomo? Perché ha ucciso la sua amante?

Il narcisismo patologico maligno di Jonathan Fraser: quando perdere non è possibile

The Undoing,cinematographe.it

Jonathan si propone come un modello di empatia, dato il suo mestiere: un uomo che salva la vita dei bambini e che si dispera quando purtroppo non può fare nulla per fermare la malattia. Ma a ben guardare, la motivazione della dedizione a un lavoro di questo tipo può essere di altra natura: il dottor Fraser riceve dai suoi successi e dall’ammirazione che deriva dai genitori e dai piccoli pazienti uno scrosciante rifornimento narcisistico, interrotto solo quando qualcosa va storto e i bambini muoiono, gettandolo nella più  totale depressione per il sentimento di impotenza che si frappone al suo costante bisogno di onnipotenza.

Elena Alves, guarda caso, era la mamma di un piccolo paziente di Jonathan, che lui ha guarito, immergendosi nel ritorno narcisistico derivato dalla profonda riconoscenza della donna (vittima nel frattempo di una comprensibile idealizzazione) dando inizio a una bruciante relazione sessuale, culminata con la seconda gravidanza della giovane. Jonathan ha quindi cercato di comprare la discrezione di Elena rendendosi disponibile a sostenerla economicamente, pagando anche la retta della scuola per il figlio maggiore e continuando a starle vicino. Ma qualcosa è andato storto.

La mossa falsa di Elena Alves

The Undoing,cinematographe.it

In The Undoing la colpa di Elena Alves sembra essere stata principalmente una: voler interferire con la vita ufficiale del suo amante. Mossa dall’infatuazione per Jonathan ma soprattutto da un insano miscuglio di invidia e ammirazione, la giovane donna approccia Grace, complimentandosi per la sua gentilezza e chiedendosi forse perché non può occupare il suo posto. In una scena clou della serie sembra addirittura volerla sedurre, ponendosi nuda davanti a lei in palestra, suscitando in Grace una sorta di inquietudine erotica che la porta a sognarla e ad accettare un bacio sulle labbra quando, in un’altra occasione, la sorprende a piangere e cerca di consolarla.

Quando i due amanti si incontrano, la stessa sera del bacio fra Grace ed Elena, presso lo studio in cui la giovane dipinge, lei racconta a Jonathan degli scambi avuti con la moglie e del desiderio di farsela amica, creando una sorta di malsana famiglia allargata. Tanto basta a scatenare la latente ira dell’uomo che, vedendo minacciata l’integrità della propria vita ufficiale, prima la picchia e la lascia e poi – dopo la reazione violenta della giovane – la uccide brutalmente, infierendo con rabbia sul suo corpo inerme.

The Undoing: un finale in cui l’unico doloroso colpo di scena è che in certi casi non esistono colpi di scena

The Undoing, Cinematographe.it

Le sei puntate di The Undoing provano in tutti i modi a offrire delle alternative alla colpevolezza di Jonathan, sintonizzandosi con l’onda emotiva di Grace, per la quale pensare che l’uomo che ama è un sociopatico assassino è – fino all’ultimo –  inaccettabile. Lo stesso spettatore, sapientemente e ripetutamente depistato dalla sceneggiatura, non può credere che l’ultimo episodio possa portare a ciò che si era ipotizzato fin dalla prima puntata.

Ma il valore di questa serie è proprio nel suo non avere colpi di scena, quelli che qualunque vittima di un narcisista patologico si ostina a voler cercare, per sfuggire al dolore lancinante della consapevolezza di aver avuto accanto una persona pericolosa e totalmente diversa da come la si credeva. Un dolore in grado di sgretolare un intero sistema di valori. Ma Grace, per quanto offuscata dall’amore per Jonathan, non può anteporlo a quello per loro figlio, e quando lui – in pieno delirio –  rapisce il ragazzino, cercando di convincerlo del fatto di dover essere ricordato per tutte le cose che ha costruito e non per un “errore”, la donna realizza finalmente quello che è necessario fare, tornando ad essere la lucida conoscitrice della mente umana che è sempre stata.

Sul ponte, con la polizia ormai alle calcagna, Jonathan lascia l’automobile e sale sul parapetto per lanciarsi nel vuoto, mentre Henry cerca disperatamente di farlo scendere. Grace fa atterrare l’elicottero su cui si trova e li raggiunge a piedi, gridando – per sventare la tragedia che sta per compiersi – non solo il nome del figlio ma anche quello del marito che, nell’irrazionale convinzione che la moglie possa ancora perdonarlo, le va incontro sorridente permettendo alla polizia di arrestarlo e di porre fine a un incubo.

Il finale di The Undoing – al di là della verosimiglianza della specifica dinamica col quale si svolge – potrebbe suscitare un comprensibile sentimento di delusione nello spettatore, ma dovrebbe tuttavia essere interpretato alla luce di ciò di cui la serie parla: un potente disturbo della personalità che implica una drammatica ripercussione sulle vite delle persone coinvolte in una relazione con questi soggetti, individui totalmente incapaci di amare ma in grado di costruire castelli di carta enormi intorno alle persone che forniscono loro la linfa vitale del riconoscimento e dell’amore, veri e propri vampiri energetici obbligati a parassitizzare l’empatia altrui, per sopravvivere.

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