L'Impero Perduto - Cinematographe.it

L’Impero Proibito titolo originale – The Forbidden Kingdom – è un film di genere fantasy sul kung fu scritto da John Fusco, diretto da Rob Minkoff e interpretato da Jackie Chan e Jet Li. Liberamente ispirato al romanzo Journey to the West, è il primo film ad essere interpretato da Jackie Chan e Jet Li. Le sequenze d’azione sono state coreografate da Yuen Woo-ping. All’uscita, il film ha ricevuto una critica “mista”. Molti hanno criticato l’uso eccessivo di effetti e immagini e anche la sceneggiatura. Tuttavia, il cast, la direzione, le sequenze d’azione, la coreografia e le esibizioni di Li e Chan hanno ricevuto il massimo elogio. Inoltre, L’Impero Proibito è stato un successo commerciale: ha incassato ben 128 milioni di dollari contro un budget di soli 55 milioni.

L’Impero Perduto: la trama del film con Jackie Chan

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Un adolescente americano ossessionato dal cinema di Hong Kong e dai classici del kung-fu, fa una scoperta straordinaria in un banco dei pegni di Chinatown: la leggendaria arma da bastone del saggio Re Scimmia. Con la reliquia perduta in suo possesso, l’adolescente si ritrova inaspettatamente a viaggiare nell’antica Cina, per unirsi a un gruppo di guerrieri esperti di arti marziali alla pericolosa ricerca del Re Scimmia…

L’Impero Perduto: la colonna sonora originale

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Tutta la musica del film L’Impero Perduto è stata composta da David Buckley. Con un budget ridotto, Buckley ha registrato con la Northwest Sinfonia: l’utilizzo di strumenti particolari per integrare l’orchestra occidentale è la chiave del successo della colonna sonora di questo film. Dal violino elettrico ai vari effetti vocali, insieme a suoni percussivi quello che ne deriva è un mix travolgente, grazie anche all’ampia enfasi data dai bassi.

Molti brani contengono quell’eleganza orientale, che si può riscontrare in particolare in The Promise di Klaus Badelt e Kung Fu Panda di Zimmer e John Powell. Nella colonna sonora de L’Impero Proibito gli elementi occidentali e orientali si fondono in perfetta sincronia. Ci sono diversi crescendi di grande risonanza melodica, che di solito accompagnano la varietà di bellissimi scatti panoramici nel film, ma anche ritmati per affrontare il lato mistico del racconto in scene di puro dialogo. Le sette note sono per Buckley sorprendentemente malleabili, e il compositore adatta la sua idea di orientale, in parte della sua lunga colonna sonora.

L’antica Cina è introdotta in China Begins e si concretizza fortemente nel finale. Degna di nota è anche il tema del protagonista femminile, il Passero d’oro che riceve un’identità straziante in The Seeker of the Prophecy e Her Destiny Was Written. Esistono anche altri motivi, minori, per alcuni personaggi, ma nessuno è così interessante. La malvagia strega invece riceve un motivo-tributo agli spaghetti western di Ennio Morricone con la chitarra elettrica in The Tyranny of War e Ni Chang & Her Cult Killers. Le sequenze d’azione sono le parti principali della colonna sonora, il chiassoso tocco ritmico e il battito d’orchestra martellante e l’attrattiva etnica donano quel qualcosa di davvero maestoso. Fortunatamente, le belle parti del film occupano un posto significativo, rendendo il tutto straordinario.

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