George Lucas: 6 curiosità sul padre di Star Wars e Indiana Jones

Dalle corse automobilistiche al grande cinema; tutte le curiosità su colui che ci ha permesso di viaggiare "in una galassia lontana lontana".

Il 14 maggio 1944 segna la data di nascita di uno dei più importanti, geniali ed amati registi di tutti i tempi: George Lucas. A lui dobbiamo, non solo l’immortale saga di Star Wars, ma anche le avventure di Indiana Jones (di cui ha scritto tutte le sceneggiature), la produzione di uno sterminato numero di pellicole appartenenti ai generi più disparati, ma tutte fantasiose e creative. E di creatività, fantasia nonché di sorprese la vita di George Lucas ne ha avute parecchie! Di seguito troverete le più incredibili e sorprendenti sulla vita dell’asso del cinema californiano.

Alcune curiosità su George Lucas, il padre di Star Wars e Indiana Jones

In origine doveva essere Flash Gordon

George Lucas Cinematographe.it

A tutti è nota la grande passione di George Lucas per Flash Gordon, che è stato sicuramente una delle fonti di ispirazione più importanti per il suo lavoro su Star Wars. Tuttavia ben pochi sanno che poco dopo aver scritto la sceneggiature per il bellissimo American Graffiti, Lucas voleva riportare sullo schermo le avventure del celebre avventuriero spaziale creato nel 1934 da Alex Raymond. Era il 1971 e per Lucas i tempi erano maturi per un nuovo tipo di narrazione; decise così di recarsi direttamente a New York, assieme all’amico Francis Ford Coppola, per trovare finanziatori interessati ad un progetto che già aveva avuto il benestare della potente United Artists. Tuttavia la King Features Syndicate, che deteneva i diritti di sfruttamento del celebre eroe intergalattico, rifiutò ogni proposta avanzata da quello strano ragazzotto, che decise di creare ex novo un’epopea fantasy ambientata nello spazio. Il resto, come si suol dire, è storia…

Il miglior amico dell’uomo

George Lucas ha sempre avuto tra le sue numerose passioni anche quella dei cani. Ebbene al suo cane dobbiamo sicuramente molto. Perché? Beh perché si chiamava Indiana! Avete capito bene, come il leggendario archeologo interpretato da Harrison Ford. Nel pieno dello script per il primo episodio della saga, diretto da Steven Spielberg, Lucas pensò ad un nome eccentrico per il protagonista, un po’ selvatico; scelse così di rendere omaggio al suo grosso e coccoloso Alaskan Malamute. L’importanza di Indiana nella carriera e nelle scelte di George Lucas, però, non finisce qui…

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George Lucas trovò in Indiana un’importante fonte di ispirazione mentre stilava la sceneggiatura iniziale per Star Wars – Una Nuova Speranza. Era abbastanza sicuro di voler affiancare a Han Solo, una spalla un po’ selvaggia e sui generis, qualcosa che fino ad allora non si era ancora visto.

Il mio cane Indiana” confessò in seguito George Lucassi sedeva sempre affianco a me sia quando lavoravo alla sceneggiatura, sia quando guidavo. Era un cane enorme, più grosso di me, leale, divertente, tenace e anche carismatico da certi punti di vista. Aveva qualcosa di particolare“. Mentre creava il celebre Chewbecca, George Lucas decise che la spalla di Han Solo sarebbe dovuta essere qualcosa o qualcuno di grande, grosso e bestiale, ma avrebbe dovuto avere anche qualcosa di rassicurante, di gentile e familiare, che solo un grosso cane da compagnia poteva avere.

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Chewbe, questo il soprannome del leggendario e corpulento ammasso di pelo più famoso della fantascienza. Chewbacca, fu interpretato in quasi tutta la saga da Peter Mayhew, affetto dalla Sindrome di Marfan e che ad oggi è alto qualcosa come 2 metri e 21!

Corse con gli sgusci

George Lucas da bambino non pensava molto al cinema. La sua vera passione erano le auto da corsa e sperava, un giorno, di diventare pilota professionista. A tale proposito, ha rivelato di essere stato sovente uno studente abbastanza svogliato, dal momento che ogni sua energia era riversata nella costruzione, ideazione e modifica di motori e parti di auto. Ma il 12 giugno 1962, George Lucas dovette forzatamente dire addio al suo sogno d’infanzia e poco ci mancò al dover dire addio anche a qualcosa di più…

A bordo della sua FIAT Bianchina, stava infatti rientrando al ranch di famiglia presso la piccola e noioso città di Modesto, quando venne sfidato da un amico ad una improvvisata gara di velocità. Fast & Furious non c’era ancora ma in ogni caso il nostro George accettò in pieno stile Toretto, solo per ritrovarsi nel giro di pochi istanti coinvolto in un incidente terrificante. L’auto fu colpita dalla Chevrolet del compagno e si ribaltò per poi andare a sbattere contro un albero. Lucas venne sbalzato fuori dalla vettura, poiché non indossava le cinture di sicurezza. Tuttavia, proprio la poca attenzione alle norme di sicurezza, gli salvò la vita: la mancanza delle cinture di sicurezza gli permise di salvarsi dall’impatto con l’albero, che avrebbe avuto altrimenti conseguenze sicuramente fatali. Lucas dovette comunque affrontare una lunga degenza visto che aveva riportato lesioni ai polmoni, nonché diverse fratture. Rimase in coma per due giorni.

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L’incidente segnò l’addio di George Lucas al suo sogno di diventare pilota; decise così di studiare fotografia cinematografica presso il Modesto Junior College, per poi proseguire gli studi all’USC. Negli anni però la passione di George Lucas per le auto, le corse e la velocità non si è affatto attenuata, anzi, la stessa saga di Star Wars, così come quella di Indiana Jones, sono piene zeppe di gare di corsa, automobili, sorpassi, piloti leggendari…prima tra tutte la celeberrima Corsa degli Sgusci in Ep. I – La Minaccia Fantasma, dove Lucas volle onorare la sua infanzia e giovinezza, le migliaia di ore passate a sognare di diventare un nuovo Nuvolari o Lauda. In fin dei conti i sogni non conoscono albero od incidente che possano fermarli.

A testimonianza di questa passione per le auto e le corse, è rimasta impressa nella memoria di molti addetti ai lavori la visita che Lucas fece nel 2014 presso gli Stabilimenti e le Scuderie della Ferrari, dove poté ammirare la culla di quella che lui stesso definì “la macchina per eccellenza, il simbolo delle quattro ruote, di quel qualcosa che tutti sognavamo di avere da ragazzi un giorno“.

Alhoa!

George Lucas, come noto, non nutriva molte speranze per il successo di Star Wars, ed era sicuro che il film sarebbe stato un fiasco, vista l’uscita nello stesso periodo di altre pellicole che erano state date date per vincenti e molto attese dal pubblico, prima tra tutte Il Bandito e la Madama con il divo del momento: Burt Reynolds. Inizialmente, solo 40 sale cinematografiche si dissero interessate a proporre Star Wars al pubblico, dal 25 maggio del 1977. Lucas decise quindi che avrebbe passato quella settimana alle Hawaii, in compagnia della moglie, anche perché il lavoro di post-produzione era stato a dir poco estenuante, tanto da costringere il suo medico ad ordinargli di prendersi un periodo di riposo.

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Nessuno, neanche i più fiduciosi tra gli attori o i membri della troupe poteva immaginare che di lì a poco i cinema sarebbero stati sommersi da migliaia e migliaia di spettatori, e che Star Wars si sarebbe rivelato uno dei film più importanti della storia del cinema. Lucas si vide sommerso da telefonate, telegrammi e si vide costretto a rientrare in patria… certo la cosa non gli deve essere dispiaciuta così troppo!

Scommettiamo che?

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Pochi lo sanno, ma la grande amicizia che lega Steven Spielberg e George Lucas fu all’origine di una delle scommesse più incredibili avvenute tra due artisti. Il tutto risale a quando, subito dopo aver concluso le riprese del primo Star Wars, George Lucas si ritrovò subissato da critiche e perplessità da parte dei produttori, colleghi e persino amici che avevano visionato il materiale prodotto. Proprio in quel periodo Steven Spielberg stava ultimando le riprese di Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo, e Lucas, che aveva  profonda stima per colui che veniva considerato da tempo l’enfant prodige della nuova Hollywood, visitò il set dell’amico.

In breve tempo fu talmente impressionato dalla meticolosità e perfezione di ciò che aveva di fronte, che non poté nascondere quanto si vergognasse per come si erano svolte le sue riprese di Star Wars in Tunisia e a Londra, con ritardi, caos, budget sforato e disorganizzazione. Per di più, diversi membri del cast erano sembrati svogliati o poco ispirati e, in alcuni momenti, anche poco rispettosi verso un regista alle prime armi.

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Oddio, il tuo film farà molto più successo di Star Wars!” disse Lucas a SpielbergSarà il miglior film di tutti i tempi. Il set è magnifico, stai facendo delle cose pazzesche. Senti: facciamo uno scambio. Io ti do il 2,5 per cento dei guadagni di Star Wars e tu mi dai il 2,5 per cento di quelli di Incontri ravvicinati. Spielberg accettò, anche solo per dare conforto e ragione all’amico che vedeva veramente depresso. “George arrivò con i nervi a pezzi” confessò più tardi Spielbergnon credeva di essere riuscito a soddisfare le sue aspettative riguardo il film, e alla visione che aveva avuto mentre lo aveva scritto. Pensava di avere girato un film di fantascienza per bambini“.

Spielberg, che conosceva molto bene l’amico Lucas, era sicuro che il suo pessimismo verso il film fosse infondato, ma certo, neppure lui avrebbe potuto prevedere un così grande successo di critica e al botteghino: Star Wars guadagnò circa 200 milioni di dollari, diventando uno dei più famosi film di ogni tempo! Ancora oggi Spielberg guadagna discrete somme grazie ad una scommessa tra amici, siglata tra i pessimi caffè ed il caos di un set cinematografico…

Maledetto papero

La scena post-credit del primo Guardiani della Galassia, avrà magari lasciato interdetti gli spettatori più giovani, o comunque quelli meno legati al mondo Marvel. Il papero che appare vestito in un elegante completo rosso, altri non è che Howard il Papero, uno dei personaggi Marvel più bizzarri e amati dai lettori dei fumetti della celebre Casa Editrice americana. Creato da Steve Gerber e Val Mayerik nel 1973, tratta le avventure di un papero antropomorfo, con storie divertenti e piene di omaggi e parodie di famosi film e fumetti, in un mondo caotico e sconclusionato.

George Lucas nel 1986 decise di occuparsi della trasposizione cinematografica, chiamando alla regia l’amico Willard Huyck, con cui collaborava fin dagli inizi della carriera; per la sceneggiatura, pensò all’amica Gloria Katz, che si sarebbe occupata anche della produzione. Lucas, in quel periodo aveva deciso di rinunciare alla presidenza della LucasFilm, per concentrarsi maggiormente sulla sua attività di produttore e Howard e il destino del mondo (questo il titolo del film) per lui rappresentava l’occasione perfetta per rimettersi in gioco. ll film uscì nelle sale a fronte di un investimento di 38 milioni di dollari, che nelle speranze dei produttori e di Lucas (visti i suoi grandi successi di quegli anni) avrebbero dovuto almeno raddoppiare.

Il risultato di tanta e tale fatica fu invece un film assolutamente impresentabile. Ancora oggi Howard the Duck è considerato il peggior film al quale Lucas abbia mai partecipato e, uno dei peggiori 50 film mai fatti nella storia del cinema. Scialbo, mal diretto, senza trama, noioso e prevedibile, fu un fiasco totale al botteghino  e fu distrutto dalla critica. Il primo Marvel Movie di sempre è stato quindi (udite udite!) uno dei fiaschi più memorabili di sempre, tanto che Lucas abbandonò la sua attività di produttore, salvo poi decidere di tornare in gioco per la nuova trilogia prequel di Star Wars.

Tuttavia, questo fallimento, ci dimostra che anche i geni possono sbagliare, e che, a volte, i progetti apparentemente più sicuri sono delle trappole ad orologeria, mentre le scommesse più improponibili nascondono sorprese inaspettate; le stesse che George Lucas ci ha regalato con i suoi film nella sua lunga e gloriosa carriera.