La Mia Vita è Uno Zoo Cinematographe.it

Scosso dalla tragica morte della moglie, Benjamin (Matt Damon) decide di cambiare totalmente vita: lascia il lavoro e prende i due figli per trasferire la sua famiglia in una nuova casa, lontano da ricordi dolorosi. La dimora prescelta, però, si trova isolata dal mondo civilizzato, con tanto di slogan che promette di essere “lontano almeno 9 miglia dal supermercato più vicino”. Non solo: la casa è adiacente a uno zoo che, chi decidesse di acquistare la tenuta, deve anche mantenere attivo. Benjamin diventa quindi il nuovo proprietario e custode dello zoo e, con l’aiuto di Kelly e di altri addetti, riesce a mantenere in piedi sia l’attività, sia la sua vita.

Frasi che sono come sipari in La Mia Vita è Uno Zoo, come la famosa citazione sui 20 secondi di coraggio

La dipartita della compagna di vita del protagonista mette in moto nel personaggio varie riflessioni e dibattiti che fuoriescono dal suo intimo fino ad arrivare ai suoi figli, prima, e ai dipendenti, poi. Come nella migliore delle tradizioni, Benjamin deve rimettere in sesto se stesso, soprattutto per quanto riguarda il suo rapporto con l’altro sesso, creando quasi una sorta di rapporto complicato tra uomini e donne che resta come un sottofondo per tutta la durata del film. Una diatriba di genere che resta sempre a livello infantile, quasi come si dovesse imparare di nuovo a relazionarsi con gli altri. Proprio su questo punto battono molte delle frasi più salienti delle conversazioni, in cui i figli tra loro o Benjamin in prima persona mettono in scena dei siparietti tanto sibillini quanto profetici.

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Basti pensare alla celeberrima risposta che Kelly dà a Benjamin di fronte a queste sue difficoltà:

Parlare con le ragazze è facile. Dicono tutto loro. Il segreto del parlare è ascoltare.

Così la ragazza gela le paure del protagonista, rivelando grandi verità, lineari e pure semplicistiche, con cui indiziare nuovamente a prendere dimestichezza con i rapporti umani, soprattutto con il sesso femminile. Mentre da un lato quindi si trovano la sagacia e la saggezza femminile, dall’altro lato l’animo romantico e riflessivo di Benjamin emerge dai suoi aforismi:

Credo di aver capito che quando ami qualcuno così tanto, così intensamente, così a lungo, non te ne puoi più liberare ovunque tu vada. E questo ti capita una sola volta nella vita.

Oppure ancora, ripensando alla sua situazione di stallo, incapace com’è di procedere in qualsiasi direzione, almeno in apparenza:

Sai, a volte tutto ciò di cui hai bisogno sono venti secondi di coraggio insensato. Davvero, venti secondi di audacia imbarazzante. E ti assicuro che ne verrà fuori qualcosa di buono.

A fare da contraltare a tutta questa saggezza e serietà che grava sui volti dei protagonisti, due teneri Scarlett Johannson e Matt Damon, arrivano i figli di Benjamin i quali, con la loro quotidianità da fratelli pronti a scontrarsi e dilaniarsi per delle sciocchezze senza intaccare mai il loro affetto reciproco, non perdono occasione di prendersi gioco l’uno dell’altro, con ironia e sagacia. Dylan, il maggiore dei due, è anche colui che porta sullo schermo il problema della crescita e con esso le varie difficoltà del capire che posto avere nel mondo. Questa parte delle sue dinamiche intime può però condividerle con il padre, anche lui alle prese con una specie di ridefinizione di sé. E nelle sue espressioni semplicistiche e impacciate si ritrova la dimensione puerile che si appresta ad abbandonare.

Sai quando ti rendi ridicolo se dici qualcosa…e ti rendi ridicolo se non dici niente?

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