The Old Guard come finisce? La spiegazione del film Netflix

Analizziamo e cerchiamo di dare una risposta a tutte le domande senza risposta di The Old Guard.

Vista la conclusione di The Old Guard, il film Netflix diretto da Gina Prince-Bythewood con Charlize Theron, Kiki Layne, Marwan Kenzari, Luca Marinelli, Harry Melling, Van Veronica Ngo, Matthias Schoenaerts e Chiwetel Ejiofor nel cast, è lecito chiedersi se vedremo mai un sequel.
La speranza di vedere come procederanno le battaglie di Andy e dei suoi compagni arriva direttamente dalla regista dell’action che, intervistata da Collider, ha svelato come l’idea di una trilogia aleggiasse già dal principio nella mente dello sceneggiatore (nonché autore della graphic novel) Greg Rucha. La storia creata da quest’ultimo e da Leandro Fernández, infatti, è nata come una serie di fumetti nel 2017. A The Old Guard Vol 1: Opening Fire composto da cinque numeri hanno fatto seguito altri cinque numeri di The Old Guard Vol 2: Force Multiplied, quindi il materiale su cui lavorare c’è, tutto dipende dall’apprezzamento del pubblico!

Allerta SPOILER su The Old Guard

The Old Guard: cosa succede nel film e nel finale?

The Old Guard, Cinematographe.it

The Old Guard: ecco cosa abbiamo scoperto parlando con la regista e col cast del film [VIDEO]

È indubbio che l’action si sia concluso con una scena che lascia la porta aperta a una nuova storia, soprattutto a capire cosa è accaduto alla prima compagna di Andy e come ha fatto a liberarsi.
Se avete visto The Old Guard sapete bene che si concentra su un gruppo di guerrieri immortali guidato da Andromaca, alias Andy (Charlie Theron), che esiste da secoli e ha agito a favore del bene, incidendo sugli eventi storici più importanti nella storia dell’umanità. Dopo innumerevoli guerre, i combattenti si ritrovano a lavorare nei giorni nostri come dei mercenari. La loro nuova missione, su richiesta dell’ex agente della CIA James Copley (Chiwetel Ejiofor), consiste nel liberare degli studenti. Tuttavia, giunti sul posto si renderanno conto che non si tratta di una missione di salvataggio ma di una trappola atta a testimoniare le loro abilità al cinico uomo d’affari Steven Merrick (Harry Melling) il quale, affascinato dalla loro immortalità, vuole sfruttarli per ricavarne un profitto finanziario.

Adesso lo scopo del gruppo è quello di evitare la cattura. Una missione che diventa ulteriormente complicata con l’arrivo di un nuovo immortale: Nile Freeman (KiKi Layne) e con la perdita dei poteri da parte di Andy, che dopo l’ultimo scontro si accorge di non essere guarita. La sua intenzione in ogni caso è sempre quella di salvare i suoi compagni e sconfiggere Merrick. Quanto alla new entry Nile invece, se prima decide di lasciare i suoi simili e ritornare alla vita di sempre, cambia improvvisamente idea non appena si accorge che le armi sono scariche e che Andy è in pericolo. Come è noto a chi ha visto il film, Booker (Matthias Schoenaerts) ha fatto il doppio gioco vendendo i suoi compagni, salvo poi redimersi dai suoi peccati. Il prezzo da pagare per lui è abbastanza alto: cent’anni di solitudine prima di ricongiungersi con gli altri. Nel finale, mentre rientra a casa decisamente ubriaco, ad attenderlo trova Quynh (Van Veronica Ngo), la compagna di Andy catturata durante il periodo della caccia alle streghe e rimasta in una bara di ferro sul fondo degli abissi per 500 anni.

Come e perché Andy (Charlize Theron) perde la sua immortalità

Al netto di tutto, è chiaro che il film Netflix lascia alcune domande, che tenteremo di sciogliere insieme. La prima riguarda senza dubbio la perdita dell’immortalità del personaggio principale, Andy, che trapela agli occhi dello spettatore dalla mancata guarigione di un taglio sulla spalla. Ma Booker invece se ne rende conto solo nel momento in cui giunge da Merrick e, colpendola, si accorge che la donna non sta guarendo ma morendo, come un comune essere umano.
Alla domanda di Copley (Chiwetel Ejiofor) sul perché abbia perso i poteri non c’è risposta, quindi si deduce che ciò avvenga in modo del tutto casuale e che non sia legato agli anni, al numero di immortali nel mondo né tanto meno al numero di lesioni accumulate. Un flashback però ci mostra che in passato è avvenuto qualcosa di simile, anche se non è chiaro chi fosse il morente, ma la frase “è arrivato il momento” che risuona nei ricordi di Andy la sentiremo anche dopo e ci viene anticipata persino nella prima parte del film. È come se l’immortalità non fosse totale: i guerrieri vivono a lungo, ma in natura tutto è destinato a finire e quindi, prima o poi, anche loro si augurano di morire e trovare pace, di cessare di soffrire e combattere, ma quando sia la loro ora non è dato saperlo.

Una spiegazione della perdita dei poteri, tuttavia, potrebbe derivare dai sentimenti che prova Andy: all’inizio del film la combattente si mostra stanca e sfiduciata, convinta che il loro operato non stia facendo altro che acuire l’odio che già attanaglia il mondo. Come pensa lei stessa, evidentemente è da quel momento che smette di essere immortale – e strano poi che questo suo pensiero coincida con la conoscenza di Nile -, inoltre grazie alla ritrovata vulnerabilità ella intende appieno il senso della vita, riscoprendone il vero valore e rivalutando la sua missione.
Questo cambiamento del suo punto di vista viene rafforzato anche da una nuova visione delle azioni compiute durante i secoli. Ciò che lei vedeva come sofferenza e dolore, la grande storia l’ha riportato come vittorie e rivoluzioni che hanno contribuito a cambiare il mondo e a fare del bene all’umanità intera; tutte le persone che ha salvato hanno fatto delle azioni positive e portato dei benefici.

Circa la vera fonte dell’immortalità, gli stessi creatori del fumetto hanno scelto di non esplorare fino in fondo questa tematica, ma è chiaro che tutto sia legato al destino e alla strada che ognuno sceglie di intraprendere. Andy sceglie di continuare a combattere nonostante tutto, ritrovando speranza nell’umanità (basti pensare alla scena in cui la farmacista l’aiuta senza fare domande).

Il nuovo team e l’esilio del vecchio guardiano Booker

Dopo la morte di Merrick e la sconfitta del suo team, il gruppo si riunisce per capire quale punizione dare a Booker. Sebbene ala fine abbia combattuto per la salvezza dei suoi compagni, il suo tradimento non è stato dimenticato e, nonostante la giovane Nilo vorrebbe limitarsi alla richiesta di scuse, alla fine tutti concordano nell’esiliarlo per un secolo. Anche se non si può stabilire la fine dell’immortalità, ci sono degli ottimi presupposti sul fatto che egli viva fino a quel momento, avendo meno secoli rispetto agli altri. Nel mentre, lui ed Andy si salutano, intuendo che quell’abbraccio tra loro potrebbe essere l’ultimo.

Stando a Nile, alla fine ha deciso di rimanere con gli altri, facendosi aiutare per fare in modo di risultare morta agli occhi della famiglia, lasciandosi definitivamente alle spalle la sua vecchia vita e prendendo di fatto il posto lasciato vuoto da Booker.
Al gruppo degli immortali, alla fine, si unirà anche Copley, a cui viene affidato il delicato e complicato compito di selezionare le missioni di cui il gruppo dovrà occuparsi e di cancellare le loro tracce.

Il un possibile sequel di The Old Guard, dunque, il team sarà composto da Andy, Joe, Nicky, Nile e Copley. Tuttavia, data la scena dei titoli di coda, è probabile che Booker tornerà attivo prima del termine dell’esilio, magari insieme a Quyhn, a meno che i due non si coalizzino contro il team principale.

Perché Copley (Chiwetel Ejiofor) passa dalla parte dei buoni in The Old Guard?

The Old Guard, Cinematographe.it

Focalizzandoci sull’atteggiamento di Copley, si intuisce bene che la sua scelta di vendere gli immortali è dettata da una vicenda personale che l’ha segnato particolarmente, ovvero la morte della moglie, malata di SLA. Ecco allora che il suo desiderio è quello di aiutare le persone a guarire, ma evidentemente si pente di quanto ha fatto nel momento in cui si accorge del sadismo di Merrick, chiaramente non guidato dall’altruismo ma solo dal profitto che le sue scoperte potrebbero fruttargli, cosa che appare palese dal modo in cui i medici conducono i test su Joe (Marwan Kenzari) e Nicky (Luca Marinelli) e alla pugnalata data senza motivo solo per provarne l’immediata guarigione.

A questo punto, Copely aveva già accumulato una vasta gamma di prove in merito al bene fatto da Andy e dal suo team, commuovendosi anche dell’atteggiamento di Andy che, nonostante avesse scoperto la sua mortalità, era ancora disposta a spendersi per l’umanità e a lottare in prima linea. Viste tali premesse, è chiaro che collaborare con gli immortali risulta senza subbio molto più in linea con le sue idee che lavorare per gente come Merrick.

Come è riuscita a scappare Quynh e qual è il suo piano?

In uno dei momenti più strazianti di The Old Guard viene raccontata la storia di Quynh (Veronica Ngo), il cui destino si è rivelato peggiore della morte. Dopo aver trascorso secoli insieme, Quynh e Andromaca furono catturate e processate perché credute delle streghe. Uccise in diversi modi senza mai riuscire a morire, alla fine credono di dover perire sul rogo, invece quando i carcerieri aprono la loro cella dicono di doverle separare perché insieme sono tropo potenti, prelevando Quynh e rinchiudendola dentro una bara di ferro nota come Vergine di Norimberga o fanciulla di ferro. A ta proposito è bene aprire una piccola parentesi circa l’inesattezza in cui incorre il film. Questo metodo di tortura, infatti, è successivo al periodo in cui si è consumata la caccia alla streghe, quindi tecnicamente i creatori avrebbero potuto evitare a Quynh una pena così atroce e invece la ragazza finisce sul fondo del mare, destinata ad annegare ancora e ancora.

Non è chiaro per quale morivo Andy sia riuscita a fuggire e a evitare lo stesso destino della sua compagna, ma certamente ha tentato più volte di salvarla, senza riuscirci. La fine del film ci svela il suo ritorno senza darci dettagli su come abbia fatto a liberarsi, eppure il suo arrivo viene anticipato dai sogni di Nilo, che dice di sognare una donna in una bara di ferro e di percepire il suo dolore e la sua rabbia.
Andy le spiega che i sogni segnalano l’arrivo di un nuovo immortale, che tra di loro si sognano spesso poiché sono destinati a incontrarsi.

Il suo aspetto non appena la vediamo alla fine del film ci può far percepire che sia passato abbastanza tempo da metabolizzare il trauma subito, ma è evidente che mentre si consumava l’ultima battaglia lei era ancora ingabbiata. Altrettanto poco chiaro è come Quynh sia sfuggita al suo destino. Nonostante i fumetti possono esseri più chiari a riguardo, c’è da dire che nella trasposizione dalla graphic novel al piccolo schermo il personaggio in questione ha subito delle modifiche. Per iniziare, nelle pagine del fumetto non è vietnamita ma giapponese e si chiama Noriko; la decisione di apportare questa modifica deriva dalla scelta dell’attrice Van Veronica Ngo. In secondo luogo, nel fumetto si legge che è stata gettata in mare durante una tempesta, senza essere stata prima intrappolata.
I dettagli circa la sua liberazione, si spera, arriveranno in un ipotetico sequel. Visto che Nilo sostiene di averla vista agitarsi può anche darsi che il metallo alla fine abbia ceduto ai suoi colpi.

The Old Guard avrà un sequel? Cosa sappiamo a riguardo?

Parlando del sequel, risulta chiaro che alcune cose sono state cambiate durante l’adattamento. Sempre per citare Quynh, per esempio, nel fumetto arriva a credere che lo scopo degli immortali sia punire e tormentare gli umani piuttosto che proteggerli e guidarli (un’ideologia che coincide perfettamente con quanto ha subito). Tra gli scontri, cerca persino di portare Andy a pensarla allo stesso modo, ma evidente non ci riesce ed è forse per quello che tenta di contattare Booker.

Detto ciò, la trama di un futuro sequel è infinita almeno quanto la vita dei suoi protagonisti. Adesso che il film Netflix ha dato una panoramica generale sulla storia, ci si potrebbe aspettare anche di andare fuori pista rispetto al fumetto. In questi termini, esplorare la storia di Quynh potrebbe risultare interessante e dare magari la possibilità di avere un villain più strutturato rispetto a Merrick.

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