Ready Player One

Ready Player One è uscito nelle nostre sole da soli due giorni, ma possiamo immaginare che vi saranno code chilometriche per vedere un film che già noi di Cinematographe.it abbiamo pacificamente descritto come un capolavoro, tratto da un best-seller di Ernest Cline di enorme successo e che al suo interno ormai ha tanti e tali riferimenti ad un incredibile numero di film, fumetti, comics e tanto altro, da poter essere considerato tranquillamente alla stregua di una vera e propria Arca di Noè per la cultura pop. Per l’occasione abbiamo deciso di creare una piccola guida a tutti ( o meglio a gran parte) dei riferimenti, rimandi, homage, insomma una mappa dei vari Easter Eggs che il film di Steven Spielberg ha al suo interno. E si badi bene, qui troverete quelli in ambito cinematografico (la maggior parte almeno), dal momento che quelli riguardanti l’aspetto videoludico saranno oggetto di un altro focus, data l’enorme mole!! Tuttavia dobbiamo assolutamente mettere la mani avanti e gridare a tutto volume: ATTENZIONE AGLI SPOILER!

Fin dai primi minuti Ready Player One avvolge lo spettatore in un’atmosfera fantastica, creativa e allo stesso tempo molto familiare, visto che ogni istante, ogni inquadratura, ogni strada o personaggio sono tratti da film, telefilm o serie animate che moltissimi di noi conoscono, talvolta in modo maniacale. Basti pensare che quando il protagonista Wade Watt (Tye Sheridan) spiega allo spettatore di come sia fatto OASIS (il mega mondo virtuale dove tutti ormai vivono dalla mattina alla sera) già si accumulano personaggi, creature, momenti, alla stessa velocità di un caleidoscopio. La voce di Wade ci ricorda per esempio come sia possibile in OASIS fare tutto ciò che si vuole, compresa una sessione di arrampicata assieme a Batman che qui appare nel costume usato per i film di Tim Burton. 

Non sarà l’ultima volta in cui vedremo dei personaggi della saga dell’Uomo Pipistrello aggirarsi per nel multiverso creato da Spielberg, dal momento che nella bellissima e divertentissima sequenza ambientata nella disco, con i due protagonisti che ballano sulle note di Stayin Alive dei Bee Gees (un palese omaggio a La Febbre del Sabato Sera), tra la folla è possibile per esempio distinguere anche Harley Quinn e Deathstroke, che speriamo di ritrovare anche nei prossimi progetti cinematografici sul DC Universe. Affianco ad Harley apparirà anche il Joker, mentre balla con la sua celebre spalla supercriminale. La sparatoria che segue, con la totale assenza di gravità che costringe a fluttuare nell’aria, ricorda molto quelle descritte nei romanzi anni 80 Ender’s Game, portati al cinema per la prima volta nel 2013. Ah per chi avesse già visto il film: avete notato l’arma di Art3mis? Altro non è che il famoso Fucile ad Impulsi visto in Aliens – Scontro Finale, film che ritroveremo citato più avanti.

Tuttavia già dal trailer il mondo ha potuto rivedere un vecchio ed amatissimo compagno dell’infanzia e adolescenza di chi è nato tra la fine anni 80 ed inizio anni 90: Il Gigante di Ferro. Il film del 1999 rimane uno dei più belli, poetici e commoventi del genere, una perla cinematografica che già all’epoca era considerata un capolavoro, e che ha nel gigantesco robottone uno dei più amati personaggi meccanici di ogni tempo. In Ready Player One  tra  l’altro, il gigantone tratto dal romanzo di Ted Hughes si esibisce in un saluto alla Terminator! Roba da palati fini! Di certo la battaglia finale non sarebbe stata la stessa senza il nostro amato ammasso di ferraglia!

Sempre in tema di eroi taglia XXXXL, ecco che nella stupenda battaglia finale, appare nientemeno dalla terra del Sol Levante sua maestà Gundam! Chi è cresciuto negli anni 80 vedeva le sue avventure sulla vecchia TMC, poi su diverse reti locali, sovente ingannando i genitori e facendo zapping a manetta per non perdersi le avventure di uno dei Mecha più famosi di tutti i tempi, impegnato in Ready Player One in uno scontro titanico contro un’altra creazione della fantasia giapponese del dopoguerra: sua maestà MechaGodzilla! Con questo termine ci riferiamo ad uno dei più popolari personaggi dell’universo cinematografico dedicato al gigantesco lucertolone, l’alter ego creato dai giapponesi per fermare il grosso bestione nelle sue scampagnate per Tokyo.

Poteva mancare in un film di Spielberg un qualche riferimento alla creatura mostruosa per eccellenza? Certo che no. Ed ecco infatti apparire sua maestà King Kong, protagonista di innumerevoli trasposizioni cinematografiche, fumettistiche o videoludiche (sia dichiarate che non, come nel caso di quel Rampage che da videogioco degli anni 80, tra poco arriverà sui nostri schermi con un kolossal che si promette scoppiettante). Spielberg però si è spinto oltre, e con grande autoironia e genialità ha citato sé stesso, mettendo nella stessa scena (quella della corsa tra vetture mirabolanti) anche il suo T-Rex di Jurassik Park, che se ben ricordate nel secondo episodio (Il Mondo Perduto) si aggirava tra auto in fuga. Il tutto era a sua volta un’omaggio al King Kong creato a suo tempo nel remake di De Laurentis del 1976!

In Ready Player One tuttavia, non tutte le citazioni sono così visibili o così immediate, o riguardano prodotti culturali così famosi ed accessibili. Agli amanti degli anime nel senso più alto del termine, non sarà però sicuramente sfuggito come la moto e la suite utilizzata da Art3mis (Olivia Cooke) sia un bellissimo omaggio a quella vista in Akira, probabilmente il capolavoro per eccellenza degli anime anni ’80, uno dei film d’animazione giapponesi più importanti di tutti i tempi. Nel film del 1988 veniva usata una moto rossa, che portava il protagonista del capolavoro di Katsuhiro Ōtomo in giro per la Tokyo del 2019, durante le feroci corse clandestine. Da notare che oltre che la moto, il film di Spielberg ha voluto aggiungere anche le caratteristiche scintille verdi! Da ricordare che comunque anche la moto rossa di Akira era in realtà ispirata ad un altro veicolo fittizio: le moto viste in Tron di Steven Lisberger. La moto tra l’altro ha adesivi che rimandano a due serie Tv leggendarie degli anni che furono: Wonder Woman degli anni 70 con Lynda Carter e Ralph Supermaxieroe degli anni 80 con William Katt.

Tuttavia se c’è un’immagine che possiamo considerare tra le più significative per ciò che riguarda il citazonismo cinematografico presente in Ready Player One, la già citata griglia di partenza è sicuramente la più significativa. Qui infatti osservando con attenzione sarà infatti possibile riconoscere alcuni veicoli tra i più leggendari di sempre nel panorama pop dei decenni che furono. Sicuramente l’auto di Wade scalda il cuore al solo manifestarsi, visto che è in tutto e per tutto la stessa DeLorean DMC-12 che il mondo ha conosciuto nella serie Ritorno al Futuro del grande Robert Zemeckis. Il cinturone utilizzato da Parsifal (l’Avatar di Wade in OASIS) è quello di Han Solo in Guerre stellari, e ha però al centro il simbolo dei Thundercats, leggendaria serie animata degli anni 80, inerente l’omonimo gruppo di alieni metà felini metà umani. Frontalmente invece la macchina ha dei led che sono pressoché identici a quelli visti nella Pontiac Firebird ’82 protagonista del mitico telefilm Knight Rider con David Hasselhoff.

E le altre auto? Beh solo da questa immagini è possibile distinguere il mitico furgone GMC Vandura dell’A-Team, la mitica serie action anni ’80 che ha fatto la storia della tv di intrattenimento. Ma guardate meglio riconoscete altri veicoli radicati nella vostra infanzia? Nessuno? Beh in basso è facilmente distinguibile la Batmobile proveniente dal telefilm storico del 1966, quello del grande Adam West nei panni dell’Uomo Pipistrello, e che aveva in George Barris il raffinato creatore di un veicolo ancora oggi ritenuto tra i più belli mai concepiti, partendo da un modello di Lincoln Futura. Alla sua sinistra (affianco al riconoscibilissimo personaggio di Ryu di Street Fighter) ecco Mach 5, l’auto che tutti abbiamo sognato di guidare al posto di Go Mifune, l’eroico pilota della serie anime Superauto Mach 5 (o Speed Racer in inglese). In alto a destra ecco invece la bellissima Ford Falcon passata alla storia per avere portato per post-apocalittiche autostrade nientemeno che Max Rockatansky, l’eroico Mad Max di Interceptor del 1979. Mad Max è anche citato durante la battaglia finale, quando Wade sparerà dall’auto in corsa, brandendo la famosa scuttergun del leggendario eroe interpretato da Mel Gibson e Tom Hardy. In un’altra inquadratura è invece possibile distinguere tra le auto pronte a partire anche la Plymouth Fury protagonista del film Christine di John Carpenter, tratto dal libro dei Stephen King.

Ready Player One. Cars.

Se tutte queste citazioni (o quasi) sono talvolta sfuggenti o magari durano lo spazio di pochissimi istanti, Ready Player One tocca livelli altissimi di homage e creatività quando porta i suoi protagonisti all’interno di un viaggio cinematografico-ludico ambientato nientemeno che all’interno dell’ Overlook Hotel, il lugubre e immortale albergo che è al centro dello spaventoso e geniale Shining di Stanly Kubrick, tratto dal romanzo di Stephen King. Qui i protagonisti rimarranno preda di una serie di circostanze che strizzano l’occhio sia al capolavoro di Kubrick, che alla lunga e gloriosa tradizione degli horror movies della Hammer!

Sempre per ciò che riguarda i film horror, da segnalare le brevi ma non per questo non importanti, presenze di tre personaggi del calibro di Jason Voorhees, Freddy Krueger e sopratutto Chucky, La Bambola Assassina protagonista dell’omonima saga creata da Don Mancini, usata a mò di arma finale da Wade per sfoltire le file dei nemici durante la battaglia finale.

Tuttavia non tutte le citazioni cinematografiche interessano elementi comuni al cinema horror, action o fantascientifico, dal momento che in Ready Player One c’è anche spazio per il romanticismo, o perlomeno per una citazione verso una delle commedie romantiche simbolo della fine anni 80: Say Anything di Cameron Crowe. La celeberrima scena in cui John Cusak tiene sopra la testa il suo stereo che manda a tutto volume In Your Eyes di Peter Gabriel, dedicata all’amata Diane.

 

Ma ciò che rende unico Ready Player One è sopratutto il fatto di aver concentrato Easter Eggs dove magari lo spettatore meno se l’aspettava, e in questo la pazza corsa delle auto è protagonista di prima grandezza. Basti pensare all’omaggio fatto a Robocop e a Last Action Hero, entrambi grazie a due scritte: Delta City per il capolavoro di Verhoeven sul poliziotto metà robot e metà uomo appare su un muro vicino alla stazione ferroviaria, mentre nel mezzo degli inseguimenti tra i vicoli della città, ecco che appare un cinema dove viene messo in programma il famoso film dove Shwarzenegger era ad un tempo sé stesso e l’eroe di un universo fumettistico e hard-boiled alternativo.

Molte altre citazioni sono di questo tipo in Ready Player One: Easter Eggs nascosti e poco individuabili, ma non per questo meno importanti o meno azzeccati. Che direste se vi facessimo notare ai veicoli alle spalle di Wade e Art3mis? Riconoscente nulla? Beh uno è il Van volante protagonista dello spassosissimo Balle Spaziali, capolavoro comico di Mel Brooks, forse la parodia più bella della storia del cinema, l’altro il massiccio Caterpillar P-5000 Work Loader con il quale il comandante Ripley tiene testa alla Regina degli Xenomorfi in Aliens – Scontro Finale di James Cameron.  Da notare che Aliens viene citato anche in un’altra scena “comica” tra Wade e Art3mis. Poi dietro ecco apparire anche un Enforcement Droid Series 209, il fallimentare robot di sicurezza che si vede nel primo Robocop, nonché un caccia RZ-1 A-Wing, quello a bordo del quale Luke Skywalker e la resistenza cercano di fermare l’invasione imperiale durante la battaglia di Hoth ne L’Impero Colpisce Ancora.

I dialoghi di Ready Player One, sono anch’essi una citazione continua, e se cercavate qualche Easter Egg che si ricollegasse al Superman con Christopher Reeve, ecco che proprio Wade durante una delle prime discussioni con Art3mis cita Lex Luthor quando asserisce: ” Alcuni possono leggere Guerra e pace e pensare che sia solamente un libro d’avventure; altri leggono gli ingredienti su una cartina di chewing-gum e scoprono i segreti dell’universo”. Superman è citato anche nella scena in cui Parsifal/Wade, ormai diventato una celebrità agli occhi degli abitanti di OASIS, si camuffa assomigliando in tutto e per tutto a quel Clark Kent dietro il quale si nasconde l’indistruttibile Uomo d’Acciaio.

Altra chicca nei dialoghi sono il riferimento a film come Tutti Pazzi per Mary (riferito allo stile dei capelli un pò anni 90 di Wade), a Star Wars, Cocktail o Beetlejuice. Molti amanti del genere Fantasy avranno riconosciuto poi la formula usata dal Villain Sorrento per attivare lo schermo di energia a protezione della sua fortezza: Anáil nathrach, ortha bháis is beatha, do chéal déanaimh. Si tratta delle leggendarie parole pronunciate in Excalibur da Nicol Williamson nei panni di Mago Merlino, in un film diventato punto di riferimento per il genere da decenni.

Poi ci sono quegli Easter Egg inerenti personaggi entrati nell’immaginario collettivo, quali Deadshot, le Tartarughe Ninja, Batgirl, Spawn, i Transformers o i soldati zombie de L’Armata delle Tenebre… In Ready Player One ci sta solo l’imbarazzo della scelta!

Potremmo continuare per anni, probabilmente, ma ciò che ci premeva sottolineare, era lo straordinario lavoro di cucitura, di amalgama e al contempo la fantasia, che unita alla precisione millimetrica, fanno di Ready Player One uno dei film di maggior fascino di Steven Spielberg, sicuramente il più fantasioso che si sia visto al cinema da molti anni, e allo stesso tempo uno dei più nostalgici e romantici.

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