Madame: il finale del film con Harvey Keitel e Toni Colette

Madame presenta un finale inaspettato e contrario al canonico lieto fine...analizziamolo insieme nel dettaglio.

In Madame una coppia di benestanti statunitensi decide di prendersi una pausa e trasferirsi nella loro residenza parigina dove, a servirli, c’è la fedele Maria, la loro governante spagnola. Organizzando una cena di gala per alcuni altolocati, la padrona di casa Anne si rende conto che la tavola sarebbe stata apparecchiata per 13 persone: per ovviare a questo increscioso fatto, chiede a Maria di vestire i panni di una nobildonna spagnola, dal passato nebuloso quanto la sua reale quotidianità.

Complici la buona compagnia e qualche bicchiere di troppo, Maria finisce con il legare una particolare sintonia con uno degli invitati. Anne, però, non accetta che il loro rapporto prosegua e farà di tutto per sabotare la relazione.

Madame ha una sola vera star, Rossy de Palma, che brilla anche in un finale trattenuto

La commedia firmata da Amanda Sthers trova nella commistione di diverse culture e provenienze geografiche una chiave di volta interessante per dare vita a una lotta feroce e sopra le righe che fa vivere la narrazione. Harvey Keitel è molto abile nel portare il suo personaggio sullo schermo, ma nulla può in confronto alla guerra fredda (ma non troppo) che scoppia tra Toni Colette, nei panni dell’altezzosa Anne, e Rossy de Palma, che interpreta invece la focosa domestica. Al di là della comicità di alcuni scambi di battute e i rocamboleschi tentativi di neutralizzare l’avversaria, le due donne mettono in scena un botta e risposta ritmato e sagace che vede l’altro coinvolto nella vicenda, il britannico David sedotto da Maria, quasi come una mera comparsa, una pedina funzionale al gioco instaurato tra le due vere protagoniste.

Madame - Cinematographe.it

Toni Colette nei panni di Anne, altezzosa protagonista di Madame.

Nonostante i tentativi, però, è la speranza di un amore stabile e duraturo ad avere la meglio e il finale dolceamaro pone fine alla lotta tra Anne e Maria ristabilendo lo status quo sociale e, soprattutto, lasciando integra l’identità della governante. La domestica e il bel David vivono una sorta di moderna versione di Cenerentola, mettendo in discussione anche i più profondi pregiudizi sociali, che si scontrano però con i bisogni di lei che già molte battaglie deve combattere quotidianamente. L’invidia di Anne insieme alla sua frustrazione per un matrimonio (e una vita) in pieno stallo si ripercuote su Maria, capro espiatorio dai modi prorompenti e appassionati, capace di conquistare tutti, pubblico compreso. Madame deve infatti molto al personaggio di Rossy de Palma e sembra ricompensarla con il finale tutto a suo pro, accettando finalmente non tanto le promesse di un futuro più altolocato quanto la sua propria identità, con il cuore volto a proteggere, prima di tutto, la figlia.

Per molti versi, il finale risulta inaspettato e contrario al canonico lieto fine: eppure la complicità con la risolutezza di Maria esce tutta da quello sguardo sagace del finale, da quelle parole sussurrate a David e impossibili da udire dal pubblico. Non si sa quale sia la grande rivelazione fatta all’uomo, il finale resta aperto lasciando spazio a ogni possibilità successiva al finale del film, ma ciò che è certo è che il ritratto femminile offerto dalla coppia Sthers/de Palma è uno di quelli che, proprio grazie a una conclusione sospesa eppure decisa, mette pace nel cuore dello spettatore. Fino all’ultimo la lotta tra le due donne vede opposti due stili di vita e ceti sociali diversi, mentre il finale svela invece che il vero dibattito è tutto intorno a Maria e alla sua identità; sfruttando un linguaggio forse naïf e manicheo, ma dalla sicura riuscita.