Nell'erba alta

Il regista e sceneggiatore italoamericano Vincenzo Natali prende come punto di riferimento il romanzo scritto da Stephen King e dal figlio Joe Hill per elaborare il film, disponibile su Netflix, Nell’erba alta. Un horror in cui convogliano diversi temi cari all’autore di IT, ma che non lesina difetti nell’evoluzione della trama o nell’introspezione psicologica dei personaggi.

Nonostante ciò, la pellicola con protagonisti Patrick Wilson, Laysla De Oliveira, Harrison Gilbertson, Avery Whitted, Rachel Wilson e Will Buie Jr., riesce a suscitare il giusto interesse del pubblico ma soprattutto a seminare lungo il tragitto diverse domande, scaturite dall’uso smodato di loop temporali e dalla presenza di differenti tasselli che sembrano non trovare la giusta collocazione una volta giunti al termine.

ALLERTA SPOILER! Se non avete visto Nell’erba alta vi consigliamo di non leggere

Nell’erba alta racconta la storia dei fratelli Becky e Cal DeMuth, in viaggio verso San Diego. A un certo punto Becky (Laysla de Oliveira), in stato di gravidanza, chiede al fratello di accostare. La sosta davanti a un campo di erba alta risulta fatale. I due vengono infatti attirati dalla voce di un bambino in cerca di aiuto e si addentrano tra la vegetazione, ma presto si rendono conto che qualcosa non va: tempo e spazio sembrano essere monopolio dell’erba. Separati e incapaci di trovare la via del ritorno, durante la loro permanenza in quel luogo misterioso fanno la conoscenza di Tobin (Will Buie Jr.), il bambino scomparso che chiedeva aiuto, e poi dei genitori di lui, l’eccentrico e inquietante Ross (Patrick Wilson) e la spaventata Nathalie (Rachel Wilson).

Col trascorrere dei minuti ci si accorge che ognuno di loro è stato attratto dalle voci di chi diceva di essersi perso: Ross, Tobin e Nathalie da quella di Travis (Harrison Gilbertson), il fidanzato di Becky che inizialmente fugge dalla responsabilità di diventare padre; Becky e Cal da quella di Tobin. Immersi in un ciclo concatenato di eventi, sono condannati a errare perennemente e a fare scelte che, seppur diverse, li condurranno tutti a un’unica sorte: la morte per mano di Ross Humbolt. L’unica speranza di uscire da quel luogo sta nel toccare una misteriosa roccia nera ricca di incisioni e in grado di donare loro la visione della strada maestra. Peccato però che toccarla significa anche non lasciare mai quel posto.

Nell’erba alta: cosa succede nel finale del film?

nell'erba alta cinematographe.it

Cosa accade alla fine della pellicola? Vediamo Becky che riesce a sfuggire alla furia di Ross Hombolt, servendosi di un paio di forbicine per pugnalarlo negli occhi per poi finire vittima di alcune figure che emergono dall’erba alta con corpi umani e volti erbosi. Essi la conducono fino alla Roccia Nera del Redentore, dove partorisce. Una volta desta scorge il volto di Cal e ci viene mostrato il feto privo di vita della sua bambina. Dopo aver perso nuovamente conoscenza, Becky si sveglia e ritrova Cal, stavolta intento a imboccarla. Lo spettatore intuisce subito che si tratta di carne umana e nello specifico del corpo della bambina, ma la ragazza continua a mangiare, domanda cosa sia e lui risponde “Erba. Solo erba”, ma troppo tardi lei si rende conto della vera consistenza della pietanza e sempre troppo tardi si accorge che a farle tutto questo non è stato Cal, bensì Ross.

Quando Travis e Tobin arrivano nella radura Becky sta quasi per morire. Travis viene attaccato da Ross, che lo trafigge con un osso rotto estratto dal fango e, dopo averlo colpito, si precipita sul figlio Tobin. A salvare il bambino però è Becky che, con le ultime forze in suo possesso, strappa l’occhio all’uomo per mezzo della sua collana, cadendo poi per terra esanime. Rendendosi conto che anche per lui sta per morire, Travis decide di toccare la roccia e scoprire la strada, così prende per mano Tobin e lo porta via, facendogli promettere che farà in modo di evitare tutto ciò che è accaduto.

Vediamo infatti il bambino all’interno della Chiesa. Scorgendo dalle vetrate egli si accorge dell’auto di Becky e Cal. Ascoltano proprio il suo grido d’aiuto e sono in procinto di addentrarsi nell’erba alta, ma riesce a convincerli a non entrare e grazie alla collana insanguinata che gli mostra Becky decide di andare via, di portare Tobin alla stazione di polizia e non dare più la sua bambina in adozione. Nella scena finale vediamo Travis sdraiato sull’erba, mentre soccombe a causa del colpo mortale.

Nell’erba alta: piccole differenze tra libro e film

Il finale del libro scritto da King e Hill è meno bello rispetto a quello del film, poiché la storia si conclude con Cal che tocca la roccia costringendo la sorella a mangiare la sua bambina. La narrazione dell’aborto è molto più cruenta, con Ross che si accanisce su di lei a calci e percosse. Quando Becky si accorge di cosa ha realmente mangiato è sconvolta e inorridita ma Cal e Tobin le dicono che se toccherà la Roccia si renderà conto che sua figlia sta bene, comprenderà l’erba e ne diventerà parte. Lei esegue.

In conclusione vediamo un gruppo di ragazzi in camper che sostano proprio vicino alla Chiesa della Roccia Nera del Redentore per fare un picnic, ma vengono attratti dalle voci di una donna e di un ragazzo, così lasciano ciò che stavano per fare e si addentrano nell’erba alta. Così termina il libro, facendoci quindi intendere che il ciclo di vittime continua.

Ma tornando al film Netflix, Travis è rimasto intrappolato nell’erba alta?

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Il ragazzo nel finale ha deciso di sacrificarsi per aiutare Tobin e in automatico Becky e Cal che, se avvisati per tempo, non si sarebbero mai immessi in quell’assurda e omicida missione. In questo modo egli ha però rotto il ciclo, aiutando anche Ross e Nathalie e presumibilmente anche lui, o meglio una versione passata di sé. In ogni caso l’ultima scena del film sembra suggerirne la morte, con Travis che viene assorbito dalla vegetazione, ma attenzione: quando lui va in cerca della fidanzata e del cognato dice loro che sono scomparsi da due mesi (e le condizioni dell’auto e del panino che giace sul sedile del passeggero ne sono la prova), ciò significa che, se ha fatto in modo di interrompere quel ciclo prima che iniziasse, anche lui doveva essere da un’altra parte 8magari a casa, vivo!).

Diversa invece è la situazione degli Humbolt, che sembrano essere arrivati alla Chiesa per primi, attirati nell’erba dalla voce di Travis. Nessuno ha impedito loro di entrare, quindi molto probabilmente sono morti e il piccolo Tobin è rimasto orfano.

Nell’erba alta e la spiegazione dei viaggi nel tempo

Estremamente caotici risultano certamente i viaggi temporali inseriti nel film. Comprendiamo di certo che il tempo assume un altro valore all’interno del campo, scorre più velocemente e fa perdere la bussola a chi si trova immerso nell’erba alta. Inoltre, passato, presente e futuro dei protagonisti sembrano concatenarsi senza logica e senza memoria. Solo Ross, che ha deciso di toccare la Roccia e accedere alla conoscenza, sa che le diverse azioni e le varie scelte si sono già compiute una volta, ma la presenza dei cadaveri di Cal e Becky ci proibisce di pensare che a compierli siano stati gli stessi personaggi che conosciamo. Essi sembrano ignorare le altre versioni di se stessi, come se vivessero in molteplici universi paralleli, tutti accessoriati di un corpo e di un pensiero a sé stante.

Potremmo pensare quindi che ognuno di loro abbia un’opportunità anche al di fuori di ciò che abbiamo visto ma la spiegazione più plausibile è che a salvarsi siano solamente Tobin, Cal e Becky, mentre Travis, Ross e Nathalie restano intrappolati nel campo d’erba divenendone parte, come chissà quanti altri prima di loro.

La Chiesa della Roccia Nera: quante vittime?

Scendendo nei dettagli del film di Vincenzo Natali, è chiaro come all’interno del film assuma un significato centrale la Chiesa della Roccia Nera. Le incisioni che l’adornano, il sacrificio che essa richiede e il culto a cui fa riferimento rimangono espressi molto superficialmente, ma stando anche ai dettagli che rivela il libro, tutte le auto parcheggiate accanto alla chiesa appartengono alle vittime. Tutte infatti sono abbandonate e ricoperte di polvere ed è chiaro che gli abitanti del luogo conoscano bene il pericolo che si corre addentrandosi nell’erba alta, perciò la temono e probabilmente la adorano, facendo in modo di offrirgli esseri umani in sacrificio.

Come dice Ross Humbolt, la Roccia Nera esiste da prima che i continenti si spostassero, è il centro dell’America. La scena in cui il terreno antistante si apre per rivelare un ammasso di corpi contorti sottolinea che la roccia ha mietuto vittime per molte migliaia di anni. La sua vera natura e origine, come i dettagli nitidi di come esattamente distorce il tempo e lo spazio, sono deliberatamente avvolti nel mistero.
Una volta toccata la roccia le persone vengono “redente”, diventando tutt’uno con l’erba alta. Le figure con la testa erbosa che portano Becky alla Roccia Nera del Redentore potrebbero essere individui che nel tempo sono stati riscattati e trasformati, o magari i servi originali della Roccia Nera.

Concludendo, possiamo dire che una spiegazione univoca de Nell’erba alta forse non esiste, ma il suggerimento sembra chiaro: se dovesse capitarvi di ascoltare delle voci provenire dai campi rimettetevi in viaggio senza pensarci su due volte!

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