Risvegli: la storia vera della cura del dottor Sacks, alla base del film con Robin Williams

Risvegli, diretto da Penny Marshall, con Robin Williams e Robert De Niro, si basa su una reale sperimentazione del dottor Oliver Sacks.

Awakenings, dal noto titolo italiano Risvegli, diretto da Penny Marshall e uscito nel 1990, l’anno successivo, nel 1991, è stato candidato a 3 premi Oscar, tra cui il più importante nella categoria Miglior film, insieme a Miglior attore protagonista e Miglior sceneggiatura non originale, oltre che a numerosi altri riconoscimenti. L’Academy Award per l’attore principale si riferiva a Robert De Niro nei panni di Leonard Lowe. A prestare il volto a Malcolm Sayer, medico co-protagonista, Robin Williams. Con nel cast anche Penelope Ann Miller, John Heard, Max von Sydow e molti altri, Risvegli è basato sul libro che racconta le memorie e le esperienze di Oliver Sacks, medico, chimico, insegnante di neurologia e scrittore britannico. Commovente e straziante, Risvegli ha avuto un grande successo di pubblico e la critica, unanime e positiva, ha particolarmente lodato l’interpretazione di De Niro nei panni di un paziente affetto da encefalite letargica.

Risvegli racconta la storia del neurologo Malcolm Sayer, il cui vero nome è Oliver Sacks, che nel 1969, mentre lavora in un ospedale nel Bronx, inizia una ricerca sui pazienti sopravvissuti all’epidemia di encefalite letargica che tra il 1917 e il 1928 uccise 5 milioni di persone per poi sparire per sempre. I pazienti affetti dall’encefalite epidemica e sopravvissuti erano rimasti in uno stato catatonico; l’encefalite in questione era infatti anche conosciuta come “malattia del sonno”. Nello specifico è una patologia che attacca il cervello e lascia le vittime in una “condizione simile a una statua, senza parole e immobili”. Sacks ha descritto i pazienti come “coscienti e consapevoli, ma non completamente svegli”. In quel periodo, alla fine degli anni ’60, Sayer scopre così la presenza di un nuovo farmaco che aiuta i pazienti affetti dal morbo di Parkinson, credendo che possa essere utile anche ai pazienti vittime dell’encefalite letargica. Il medico decide allora di condurre una vera e propria sperimentazione sul paziente Leonard Lowe, che si “risveglia” completamente e inizia a mostrare importanti segni di miglioramento, ma gli esperimenti vanno incontro ben presto anche ad alcuni ostacoli che minacciano la qualità della vita dei pazienti sottoposti alla sperimentazione. Il farmaco utilizzato e gli esperimenti mostrati in Risvegli si basano su eventi reali che hanno coinvolto Oliver Sacks e anche i pazienti sono persone realmente esistite.

Oliver Sacks, il Malcolm Sayer di Risvegli

Risvegli - Oliver Sacks - cinematographe.it

Oliver Sacks ha scritto numerosi libri di successo che raccontano vari casi di studio e di pazienti affetti da disturbi neurologici, incluso se stesso. Sacks soffriva infatti di prosopagnosia, nota anche come “cecità facciale”, un disturbo cognitivo della percezione del viso che colpisce la capacità di riconoscere i volti familiari, compreso il proprio. Questo disturbo era alla base del suo libro L’uomo che scambiava sua moglie per un cappello, pubblicato nel 1985. Risvegli era stato scritto quasi 10 anni prima e trattava appunto numerose storie di vita delle vittime dell’epidemia di encefalite letargica. Il farmaco che Sacks iniziò a usare sui pazienti catatonici era la L-dopa, o levodopa, amminoacido precursore dei neurotrasmettitori quali dopamina, norepinefrina ed epinefrina. La L-DOPA è usata nel trattamento del morbo di Parkinson, ma Sacks ha visto del potenziale nell’aiutare persone che presentavano altre patologie.

Il personaggio interpretato da Robert De Niro in Risvegli, Leonard, è un vero paziente di Sacks che, inizialmente, ha avuto una reazione positiva al farmaco e si è completamente svegliato. Ma successivamente ha iniziato a diventare paranoico, ha sviluppato dei gravi tic, per poi regredire al suo precedente stato catatonico fino al 1981, anno della sua morte. Per quanto Risvegli abbia apportato varie modifiche alle storie dei pazienti di Sacks, ha contato su Sacks stesso come consulente tecnico e l’intera troupe del film si è assicurata che rimanesse fedele all’essenza del libro, dando così un ritratto realistico e devastante dell’encefalite letargica e dei suoi effetti.

 

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