Passengers: la spiegazione del film

La spiegazione del finale e il finale alternativo di Passengers.

Passengers, il film di fantascienza con Jennifer Lawrence e Chris Pratt protagonisti, è una storia d’amore ai tempi dei viaggi interstellari. Un film che è allo stesso tempo eroico e romantico e che, pur presentandosi allo spettatore come appartenente al filone sci-fi, pecca di enormi mancanze che neanche lontanamente possono farlo entrare nell’olimpo dei film di genere. Ciò non toglie che la pellicola diretta da Morten Tyldum sia un ottimo prodotto d’intrattenimento abile nel fare leva sulle due star di Hollywood, le quali certo non mascherano una trama povera di contenuti.

Passengers: la trama del film tra amore e problemi interstellari

Lo sceneggiatore Jon Spaihts stila un plot in cui tutto ruota attorno ad Aurora (Jennifer Lawrence) e Jim (Chris Pratt), rispettivamente una scrittrice e un meccanico che, come altri 5 mila coloni (e i 258 membri dell’equipaggio), hanno scelto di abbandonare la Terra per svegliarsi, 120 anni dopo, su un altro pianeta: Homestead II. Peccato che dopo 30 anni di viaggio una meteora colpisca la navicella spaziale Avalon sulla quale viaggiano, causando delle anomalie al sistema e facendo svegliare Jim il quale, dopo un primo giro in solitaria, si accorge di essere completamente solo. Vani i tentativi di contattare la Terra (occorrono 55 anni per far recapitare il suo messaggio e ottenere una risposta) e trovare una soluzione per ritornare a dormire, Jim realizza in fretta che passerà il resto della sua esistenza rinchiuso in quella nave, fluttuando nello spazio, completamente solo, con l’unico conforto di un barista androide Arthur (Michael Sheen) – che sembra richiamare alla mente il barista di Shining.

Leggi qui la recensione di Passengers, il film con Chris Pratt e Jennifer Lawrence

Da tale sconforto matura l’idea, un anno più tardi, di svegliare Aurora Lane, una scrittrice sulla cui capsula si è imbattuto per caso. Una decisione che Jim non riesce a prendere subito, conscio del fatto che così facendo sacrificherà la vita di un’altra persona. Il ragazzo si confida con Arthur, confessandogli quanto farà e, manomettendo la capsula della donna di cui si è innamorato, la sveglia, facendo finta che tutto sia avvenuto per caso.
Le reazioni iniziali di Aurora non sono diverse da quelle di Jim: lei cerca di capire, di trovare una soluzione, di tornare in ibernazione, ma purtroppo non c’è nulla da fare.

Essendo gli unici due esseri umani a bordo dell’Avalon, Aurora e Jim finiscono per innamorarsi. Ma l’idillio è destinato a finire a causa di Arthur.

L’umanoide, che custodisce il segreto di Jim, si trova davanti alla coppia proprio il giorno del loro primo anniversario sulla nave (d’altro canto, in quale altro posto sarebbero potuti andare?). Il ragazzo ha preparato tutto per chiedere ad Aurora di sposarlo ma, mentre aspettando la romantica sorpresa, Aurora rivela al barista androide che tra lei e Jim non ci sono segreti. Arthur così si rivolge al ragazzo per avere conferma, ottenendola tramite il suo “Sì, hai sentito la signora”, intuendo dunque che lui abbia detto all’amata di come l’ha svegliata e di quanto sia stato difficile prendere quella decisione.

Ma all’apprendere la verità Aurora si arrabbia, paragonando l’atto di Jim a un omicidio e decidendo di evitarlo, di non parlargli più. A riunire la coppia provvede però un nuovo problema: stavolta a svegliarsi improvvisamente prima del previsto è il comandante Gus Mancuso (Laurence Fishburne), ufficiale di coperta che, essendo in grado di accedere ad aree vietate ai passeggeri, scopre che in quei due anni diverse funzioni della navicella sono state alterate causando dei danni nel sistema che, se non vengono risolti, causeranno la morte di tutti i passeggeri (tra le anomalie che Passengers ci mostra con enfasi vi è ad esempio la mancanza di gravità, che racchiude Aurora in una bolla d’acqua).

Intanto il comandante Gus, dopo aver appreso la sua imminente morte (l’anomalia della nave l’ha “avvelenato”), cede ad Aurora e Jim la sua carta d’accesso. Adesso la vita di tutti i coloni a bordo dell’Avalon è nelle mani della coppia.

Perché Jim e il comandante Gus si sono svegliati?

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Come viene spiegato dal comandante Gus Mancuso, il risveglio di alcuni membri dell’equipaggio è dovuto a un’anomalia del sistema che sta lentamente facendo affondare la nave. Nel film di Morten Tyldum vediamo come diverse cose vadano in tilt, tra cui anche Arthur, e apprendiamo che l’unico modo per risolvere tali danni tecnici è che un essere umano agisca direttamente. In questo senso, Jim è la persona giusta al posto giusto: se al posto di un meccanico si fosse svegliato un banchiere la nave sarebbe andata completamente alla deriva.
Il problema che affligge l’Avalon è l’instabilità del reattore a fusione; la meteora che si è abbattuta sulla navicella ha causato dei fori, occorre quindi sostituire il modulo del computer che sta monitorando il reattore e poi fare in modo che le fiamme vadano all’esterno. Il portellone d’uscita, però, è bloccato. Occorre necessariamente qualcuno che lo apra manualmente, mentre un altro provvede a far sfogare le fiamme.

Passengers: Chris Pratt e Jennifer Lawrence nelle nuove foto

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A livello emotivo qui c’è una svolta, una comprensione tra i due: Aurora infatti sa che si metterà di certo in salvo ma teme per la vita di Jim e non solo perché molto probabilmente lo ama ancora ma anche perché si rende conto che, se lui morisse, rimarrebbe completamente da sola. Capisce allora come si è sentito lui, ciò che l’ha portato a destarla dal lungo sonno. Ma per il momento Jim e Aurora hanno sulle spalle la vita di tutti i passeggeri: lui deve andare, aprire il portello e tenerlo aperto mentre le fiamme defluiscono. Sopravvive al fuoco, ma la sua tuta spaziale ha un buco che gli fa abbassare la temperatura e lo lascia senza ossigeno. Aurora non si arrende: va là fuori nello spazio e recupera il suo corpo, lo mette dentro l’Autodoc e riesce a riportarlo in vita.

Poco dopo, i due scoprono che attraverso l’Autodoc (una capsula medica) si può compiere il processo di ibernazione, ma la capsula è valida per una sola persona e Jim è già disposto a mettersi da parte per rimediare al danno causato ormai oltre un anno fa: in quel modo Aurora potrebbe svegliarsi a tempo debito, scrivere il libro che aveva sognato, poi ritornare sulla Terra per raccontare il futuro e quindi diventare una scrittrice affermata.

Tuttavia, da questo punto capiamo che i due scelgono di vivere insieme la loro vita sulla navicella e 88 anni dopo, quando l’equipaggio e gli altri passeggeri si svegliano (da notare il cameo di Andy Garcia nei panni del capitano), trovano l’Avalon completamente differente da come lo ricordavano, ricco di flora e fauna e con un libro da leggere: il racconto di Aurora. Ciò testimonia la scelta dei due di rimanere insieme per il resto della vita, scegliendo non di andare in un mondo migliore, ma di rendere migliore il posto in cui si sono trovati a vivere.

Passengers: finali alternativi?

Pare che la sceneggiatura iniziale di Passengers prevedesse ben altro. Se il finale che abbiamo visto al cinema ci mostra che Jim e Aurora hanno vissuto e sono morti sulla nave, senza però darci dettagli del come e quando ciò sia avvenuto, un altro finale prevedeva invece il prolungarsi di tale scena, che avrebbe potuto svelare ulteriori dettagli sul loro modo di vivere, che invece ci vengono dati solo in maniera approssimativa.

Un altro finale – appartenente a uno script precedente – prevedeva invece che, una volta sistemato il reattore, un’anomalia avrebbe causato la dispersione dei coloni nello spazio e la loro conseguente morte. In questo caso Jim e Aurora sarebbero rimasti soli sulla nave e, usando la banca del gene che contiene lo sperma e gli ovuli di tutti i passeggeri, avrebbero ripopolato la navicella. Così un’intera generazione sarebbe nata e vissuta lì dentro, mentre i loro pargoli avrebbero raggiunto Homestead II.

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