American Night: 5 motivi per vedere il film

Ci sono ben cinque motivi per non perdere al cinema American Night, il primo film di Alessio Della Valle: dalla storia al cast stellare passando per le tematiche, dalle musiche all'ambientazione.

Non esageriamo nel dirvi che American Night, l’opera prima di Alessio Della Valle con protagonisti Jonathan Rhys Meyers, Fortunato Cerlino, Emilie Hirsh e Paz Vega, è una delle migliori uscite italiane al cinema nel genere drama-crime. Dalla storia originale e dall’estetica visiva sperimentale, il film è una produzione Martha Production, QMI e Pegasus in collaborazione con Rai Cinema, nelle sale italiane dal 19 Maggio 2022. Al centro della storia ci sono un criminale e un esperto falsario divisi da percorsi di vita ed estrazione sociale differente, ma uniti da un viscerale amore per l’arte visiva che per ironia e necessità giocherà con i loro destini.

Nel film arte e bellezza, crimine e ambizione si mescolano in una moderna New York al neon ma evidente è l’ispirazione ai noir anni ’40 di manifattura americana, così come a pietre miliari come Taxi Driver e Le Iene – per citarne alcuni – che hanno segnato l’evoluzione del genere dagli anni ’70 ai giorni nostri. E se questo preambolo non bastasse, abbiamo individuato ben cinque motivi per cui vale la pena vedere American Night al cinema.

1. American Night, un cast stellare e inaspettato: Jonathan Rhys Meyers, Emilie Hirsh, Fortunato Cerlino

American Night - Cinematographe

Se pensiamo ai personaggi che li hanno resi celebri, mai avremmo potuto immagine di trovarli a recitare insieme in questa pellicola, immersi in una tormentata lotta per la sopravvivenza. Così l’affascinante Jonathan Rhys Meyers (noto ai più per la serie The Tudors e ancor prima per il film Match Point) veste i panni di John Kaplan, il grande Emile Hirsch (che ancora vediamo fuggire nei panni di Christoper McCandless in Into the Wilde) interpreta Michael Rubino, mentre Fortunato Cerlino, volto iconico di Gomorra – La serie, è Shakey.
In American Night questi attori si completano a vicenda creando un’amalgama davvero avvincente, arricchita dalla presenza dell’affascinante Paz Vega. Cerlino, pur restando in cattivi giri, in American Night è un semplice corriere a cui interessa solo portare a termine una missione per sopravvivere e permettersi una vita tranquilla ma agiata, confermando la sua poliedricità ad uscire dai ruoli di comando; Meyers è più in forma che mai, in un ruolo che gioca inevitabilmente con il suo fascino ma che gli permette di esprimere al meglio un personaggio dove si mescolano risolutezza e fragilità; Hirsch invece lo troviamo, forse per la prima volta, in un ruolo dolcemente efferato che gli permette di andare ben oltre il suo viso da bravo american boy. Un cast stellare e sorprendente.

2. Una storia d’amore e crime in una forma sperimentale e fresca

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In un film dall’estetica visiva così sperimentale e fresca, dove ci si muove in una patinata ma losca New York dabbene, non ti aspetteresti di incontrare due personaggi con una storia d’amore tormentata ma che si amano, si parlano e si cercano come se fossimo in Casablanca: la storia di John e Sarah è esattamente così, capace di ammaliare sia chi sogna le grandi storie d’amore e sia chi non crede ai per sempre, ma in una chimica inossidabile che si perpetua nel tempo.

E poi in American Night c’è il crimine che in questa storia è figlio sempre di un atto o di una mancanza d’amore: si osa, ci si spinge al limite sempre per amore di qualcosa e di qualcuno, per l’appunto anche per l’arte come massima espressione dei propri sogni. Una verità che ha nutrito la letteratura ottocentesca e che qui viene reinterpretata in una storia criminale, fumettistica, romantica e pulp: una commistione di generi nella forma e nel contenuto che si incontrano armoniosamente in una fotografia che mescola tinte calde e al neon.

3. American Night: la colonna sonora, dalla selezione vintage a Miracle di Anastacia

La colonna sonora è un altro dei motivi per cui si ama immediatamente American Night: a cominciare da Heart of Glass di Blondie che apre il film e ci introduce immediatamente nell’atmosfera actio, a Venus in Furs dei Velvet Underground. Hit iconiche che si mescolano con la musica composta da Marco Beltrami, che viaggia su sfumature pop, punk ed elettroniche, allineandosi alla commistione di genere che caratterizza la pellicola. Una selezione molto particolare e ricercata condotta da Alessio Della Valle con la supervisione di Marco Beltrami, come ci ha raccontato anche Emile Hirsch, musicista oltre che attore.

Ad enfatizzare quanto l’amore sia un punto focale nel film e che accomuna tutti i personaggi c’è la canzone originale del film, intitolata appunto American Night e firmata da Anastacia: un brano intenso che mette in risalto le tonalità vocali espressive e soul della cantante (presente anche in American Night, in un ritornello che siamo certi vi porterà senz’altro a shazammare la canzone durante i titoli di coda.

4. Amore, arte e sopravvivenza, le tematiche universali e umane del film

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Maledetti, trafitti dalla passione, l’amore ci sopravvive e l’arte ci rende immortali“, una nota frase di Goethe che potrebbe racchiudere l’essenza della scrittura dei personaggi di American Night: criminali, appassionati, senza scrupoli (chi più e chi meno), ma profondamente umani perché vittime dell’affascinante connubio tra amore e arte, che genera il caos nelle esistenze dei protagonisti, a cui tutti fanno capo in un circolo di vita e morte. American Night è film che non si dimentica dello spettatore ma anzi cerca un costante canale di comunicazione con lui, emozionandolo e intrattenendolo, lasciando che ognuno scovi nelle vite dei personaggi un frammento di sé o della propria storia. Inadeguatezza, ammirazione, bellezza, prestigio, amore, delusione e riscatto delineano personaggi che viaggiano tra i confini del bene e del male, senza alcuna irreale dicotomia ben definita.

5. American Night: un’ambientazione contemporanea che attinge alla tradizione del genere

American Night

La New York di American Night è un mix della tante immagini di cui ci ha nutrito la cinematografia: i quartieri bui della sera e la sua movida, le strade piene di chi in carriera si muove tra un grattacielo e l’altro, gli uffici e i palazzi del lusso contemporaneo che si scontrano con l’immagine di chi vive ai margini. Numerosi volti che vengono narrati attraverso un’ambientazione neo noir che ruba al genere alcune location tradizionali, come il bar di ritrovo dall’appeal chic contemporaneo per gli affari sotto copertura, la discoteca per gli incontri cruciali, che qui diventa anche un museo e le stanze d’albergo dove mettersi in pausa dalla vita e perdersi. Una New York losca e underground che attinge alla narrazione noir ben nota del genere ma che la sceneggiatura rivede e aggiorna con una fotografia dai toni action e fumettistici.

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