Lutto nel mondo del calcio. A 60 anni è morto Diego Armando Maradona, considerato da addetti ai lavori, colleghi e tifosi uno dei calciatori più forti nella storia del calcio, se non il più forte in assoluto. Stando ai primi dettagli, El pibe de Oro sarebbe morto a causa di un arresto cardiorespiratorio. Una notizia che è rimbalzata nelle prime ore di questo pomeriggio dall’Argentina e che ha fatto in poco tempo il giro del mondo.

Una carriera calcistica durata più di vent’anni con le maglie dell’Argentinos Juniors, del Boca Juniors (due volte), del Barcellona, del Napoli, del Siviglia e dei Newell’s Old Boys. Maradona è diventato leggenda a Napoli e ha fatto diventare Napoli leggenda. Arrivò nel capoluogo campano il 5 luglio 1984 e venne presentato al San Paolo davanti ad 80mila persone. Un’avventura, quella con la maglia azzurra, che durò sette stagioni con 115 gol in 259 presenze in tutte le competizioni e con la vittoria di due scudetti, una Coppa Uefa, una Coppa Italia e una Supercoppa italiana.

Diego Armando Maradona: così il calciatore più forte del mondo ha ispirato il cinema

Maradona; cinematographe.it

Grazie alle sue prestazioni con la maglia del Napoli, arrivò ai Mondiali in Messico del 1986 come la star assoluta. E Maradona non fallì l’appuntamento. Trascinò la sua Argentina al suo secondo titolo mondiale dopo quello del 1978 a suon di gol, dribbling e giocate entrate nei libri di storia. Ai quarti di finale, nella partita contro l’Inghilterra, segnò le due reti decisive: una chiamata “mano de Dios”, l’altra ancora oggi viene ricordata come “il gol del secolo”.

Un campione assoluto con una carriera leggendaria che ha ispirato anche il mondo del cinema. Storica la sua partecipazione nei panni di se stesso in Tifosi, film del 1999 di Neri Parenti. Nel 2007, il fuoriclasse argentino scrisse lui stesso il soggetto Maradona – La mano de Dios, film incentrato sulla sua vita scritto e diretto da Marco Risi e con protagonista Marco Leonardi. Un anno dopo, nel 2008, fu protagonista del documentario Maradona di Kusturica. Presentato al 61° Festival di Cannes, il film approfondisce la vita di Maradona, creando anche dei parallelismi con alcuni personaggi dei film del regista Emir Kusturica. Nel 2019, è uscito un altro documentario sulla sua vita, intitolato semplicemente Diego Maradona, diretto da Asif Kapadia e incentrato totalmente sui suoi anni a Napoli.

Indimenticabile la dedica che gli fece Paolo Sorrentino sul palco degli Oscar 2014 durante il discorso di ringraziamento per la conquista della statuetta come Miglior Film Straniero per La grande bellezza. In seguito, in Youth – La giovinezza, lo stesso regista napoletano lo omaggiò con la bellissima sequenza di lui mentre calcia ripetutamente una pallina da tennis.

Maradona è stato anche un figura piuttosto controversa: dai suoi presunti legami con alcune figure importanti della criminalità organizzata, all’uso di cocaina che nel 1991 gli costò una squalifica dai campi di calcio. Nel mondiale USA 1994, fu trovato positivo ai test antidoping per uso di efedrina e venne squalificato per una seconda volta. Si ritirò dal calcio giocato nel 1997. Una vita e una carriera fatta di alti e bassi, di luce ed ombre. Oggi è il Dio del calcio è morto, ma il suo mito continuerà a vivere per sempre.

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