Profondo Rosso

Nasce il gruppo musicale Heavy metal Iron Maiden grazie al bassista Steve Harris, Bill Gates crea la Microsoft Corporation, Federico Fellini vince il suo quarto Oscar con il film Amarcord: siamo nel 1975 e i Goblin stanno per entrare ufficialmente nella storia della musica. Reduce dal successo della “trilogia degli animali” (L’uccello dalle piume di cristallo, Il gatto a nove code, 4 mosche di velluto grigio), Dario Argento sta per mettere mano a un nuovo film che inizialmente doveva seguire il filone con un titolo che richiamasse sempre un animale: La tigre dai denti a sciabola. Data la gran predominanza di tinte scarlatte nel film, sia per il sangue sia per scelte di scenografia e fotografia (basti pensare ad esempio alla scena iniziale nel teatro) alla fine si optò per il titolo Profondo Rosso.

Con Profondo Rosso, il film del 1975, Dario Argento vira dal thriller all’horror

Profondo Rosso segna la virata del regista romano dal thriller all’horror (che poi consacrerà con Suspiria) non solo da un punto di vista visivo e di sceneggiatura, ma anche per la scelta della colonna sonora: dopo aver collaborato con Ennio Morricone per i primi tre film, Argento decide di puntare sul neonato gruppo capitanato da Claudio Simonetti per avere un theme più incisivo e d’impatto emotivo senza eguali per la sua nuova opera.

Profondo Rosso

Il tema principale che va ad accompagnare praticamente tutti i celebri piani sequenza del film è un loop ante-litteram, un giro di note ripetuto a oltranza sul quale si inseriscono via via i vari strumenti; dal basso al sintetizzatore e dall’organo alla batteria, un brano ipnotico e inquietante, quasi claustrofobico. Anche se la struttura della pellicola non è circolare, la vicenda ruota attorno a un episodio che si può considerare ricorrente in quanto si cerca di ricostruirlo con gli elementi a propria disposizione, ed è così che la composizione dei Goblin diventa una sintesi perfetta di quello che è anche il tema del film, con gli indizi che s’innestano poco a poco nella storia per ricostruire l’evento drammatico.

Profondo Rosso: una colonna sonora dalle tinte surreali caratterizzata dalla musica dei Goblin

Un tema che richiama le note di Tubular Bells (tema de L’Esorcista, uscito nei cinema qualche mese prima del capolavoro di Argento) e a cui i Goblin si ispirarono sotto direttive dello stesso Argento.

Mad Puppet è un’altra traccia della colonna sonora di Profondo Rosso dall’incedere quasi narcotico, con giri di note che si ripetono e i bassi a puntellare il tutto. È il tema che accompagna le ricerche nella villa e nella scuola, ideale nel suo dispiegarsi per l’esplorazione delle misteriose stanze e degli angoli più reconditi fino alla sconvolgente rivelazione.

Death Dies è un brano dall’intenso sapore jazz ed è anch’esso connotato da un andamento che si può definire nervoso; del resto si tratta del tema che affianca gli efferati gesti dell’omicida e che comunque avverte della sua presenza.

Wild Session imprime un’atmosfera lugubre e surreale con il vento che ulula e il distante richiamo spettrale di una voce che sembra quella di un bambino (stile ripreso in Suspiria con il celebra tema).

Le piccole curiosità poco note sulla colonna sonora di Profondo Rosso

Ciò che è meno noto, invece, è che i Goblin firmano soltanto tre brani dell’album di Profondo Rosso, benché possano essere considerati tre punti di riferimento assoluto, mentre le altre quattro composizioni sono di Giorgio Gaslini e vengono rielaborate/interpretate dal gruppo. Infatti, almeno inizialmente, Argento chiese a Gaslini di curare la colonna sonora del film ma, insoddisfatto, scritturò i Goblin per rimettere mano al look sonoro della pellicola.

Profondo Rosso è presente nella classifica dei 100 dischi italiani più belli di sempre secondo Rolling Stone Italia alla posizione numero 59 e per il quarantennale del film, Claudio Simonetti ha registrato una nuova versione dell’album totalmente rimasterizzato.

Piccola curiosità: nel 1999 Sergio Stivaletti scrive e dirige un videoclip/omaggio a Profondo Rosso insieme a Claudio Simonetti e alla nuova formazione dei Goblin (Daemonia).

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