Lilli e il vagabondo (2019): il film Disney+ è adatto all’età dei vostri figli?

Il nuovo live action Lilli e il vagabondo sarà adatto all'età dei tuoi figli o nipoti? Ecco qualche riflessione da fare prima della visione...

- Ultimo aggiornamento: 10 Aprile 2020 13:14 - Tempo di lettura: 5 minuti

Sulla piattaforma Disney+ è arrivato il nuovo live action Disney Lilli e il vagabondo, titolo scelto come traino per il lancio della nuova piattaforma streaming. Il film è il remake dell’omonimo classico, intramontabile, d’animazione del 1955: la storia è un mix di romanticismo e avventura da cui è praticamente impossibile non passare al meno una volta nella vita. Rispetto all’originale cambiano solo alcuni piccoli dettagli, principalmente orientati a voler adattarsi alle esigenze della società moderna in fatto di storie, dettagli che potremmo associare ad una strada inclusiva, da molti definita semplicemente politically correct, che da tempo la Disney sta battendo (famiglia interraziale, numero maggiore di personaggi femminili e famiglie allargate). Rispetto agli altri live action di casa Disney, Lilli e il vagabondo si avvale dell’utilizzo di attori canini e non di CGI come già avvenuto per Il Re Leone e Il Libro della giungla.

La trama del film è dunque la stessa del cartone animato degli anni ’50. Lilli e il Vagabondo infatti inizia nella notte di Natale quando un cucciolo di cocker spaniel, viene adottata da Tesoro e Gianni Caro, una coppia della media-borghesia d’inizio ‘900. Tutto è idilliaco e il rapporto tra i padroni e l’animale domestico che viene chiamata Lilli va a gonfie vele. Presto però la dolcissima cagnolina è costretta ad affrontare un arrivo del tutto inaspettato: i suoi padroni infatti diventano genitori e da quel momento sembra che tutte le loro attenzioni siano concentrate sulla nuova arrivata. Nel frattempo Lilli incontra Biagio, uno shnauzer randagio che vive alla giornata, sempre in mezzo a guai per recuperare un po’ di cibo. I due diventeranno presto amici e saranno protagonisti di tante avventure all’insegna del sentirsi liberi di essere chi si sceglie di essere.

Il live-action di Lilli e il Vagabondo è adatto ai bambini?

Ma ora veniamo alla tanto attesa domanda: il film è adatto ai bambini? E da quale età possono fruirne al meglio la storia? Analizziamo le principali categorie che aiutano a capire a quale età è adatto Lilli e il vagabondo. Di temi positivi ce ne sono diversi, primo su tutti quello dell’affetto della famiglia, inoltre di positivo c’è anche la durata del film che si svolge in 104 minuti, meno di due ore, una lunghezza giusta per permettere anche ai più piccoli e in generale ai meno concentrati di mantenere l’attenzione sullo svolgimento della trama. La scelta poi di usare degli animali veri di sicuro farà effetto sui più piccoli, l’effetto negativo sarà per gli adulti che troveranno alquanto innaturali i movimenti e le espressioni dei quadrupedi. Per quanto riguarda la violenza ci sono un paio di scene di tensione, con scene fisiche ma anche angoscianti dal punto di vista psicologico, affrontabili con l’aiuto di un adulto. Scene di sesso praticamente assenti, il linguaggio è pulitissimo ed infine alcol e droga non hanno scene rilevanti.

1. Lilli e il vagabondo, quali sono i temi positivi del film Disney+?

lilli e il vagabondo cinematographe.it

Il film del 1955, come il live action del 2019, hanno al centro il tema dell’amore, dell’affetto e della lealtà. I più adulti sanno molto bene quanto sia importante la sensazione di sentirsi amati, protetti e al sicuro nella cerchia dei propri affetti è tutto, e lo è ancor di più per i bambini. Questo film punta l’attenzione su questo aspetto e su come a volte si compiono scelte sbagliate per screzi e perdita di fiducia nei confronti dell’altro. È quello che capita a Lilli che pensa di essere stata abbandonata dai padroni, ma principalmente quello che è successo a Biagio per colpa di padroni che si sono rivelati sleali, tanto da abbandonarlo. Tra gli altri temi c’è anche quello della scoperta di sé, della crescita e dell’avventura: Lilli seguendo gli eventi è costretta a fuggire e realizzare di essere sola. Per fortuna ha come mentore Biagio che la metterà di fronte ad alcuni aspetti della vita, segnando la crescita della cagnolina. Come sappiamo il lieto fine lascerà una morale ben precisa: anche nella ribellione è importante ascoltare sempre i propri sentimenti, riflettere sulle proprie scelte e non dimenticare mai la propria provenienza. I co-protagonisti del film aiutano anche ad affrontare il tema degli affetti anche verso gli amici.

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In questo film viene affrontato anche il tema dell’animalismo e dell’amore verso gli animali. Sotto questo aspetto sono molto importanti le scene che si svolgono nel canile, dove ci sono tanti cani che non hanno la possibilità di essere adottati perché ormai grandi. Questi momenti anche se in modo meno presente rispetto agli altri temi introducono il tema della carità, dell’aiuto ai meno fortunati e all’importanza di prendersi cura dell’altro.

2. Ci sono scene tristi o di violenza in Lilli e il Vagabondo (2019)?

lilli e il vagabondo cinematographe.it

Chi ha già visto l’originale di Lilli e il Vagabondo sa che ci sono pochi elementi di violenza anche se alcune sequenze possono essere molto angoscianti. Questo film Disney è noto per non avere un vero antagonista da combattere come accade nella maggior parte delle avventure dello studio cinematografico. L’assenza del cattivo però non rende il film meno angosciante di altri film. In articolare c’è una scena in cui Biagio deve combattere con un cane infuriato a causa di un poi-pro-quo con Lilli e nel finale, sempre il vagabondo, si ritrova in una colluttazione con un topo minaccioso. Se nel cartone animato c’era il filtro del disegno, nel live action tutto assume connotazioni più realistiche. Il sangue è mostrato in minima parte ma la situazione in generale potrebbe far sorgere una sensazione di spavento nei più piccoli.

Ci sono però anche altri momenti in cui però la violenza che emerge è più psicologica che fisica, partendo prima di tutto dalla profonda perdita emotiva di Lilli. La cagnolina si sente abbandonata dai padroni, che come sappiamo semplicemente staranno via per qualche giorno, crede che non le vogliano più bene e questo rappresenta uno shock che potrebbe essere difficile da affrontare per un bambino di 4\5 anni. C’è anche un’altra scena di rilievo, ovvero l’arrivo dei perfidi gatti siamesi (non più asiatici) che dopo aver distrutto il salotto della casa di Lilli, causano la fuga della cagnolina che viene incolpata per il disastro. Infatti dopo il disastro a casa la zia Sarah (in qualità di dog sitter) porta Lilli a mettere una museruola. Si tratta di una scena epidermicamente fastidiosa se non straziante: la cagnolina piange e si lamenta per evitare che sia punita ingiustamente, oltre che immobilizzata causandole dei problemi.

3. Linguaggio, scene di sesso e alcol e droga

Lilli e Il Vagabondo

Nel film non ci sono parole fuori posto. Tutti i dialoghi sono accessibili ai bambini di qualsiasi età. Anche per quanto riguarda le scene di sesso il film ha il semaforo verde: come sappiamo la storia d’amore tra i due cagnolini è pudica e tutta orientata al romanticismo (come dimenticare la mitica scena nel retro del ristorante italiano, con tanto di tovaglia a quadretti, il piattone condiviso con spaghetti meatball e l’indimenticabile melodia Dolce Sognar in sottofondo). Per quanto riguarda la droga, questa è completamente assente dalle scene del film, mentre l’alcol è semplicemente una bevanda che sorseggiano gli umani in una breve scena, ovvero il baby shower di oggi.

Facendo la somma di tutti questi aspetti è evidente che il live action di Lilli e il vagabondo è un film decisamente accessibile anche ai bambini dai 4\5 anni in su. È ovvio che rispetto alla sensibilità dei vostri bambini sarà necessario accompagnarli nei momenti più complicati, la scena del guinzaglio, l’ultimo viaggio al canile e la concitata scena finale in cui Biagio combatte contro il topo. Anzi saranno forse proprio i più grandi a non apprezzare al massimo il film che pecca soprattutto nel reparto degli effetti speciali e perde tutte le sfide contro il classico di animazione del 1955.

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