5 viaggi “bagnati dal Mediterraneo” che ogni cinefilo vorrebbe fare

Visitare i paesi bagnati dal Mediterraneo seguendo le rotte green delle autostrade del mare svela scenari indescrivibili in cui l'arte, la cultura e le prelibatezze gastronomiche si mixano alla magia del cinema, che tra Sicilia, Sardegna, Spagna, Tunisia e Grecia ha spesso trovato le location più belle.

C’è stato un tempo in cui il Mar Mediterraneo era un luogo inesplorato nel quale avventurarsi trainati da correnti ignote, in un’odissea di territori e personaggi dai risvolti fantastici. Quelle storie non sono svanite, si sono semplicemente evolute; nelle rotte che siamo in grado di tracciare alla perfezione, nei viaggi che programmiamo, nelle nuove tecnologie che mettiamo a punto.

Rimasti intrappolati nei versi poetici (ma anche nelle documentazioni, nei reperti archeologici) che li hanno costretti all’eternità, quei viaggi attraverso il Mediterraneo hanno tessuto la nostra attuale identità, unendo popoli, celebrazioni sacre e profane, credenze religiose, modi di fare e di dire, in un puzzle che ci dà occasione di rintracciare il mondo romano in Libano, la civiltà greca in Sicilia, quella arabica in Spagna, in un perenne susseguirsi di infiltrazioni architettoniche, enogastronomiche e paesaggistiche che fanno del Mediterraneo un palcoscenico sempre attuale in cui mandare in scena l’evoluzione diretta di quegli scambi commerciali e culturali che hanno indotto il mondo antico a migliorarsi, concedendo a noi tutti il lusso di un’identità ricca di sfumature e uscendo addirittura fuori dai labili confini acquatici per intersecarsi nelle radici più profonde della terraferma, in un tracciato fatto di porti, istituzioni e senso comunitario che non ha davvero mai cessato d’esistere, riscoprendosi negli ultimi tempi anche come una salvezza ambientale ed economica.

Mare Nostrum: alle origini del Mar Mediterraneo

Il concetto di area mediterranea intesa come risorsa, rinascita e crescita, effettivamente, si perde nella notte dei tempi, dai grandi viaggi intrapresi da popoli sapienti come i fenici (noti per essere stati abilissimi navigatori), che nell’VIII secolo a.C. colonizzarono diverse aree della Sicilia occidentale, della Sardegna, della Spagna e della Tunisia, traendone innanzitutto vantaggi commerciali, ai greci, che diramarono la loro supremazia innescando un rete (non solo commerciale) funzionale e potentissima nella vicina Sicilia. È innegabile però che il merito di aver conferito al mar Mediterraneo un’importanza senza precedenti si deve, per la prima volta nella storia, all’arguzia e alla capacità istituzionale, militare e commerciale dell’antica Roma. È nel meticoloso incastro di accordi, rotte, navi, eserciti, scambi commerciali e porti che nasce l’espressione Mare Nostrum: un amuleto di parole che nei fatti si rifletteva con la consapevolezza del potere acquisito nel Mediterraneo e, di conseguenza, con la garanzia di un flusso di merci tale da permettere la sopravvivenza e la prosperità dell’Urbe.

Un termine che, potremmo dire, nei secoli è diventato quasi un mantra. Più e oltre che un mare il Mediterraneo è stato e continua a essere al contempo un nonluogo e un luogo antropologico (per dirla con Marc Augé); in certe epoche è stato anche un obiettivo politico da raggiungere (basti pensare alla “Grande Italia nel Mare Nostrum” di Benito Mussolini) o ancora un corridoio da percorrere per tentare la fuga dalle coste maghrebine.
Da qualunque angolazione lo si guardi, in ogni caso, il Mar Mediterraneo non può esimersi dall’essere considerato una risorsa sotto tutti i punti di vista, sia per le specie che in esso vivono che per la ricchezza che rappresenta dal punto di vista turistico e commerciale, degnamente amplificata da un dettaglio da non sottovalutare nell’era del riscaldamento globale: l’ecosostenibilità.

È vero infatti che, rispetto al trasporto su gomma, quello via mare risulta meno costoso e inquinante. Vale soprattutto per le merci che quotidianamente viaggiano dentro e fuori la Penisola per rispondere alle richieste del mercato, ma vale anche per i turisti.
Nel primo caso, già un paio di anni fa Il Sole 24 Ore annotava come l’uso delle famose Autostrade del Mare avesse ridotto drasticamente le emissioni di Co2 nell’aria. Complice di questa rivoluzione green, come si può facilmente sospettare, una serie di accorgimenti e tecnologie all’avanguardia capaci di limitare al massimo i danni ambientali e gli sprechi. Ci sono navi, per esempio, provviste di scrubber per la depurazione dei gas di scarico durante la sosta portuale o, ancora, altre provviste di radar in grado di intercettare i movimenti dei cetacei in modo da evitare la loro rotta e quindi salvaguardarli.
All’effettivo risparmio ambientale si somma, nei punti a favore dei viaggi via mare (oltre a una serie di servizi per allietare fin da subito le esigenze del crocierista più esigente) la poesia percettiva dei sensi. Perché viaggiare per mare non è solo spostarsi da un luogo all’altro, è piuttosto un meraviglioso sprofondare indietro nei secoli, in quel Mediterraneo che fu effettivamente in grado di connettere mondi all’epoca così diversi tra loro, arricchendoli reciprocamente e restituendo alla modernità una cultura perennemente cangiante, che muore e rinasce continuamente dalle ceneri del suo passato. Viaggiare attraverso le autostrade del Mare Nostrum è anche godersi la terraferma che adagio sparisce e poi vederla finalmente riaffiorare all’orizzonte, stavolta diversa, sorprendentemente ignota; la prua che frange le acque salate, disegnando un’immaginaria corsa di mille cavalli bianchi; l’aria salmastra che invade le narici.

Viaggiare in mare è anche immedesimarsi nell’arte e, per osmosi, diventarne parte. Balza alla mente l’incipit di Novecento“Succedeva sempre che a un certo punto uno alzava la testa… e la vedeva. […] e gridava (piano e lentamente): l’America” – come testimone dell’emozione che si prova al raggiungimento di una meta, l’indescrivibile eccitazione nell’essere colti di sorpresa da un monumento, un paesaggio o anche semplicemente un dettaglio, che ci annunci l’arrivo in una nuova terra.
E il cinema, già, anch’esso altro non è che un mezzo per viaggiare con la mente, per farci scoprire luoghi che non avremmo mai immaginato e storie inenarrabili. Ed è anche un porto, il cinema, dal quale partire per insinuare in noi quell’atavica voglia di girovagare nel mondo, magari attraversando le autostrade che percorrono il mare nostrum, in un itinerario cinematografico che sostiene la nostra fame di avventura, con ecosostenibilità!

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Sicilia: cosa vedere nell’isola di Montalbano e Tornatore?

Il commissario Montalbano

Per iniziare non possiamo non partire da quella che fu parte della splendida Magna Grecia, ovvero la Sicilia, terra meravigliosa e variegata bagnata, oltre che dal Mar Mediterraneo, dallo Ionio e dal Tirreno. Tutti i popoli che nei secoli l’hanno dominata – fenici, greci, arabi, normanni, spagnoli – ne hanno lasciato traccia nelle parole che ancora oggi fanno parte del dialetto – termini come cucciara (cucchiaio), abbuccari (versare), tumazzu (formaggio), carusu (ragazzo), accupari (soffocare) -, nei piatti tipici come il cuscus, gli arancini, la granita e chiaramente nei monumenti che si lasciano ammirare dai turisti di tutto il mondo.

Una terra che ha inevitabilmente attirato diverse produzioni cinematografiche e televisive, come la celebre fiction Il commissario Montalbano, che attraversa luoghi divenuti ormai famosissimi, come la casa sul mare in cui vive il commissario interpretato da Luca Zingaretti, sita a Punta Secca (una frazione del comune di Santa Croce Camerina, nella provincia di Ragusa), o le varie spiagge da sogno dislocate tra Porto Empedocle (Agrigento), Sampieri, la Riserva di Randello. Sempre nel ragusano si rintracciano altri luoghi caratteristici in cui l’arte e la buona tavola la fanno da padrone, prima tra tutti la monumentale città barocca di Scicli, la cui sede comunale si presta a essere nella finzione la sede del commissariato. La sua bellezza, fatta di strade lastricate, edifici antichi, luci e monumenti barocchi, si lascia ammirare anche in altri momenti e va a sommarsi alle altre meraviglie incastonate a Ragusa Ibla e a Modica, dove vi consigliamo di fare un salto presso lo scenografico Duomo di San Giorgio e chiaramente di addentare la famigerata cioccolata modicana, prodotta seguendo un antico procedimento azteco (che i siciliani appresero dagli spagnoli).

nuovo cinema paradiso dov'è stato girato

Cambiando provincia, ma rimanendo sempre nella zona orientale, un film iconico e che ci concede la visione della bellissima città di Siracusa è Malèna di Giuseppe Tornatore: un affresco della città che diede i natali ad Archimede, immortalata con un’attenzione sacrale con la piazza Duomo di Ortigia a fare da cornice alla passerella di Monica Bellucci. Per non parlare poi del lungomare di Marina di Noto. Tuttavia Tornatore ha elogiato la sua Terra anche in altre occasione e sicuramente la più nota è quella cartolina che fuoriesce dalla visione di Nuovo Cinema Paradiso, col quale il regista vinse l’Oscar nel 1990 e che ci induce a spostarci nella parte occidentale della Trinacria, tra Palazzo Adriano, Bagheria, Cefalù e Termini Imerese. Siamo, insomma, nella provincia di Palermo, che ha concesso alla settima arte lo scenario perfetto in cui ambientare film iconici, uno su tutti Il Padrino anche se, per la verità, Francis Ford Coppola dovette spostarsi nel messinese per carpire la giusta atmosfera di cui necessitava, per l’esattezza in paesi e borghi come Motta Camastra e Savoca. È altresì interessante notare come spesso a essere usate dalle grandi produzioni siano anche le piccole isole che contornano la Sicilia, come la bucolica e a tratti selvaggia isola di Favignana, usata come scenario nella pellicola Picciridda o l’isola di Pantelleria, di cui si è servito Luca Guadagnino per A Bigger Splash, il thriller drama con Tilda Swinton, Matthias Schoenaerts, Ralph Fiennes e Dakota Johnson.

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La Sardegna da sogno e da film!

Se girando in lungo e in largo la Sicilia la vostra ultima tappa è Palermo sappiate che dal capoluogo siculo partono i traghetti diretti a Cagliari, in Sardegna: una giostra di culture che nei secoli hanno trascritto sulle ossa nuragiche una poesia fatta di bellezze monumentali e naturali. Passeggiando tra le strade del capoluogo sardo non è difficile rintracciare i resti della civiltà punica (basti pensare alla Necropoli di Tuvixeddu) o di quella bizantina nell’antica Basilica di San Saturnino o ancora quella romana nell’anfiteatro edificato tra il I e il II secolo d.C. e quella piemontese nel Bastione di Saint Remy. È interessante notare come Cagliari, insieme alle vicine località di Villasimius e Muravera, abbia svegliato la curiosità degli spettatori austriaci che, dopo la visione del film Netflix La vita che volevamo (candidato agli Oscar 2021) sono rimasti folgorati dalle location sarde.

Anche altri film hanno però trovato dimora in quest’isola frastagliata da leggende, fate e piatti di singolare prelibatezza. Uno dei più famosi è certamente Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto di Lina Wertmüller con due straordinari Mariangela Melato e Giancarlo Giannini nei panni degli stravaganti e appassionati naufraghi protagonisti i quali, travolgendo gli spettatori nei loro duetti intramontabili, mettono sotto i riflettori la cristallina meraviglia del golfo di Orosei (in provincia di Nuoro), trascinandoci con sensualità tra le dune di Capo Comino e ancora a Cala Fuili e Cala Luna.

Le più rinomate località di Costa Smeralda e Porto Cervo hanno fatto da sfondo invece al decimo film della saga di 007 con Roger Moore nei panni di James Bond. La spia che mi amava ci porta infatti in Gallura lasciandoci attraversare all’impazzata le strade di Porto Cervo (una frazione del comune di Arzachena, in provincia di Sassari) e regalandoci gli spettacolari scorci di Santa Teresina, San Pantaleo (Olbia), Capo Caccia e della spiaggia di Capriccioli.

Nota per i suoi asinelli albini, non si può non citare quella bomboniera bagnata dalle acque del Mediterraneo che è l’isola di Asinara, dove si rifugiarono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (interpretati nel film da Massimo Popolizio e Giuseppe Fiorello) nell’estate del 1985 per sfuggire alle minacce di Cosa Nostra, proprio come racconta il film Era d’estate.

Scoprire la Spagna sulle tracce di Woody Allen, Pedro Almodóvar e Star Wars

Vicky Cristina Barcelona cinematographe.it

 

Se da qui volete intraprendere un nuovo viaggio percorrendo una delle Autostrade del Mare Nostrum vi consigliamo di seguire la rotta che da Porto Torres conduce alla coloratissima Barcellona, un cocktail di arte, architettura, cultura e sapori catalani di cui si è servito lo stesso Woody Allen nella commedia Vicky Cristina Barcelona, in cui usa i personaggi interpretati da Javier Bardem, Penélope Cruz, Scarlett Johansson e Rebecca Hall per farci esplorare i punti nevralgici della città, a partire dalla Sagrada Familia di Antoni Gaudì (la cattedrale ancora in costruzione che offre dal campanile una vista mozzafiato), il cui estro percorre gran parte delle vie di Barcellona e in automatico della pellicola: la macchina da presa di Allen ci regala un itinerario perfetto mettendo nella lista dei posti da visitare il Parc Güell (sempre di Gaudì) e la sua iconica fontana a forma di drago, Casa Milà (sita, insieme a Casa Batllò, lungo la rinomata via dello shopping, Passeig de Gracia), quel polmone verde lontano dal caos cittadino che è Parc de la Ciutadela (poco distante dal Museo Picasso) e il parco divertimenti di Tibidabo, situato sull’omonima collina. Il film però fornisce anche qualche indirizzo utile come il ristorante Els Cuatro Gats, nato come un ostello nel lontano 1897, trasformandosi e divenendo ben presto un punto di ritrovo per gli intellettuali. Qui un giovanissimo Pablo Picasso esponeva le sue opere, nel 1900.

La Spagna chiaramente ha offerto anche ben altri scenari sia al cinema che alle serie TV, basti pensare alle opere dell’acclamato regista Pedro Almodóvar, che nella sua terra ha ambientato capolavori come Julieta o La pelle che abito, entrambi girati nel comune di A Coruña (vicina a Santiago di Compostela). Anche Ridley Scott ha concesso il suo omaggio alla Spagna, facendo di Alicante (sulla Costa Blanca) il set di The Counselor – Il procuratore insieme alle località di Elche, Pego, Fontcalent e Altea.
Nella patria di Dalì ci sono tracce anche di una galassia lontana lontana, ovvero quella famosissima che ogni fan (e non) della saga di Star Wars avrà intercettato in L’attacco dei cloni e che nella realtà si trova a La Plaza de España di Siviglia.

La Tunisia di Indiana Jones, ma non solo!

Altre tracce della suddetta galassia si ritrovano in Tunisia, raggiungibile facilmente via mare partendo da Palermo, anche solo per proseguire il viaggio di Tornatore il quale, come vedremo a breve, si è recato proprio qui per ritrovare la sua Sicilia.
Ritornando su Star Wars, l’hotel in cui è stato ricostruito il pianeta di Tatooine si trova a Matmata, un villaggio di origine berbera alle porte del deserto del Sahara, caratterizzato da abitazioni scavate direttamente nel terreno.
Nella città di Kairouan, invece, Steven Spielberg ha trovato la location perfetta e più economica dove ricostruire i paesaggi egiziani in cui si avventura Indiana Jones (Harrison Ford) in I predatori dell’arca perduta. A conferire alla città un alone di venerabilità provvede la Grande moschea di Qayrawan, la più antica del Maghreb, eretta nel VII secolo.
Non lontana da qui si trova Hammamet, che dà il titolo al film di Gianni Amelio con Pierfrancesco Favino nei panni di Bettino Craxi, per la verità non totalmente girato qui, eccezion fatta per la vera casa dell’ex premier.

A una ventina di chilometri da Tunisi Giuseppe Tornatore, come dicevamo, ha ricostruito Bagheria per il film Baaria: riportare indietro la sua terra sarebbe stato impossibile nei paraggi di Palermo, mentre le atmosfere tunisine hanno fornito allo scenografo Maurizio Sabatini la tela perfetta in cui riprodurre quei luoghi così fantastici, polverosi e magici, compresa la magnifica Villa Palagonia (nota come villa dei mostri), che è stata fedelmente ricreata.

La Grecia oltre le location dell’iconico film di Gabriele Salvatores, Mediterraneo

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Avendo iniziato il nostro viaggio dalla Magna Grecia non possiamo che terminarlo in Grecia, la culla della civiltà occidentale in cui convergono arte, cultura, storia e spiagge paradisiache. Diverse sono le pellicole ambientate qui, come il colossal Troy con Brad Pitt, ispirato all’Illiade ma non girato in Grecia, a differenza di altri successi i cui set sono stati effettivamente allestiti in terra ellenica, come il musical Mamma mia!, girato nelle isole delle Sporadi, Skopelos e Skiathos, e nella località di Kastri (a Skopelos), dove si trova la chiesetta panoramica di Agios Ioannis, il cui interno non è stato usato per le riprese del film con Meryl Streep.

Non può poi non meritare una menzione speciale il film col quale Gabriele Salvatores vinse l’Oscar nel 1992, Mediterraneo, girato interamente sulla remota isola di Kastellorizo, che deve il suo nome al Castello Rosso eretto nel 1300 dai Cavalieri di San Giovanni e ancora oggi visitabile. Piccolissima, è la location ideale per immergersi nel blu del mare e per visitare luoghi fantastici, come le vicine grotte di Parasta.
Tra le mete turistiche più ambite rientra poi Creta, che con le sue spiagge di sabbia e roccia, tra le più belle del Mediterraneo, non fa altro che incantare i suoi visitatori, ammaliandoli anche con affascinanti reperti della civiltà minoica come il Palazzo di Cnosso, legato alla celebre leggenda del Minotauro o il Museo Archeologico di Heraklion, ma anche con i riferimenti cinematografici in essa rintracciabili: su quest’isola infatti sono stati girati film come Zorba il greco con Anthony Quinn, I due volti di gennaio, con Kirsten Dunst e Viggo Mortensen.

A prestare il fascino al mondo cinematografico sono state però anche altre rinomate località greche, da Mykonos, in cui è stato girati The Bourne Identity, per esempio, alla Santorini in cui si muove la Lara Croft di Angelina Jolie in Tomb Raider o ancora alla città sospesa; Meteora, in cui 007 sfoggia le sue peripezie nel film del 1981 con Roger Moore.

Tirando le somme, è chiaro che i luoghi elencati e i film citati sono solo uno spunto per spingere i viaggiatori in queste terre che il Mediterraneo allontana e unisce, sussurrando da millenni alle orecchie di chi vuol sentire storie di “preziosissima et altissima” bellezza.