Il Gigante: le curiosità sull’ultimo film di James Dean, finito di girare poco prima dell’incidente mortale

Il Gigante, ultimo film di James Dean, fece la Storia del Cinema. Ecco alcuni retroscena che contribuirono a renderlo celebre.

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Il Gigante, film del 1956, diretto da George Stevens, è ricordato, oltre che per l’Oscar alla Miglior regia e per una serie di retroscena che hanno condizionato riprese e distribuzione, anche per essere l’ultimo dei 3 film in cui compare, nel ruolo di protagonista, l’attore James Dean, scomparso all’età di 24 anni in un incidente stradale, avvenuto subito dopo la fine delle riprese. Candidato a 9 Oscar, tra cui quello come Miglior attore protagonista a Dean, il film è tratto dal romanzo di Edna Ferber e nel 1998 è entrato nell’American Film Institute tra i migliori 100 film statunitensi di tutti i tempi. Il Gigante è stato un film che ha anticipato l’incombente cambiamento della società americana, nonostante abbia al suo interno molti elementi fittizi e non sia da considerarsi un manifesto di un’America in divenire.

Dopo più di 50 anni Il Gigante è ancora definibile come il film più “texano” di sempre. Si tratta di una delle produzioni mainstream di Hollywood più grandiose e insolite degli anni ’50, una celebrazione delle virtù e tradizioni dello stato del Texas, e al tempo stesso una denuncia delle sue tragiche mancanze. Si dice che quando venne annunciato che sarebbe stato tratto un film dal libro di Edna Ferber, esplicitamente critico nei confronti della stato, molti abitanti del Texas sarebbero pronti a sparare allo schermo del cinema all’uscita di Il Gigante; anzi un idealista di Houston chiese l’impiccagione pubblica di Ferber; una battuta satirica, ma che chiariva un punto fondamentale, e cioè il motivo per il quale la sceneggiatura si è allontanata sempre di più dal libro, cosa che Ferber non ha del tutto apprezzato.

I Giganti un film iconico e leggendario

Il gigante - Cinematographe.it

Basti citare 2 scene profondamente diverse, quando ad esempio Jett Rink serve il tè a Leslie o quando, durante la rissa, l’allevatore Bick difende il nipote. Cambiamenti che insieme al casting hanno poi fatto la differenza nel consenso che il film ha raccolto alla sua uscita. I protagonisti della pellicolea di Stevens erano infatti 3 delle più iconiche star del cinema dell’epoca: Elizabeth Taylor, Rock Hudson e James Dean che, calati nella storia, raccontano il Texas agli albori di due cruciali e profonde transizioni del 20º secolo. Come la rapida sostituzione del bestiame con il petrolio e l’estensione dei diritti civili alle donne e alle minoranze razziali. L’espediente di trama racconta al meglio entrambi i temi: il matrimonio tra Bick Benedict, testardo e stoico barone, allevatore di bestiami, e Leslie, schietta moglie di sangue blu. Leslie nel corso del film critica spesso Bick per come tratta il personale domestico della sua famiglia, fino a quando non si oppone a lui e ai suoi amici per aver escluso le donne quando si parla di affari.

Altro personaggio fondamentale nel racconto di Il Gigante è Jett Rink, proprietario risentito di una ranch che troverà una grande quantità di petrolio in un terreno lasciatogli in eredità dalla sorella di Bick. Con una durata di 3 ore e mezza, che superava di un’ora la stima dei produttori della Warner Bros., Il Gigante è passato alla Storia anche per un ritardo di settimane nelle riprese e per esser andato fuori budget di milioni di dollari. Stevens ha girato più di 259.000 metri di pellicola, che hanno infatti richiesto un anno per il montaggio completo. La troupe, composta da 300 attori e 300 tecnici, ha girato per più di 100 giorni, di cui 38 vicino Marfa, parte dello stato che veniva chiamata “desplobado”, cioè “inabitabile”. Nonostante questo non sono mancati i curiosi che venivano a vedere il set o ad assistere a qualche ripresa, per non parlare della stampa: il Dallas Morning News, il Fort Worth Star – Telegram e il Big Bend Sentinel hanno tutti ampiamente coperto i giorni di ripresa.

L’ultimo film di James Dean

Il Gigante - cinematographe.it

Tra strane situazioni per una piccola città del Texas occidentale, chiari inganni cinematografici, qualche imbroglio e scherzo sul set, le riviste scandalistiche dell’epoca hanno citato, parlando del film, l’omosessualità di Hudson, che divenne uno dei temi più seguiti in un’America degli anni ’50. Molti critici, così come il regista Stevens e l’attore Hudson, hanno sempre sostenuto che “il film Il Gigante appartiene a James Dean“, ossessionato dalle corse, ancora profondamente provato dalla morte della madre quando aveva 9 anni, e anche lui, all’epoca, inseguite dal mondo del gossip, che era molto interessato alla sua “sessualità ambigua”, come veniva chiamata. C’è da dire che James Dean era all’apice del successo, East of Eden di John Steinbeck l’aveva reso una star, cosa che Rebel Without a Cause non fece che confermare.

L’unica differenza del film Il Gigante è che, fino a Rebel Without a Cause James Dean era ancora l’idolo adolescenziale dallo sguardo magnetico e tenebroso, tanto da stabilire un nuovo archetipo di fascino americano. Il Gigante suggerì invece quel tipo di attore che Dean sarebbe potuto diventare se quel 30 settembre del 1955, alla guida della sua Porsche 550 Spyder, le cose fossero andate diversamente. La prematura morte di Dean fu solo l’inizio della sua leggenda, che continuò con l’uscita, l’anno successivo, del suo ultimo film, Il Gigante. Molti giovani prima e intere generazioni poi si modellarono sul personaggio di James Dean, figura di culto e icona pop senza tempo.

 

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