Ella & John Helen Mirren e Donald Sutherland cinematographe

È un viaggio contromano quello messo in scena dal regista italiano Paolo Virzì in Ella & John – The Leisure Seeker, un film che sembra scorrere senza bruschi cambi di rotta, privo di colpi di scena. Virzì estrae arte dalla vita nell’attimo della resa dei conti, sul finire del tragitto umano, in quell’istmo di terra desolata in cui nulla sembra avere senso e tutti i ricordi si assopiscono, le cose belle e dolorose vengono a galla e l’energia abbandona il corpo. Nel suo Ella & John (qui la nostra recensione) il regista de Il Capitale Umano torna a parlare di felicità, quella semplice e impalpabile che si insinua nella quotidianità: un bacio donato, una fotografia che affiora, un posto da raggiungere. In apparenza non c’è niente di straordinario nella vita dei due protagonisti, interpretati magistralmente da Donald Sutherland ed Helen Mirren, se non il connubio delle loro anime. Il viaggio on the road è un pretesto per farceli conoscere fino in fondo, facendoci capire con assoluta limpidezza che non è importante la meta ma le emozioni che provi mentre corri.

Davanti ai loro anni insieme, alle loro parole, alle premure reciproche, tutta la bellezza del mondo passa in secondo piano per dare spazio al fascino interiore di due anime che danzano senza sosta e che non hanno il coraggio di dirsi addio al punto di dire addio, insieme, al mondo circostante.

Helen Mirren e Donald Sutherland: la colonna portante di Ella & John – The Leisure Seeker

Inutile negare che tutta la storia altro non sia che un’impalcatura creata ad hoc per far brillare due talenti del cinema internazionale quali Donald Sutherland ed Helen Mirren. Sulla loro mirabile interpretazione poggia interamente le basi Ella & John. Sutherland, dal canto suo, si immedesima nella parte dell’anziano professore di letteratura con disturbi della memoria tracciando i lineamenti di un personaggio tenero come un bambino, a tratti pesante, innamorato di Ernest Hemingway, lo scrittore americano che diviene il protagonista delle sue continue discussioni, il punto d’arrivo del loro viaggio (la famosa casa dei gatti di Key West, Florida) e attraverso il quale il concetto di morte assume un taglio poetico.

La citazione hemingwayana sulla morte (non si trova nel film!), intesa come una cosa semplice, potrebbe essere l’emblema dell’intera pellicola. L’autore di una “prosa che è poesia” vede la massima espressione dell’abbandono della vita nella fuga da essa quando si è nel periodo felice, facendo travalicare la quantità dalla qualità. È in fondo questo che fa Ella: morire di sua spontanea scelta, fine premeditata di una parentesi felice in un’esistenza che si è ormai ridotta a obbligo, in una cornice familiare in cui da genitori sono passati a figli, in cui hanno perso la loro libertà d’azione.

Morire è una cosa molto semplice. Ho guardato la morte e lo so davvero. Se avessi dovuto morire sarebbe stato molto facile. Proprio la cosa più facile che abbia mai fatto… E come è meglio morire nel periodo felice della giovinezza non ancora disillusa, andarsene in un bagliore di luce, che avere il corpo consunto e vecchio e le illusioni disperse.

Ernest Hemingway

Libertà, già, che bel concetto. Ma chi lo conosce davvero? Chi è talmente slegato da tutto e tutti da potersi dire libero? I personaggi del film di Virzì lo sono, perché a quel punto della loro vita non hanno davvero nulla da perdere se non perdersi l’uno negli occhi dell’altro, con estrema naturalezza, e poi sparire.

Tornando a Donald Sutherland il suo ruolo in Ella & John è tracciato sui cardini di una drammatica comicità. Le sue dimenticanze fanno sorridere lo spettatore tanto quanto fanno intristire la moglie. E tutto nella fisionomia dell’attore trasuda questo senso di goffaggine; una caratterizzazione che ci spinge perennemente sull’orlo del sublime percorrendoci con un brivido di autenticità e sottolineando la sua versatilità. Con nonchalance l’attore americano – che ha siglato il suo primo successo col film M*A*S*H regalandoci bellissimi personaggi anche con Casanova di Federico Fellini o Una squillo per l’ispettore Klute, con Jane Fonda (con cui aveva una relazione) – ci traghetta con precisione dal dramma alla commedia, in un affresco teatrale e distinto che è una delle colonne portanti del film.

Lui, attore classe 1935 con 180 film all’attivo, seduce con delicatezza gli spettatori, che forse rimarranno increduli nel sapere che nella sua lunga carriera Donald Sutherland non ha mai ricevuto un Oscar. Diverse nomination ai Golden Globe, quello si (per film come M*A*S*HGente comune), tre Emmy Awards per le sue interpretazioni nelle serie tv, ma nulla di più eclatante.

Donald Sutherland porta al cinema un John seducente, smemorato e divertente

Ella & John Helen Mirren e Donald Sutherland cinematographe

Ma torniamo alla sua mirabile interpretazione di John per dire che, così come nella finzione, anche nella realtà che si palesa sul set Donald Sutherland necessità di una spalla per far trasparire tutto il suo talento e la trova nell’altrettanto brillante Helen Mirren, l’attrice premio Oscar per The Queen – La regina.

Classe 1945, Helen condivide con Donald una versatilità ed espressività formidabile, oltre che un destino già scritto. Entrambi infatti sono stati cresciuti da famiglie che hanno cercato di allontanarli dalla carriera attoriale per dirottarli verso lavori più stabili. La Mirren ha fatto il suo debutto cinematografico con film come Quel lungo venerdì santo (1979) e Caligola (1980), con Malcolm McDowell e Peter O’Toole, ma ha raggiunto il successo nel 1984 nel thriller Cal, per il quale è stata premiata al Festival di Cannes, mentre la sua grande occasione è riconducibile al ruolo dell’ispettrice nella serie tv Prime Suspect che le fece portare a casa ben cinque BAFTA Awards.

Spostando l’attenzione sul suo ruolo di Ella nel film di Paolo Virzì è chiaro come la sua interpretazione sia un concentrato umano di brio, amore, passione per la vita e per le persone e anche dolore, non solo fisico. La donna che porta sul grande schermo è una sagoma di cristallo preziosa quanto fragile: cerca di incassare i colpi, dirottare nell’emisfero della normalità situazioni paradossali; si focalizza sui cavilli della vita di coppia, sul sesso e la gelosia, come se fossero più importanti degli insormontabili problemi di salute che invece affliggono sia lei che il marito. E in effetti è così; dopo un’intera vita passata insieme sono entrambi giunti all’ultimo giro di boa con un bagaglio fatto di sorrisi e bellissimi momenti, devastati dall’incombere della malattia.

Helen Mirren con e senza la parrucca: due Ella diverse e altrettanto carismatiche

Ella & John Helen Mirren e Donald Sutherland cinematographe

Helen Mirren fa splendere la sua Ella di simpatia e realtà; i suoi occhi sono come buchi della serratura attraverso i quali spiare l’essenza stessa dell’esistenza e le pieghe del suo viso sono curve sinuose e selvagge da percorrere per scoprire il mutamento flebile e quasi impercettibile che tiene perennemente vivido sullo schermo: una donna bella nonostante l’età da una parte e una signora stroncata dal cancro dall’altra.
Potremmo dire che la Mirren si scinde in due donne differenti in base al suo aspetto fisico: con e senza la parrucca. Un tocco di colore e folti capelli castani bastano a vestirla di coraggio.

Un’interpretazione, la sua, che brilla sullo schermo e che si incastra perfettamente con quella del collega Donald Sutherland. I due non si sovrappongono ma si amalgamano dando il via a una melodia armoniosa e imperitura che trova proprio nel titolo dell’opera, Ella & John, la sintesi dell’arte e dell’amore vero ed eterno.

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