odio l'estate Cinematographe.it

Odio l’estate segna il grande ritorno al cinema del trio comico più famoso d’Italia dopo quattro anni di assenza dalle sale. Aldo Baglio, Giovanni Storti e Giacomo Poretti ritrovano anche la regia di Massimo Venier, che ha segnato i migliori lavori del trio da Tre uomini e una gamba a Tu la conosci Claudia?, portando sullo schermo una commedia matura e a tratti malinconica, sorprendentemente dolce e riflessiva nella sua capacità di far ridere e sorridere. Nel film i tre protagonisti assieme alle rispettive famiglie, tutti provenienti da Milano, si ritrovano a dover condividere la vacanza estiva nella stessa casa in una località marittima su un’isoletta del sud Italia, a causa della svista di un’agenzia. La convivenza, inizialmente disastrosa, si trasforma in un’amicizia che mette in luce pregi e difetti, gioie e difficoltà dei tre nuclei familiari, nella cornice di alcuni luoghi idilliaci del nostro Paese. Scopriamo quindi assieme quali sono le location che hanno ospitato le riprese di Odio l’estate.

Odio l’estate: da Milano alla Puglia ecco le location del film con Aldo, Giovanni e Giacomo

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Il viaggio dei tre parte nel nord Italia da Milano, città del trio anche nella realtà. A Milano Aldo è un fannullone che vive in un modesto appartamento della periferia fatta di grandi condomini un po’ anonimi, Giovanni ha città un negozio di calzature in crisi economica, mentre Giacomo ha uno studio dentistico di tutto rispetto in centro città. Ma nel momento delle ferie si spostano un migliaio di chilometri più a sud arrivando in Puglia, vero cuore del film.

Odio l’estate: le canzoni del film e la colonna sonora di Brunori Sas

L’imprecisata isoletta dove i tre risiedono per le ferie agostane è in realtà un mix di più località pugliesi che hanno dato vita alla cornice della pellicola. Parte delle riprese si è svolta nel centro storico di Bari, il capoluogo pugliese dove la città vecchia mantiene ancora il fascino e la testimonianza dell’epoca medievale. In particolare poi ad ospitare la troupe per una prima parte di riprese è stato il comune di Mola di Bari, a metà strada tra Bari e Polignano a Mare, borgo marittimo dove città e provincia si mescolano, tra zone balneari e bellezze architettoniche storiche come il Castello Angioini, le mura e la Chiesa Matrice di San Nicola.

Il Salento è il vero protagonista di Odio l’estate, in cui domina il Barocco di Lecce

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A farla da padrone è però in particolar modo il Salento, con il suo mare cristallino, le sue spiagge idilliache e i suoi borghi incantevoli, luoghi perfetti per il racconto di una tipica vacanza italiana.

Lecce ha ospitato la lavorazione del film, grazie all’antico fascino dato dalla sua fisionomia architettonica seicentesca. Cresciuta floridamente in epoca romana e durante il Regno di Napoli, la città ha sviluppato un suo stile peculiare conosciuto come Barocco leccese, grazie ai suoi edifici fastosi e scenografici, ricchi di decorazioni sgargianti e di fantasiose sculture. La città vecchia che si dipana tra monumenti, guglie, chiese e abitazioni d’epoca mantiene un fascino intatto. Tra le cose imprescindibili da visitare la Basilica di Santa Croce, simbolo del barocco locale, le piazze Sant’Oronzo e Del Duomo (con il Duomo stesso, centro della vita religiosa cittadina), che sono il cuore pulsante della città, l’Anfiteatro come principale testimonianza dell’epoca romana e il Castello di Carlo V risalente al Cinquecento.

Otranto e Ugento tra i luoghi in cui è ambientato Odio l’estate

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Un’altra città che è stata particolarmente interessata dalle riprese del film è Otranto, soprattutto con il Lungomare Degli Eroi. La città è il punto più a est d’Italia, un ponte naturale tra il Mediterraneo e l’Oriente situato su uno sperone roccioso a picco sul mare. Il suo borgo antico è patrimonio dell’Unesco, con le sue case bianche, il suo dedalo di viuzze d’epoca e il Castello Aragonese. Molte sono le piccole spiagge con un mare straordinario nei dintorni della città e parte delle riprese prettamente marittime sono state girate lì. A pochi passi da Otranto possiamo poi trovare la località di Alimini, con i suoi due laghi, uno d’acqua dolce e uno d’acqua salata, direttamente collegato col mare.

Su una scogliera che si affaccia direttamente sul Canale di Otranto troviamo invece una delle mete turistiche più apprezzate della regione, nota soprattutto per il suo rinomato stabilimento termale, ovvero Santa Cesarea Terme. A renderla peculiare sono i caratteri orientaleggianti, con il profilo dell’abitato che si riflette nelle acque cristalline. Dal paese si può salire fino sul promontorio per ammirare il litorale, è poi noto per le sue splendide ville moresche ottocentesche come Villa Sticchi e Villa Raffaella.

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A Ugento si sono invece svolte parte delle riprese inerenti il paese dove risiedono i protagonisti per le vacanze. Si tratta di un borgo messapico situato a pochi passi dal mare, nel golfo di Taranto, dove domina lo stile barocco indistinguibile soprattutto nella Cattedrale. Ma è tutto il centro del paese ad avere un grande fascino storico. A dominare la città è il Castello di Ugento, la cui costituzione iniziale è ancora ignota.

Castellaneta Marina per omaggiare Tre uomini e una gamba

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Una delle spiagge peculiari della storia di Odio l’estate è quella di Castellaneta Marina, una spiaggia di sabbia chiara e finissima del litorale tarantino, con un mare color turchese e circondata da una profumata pineta. In questa spiaggia è stata girata la scena che omaggia Tre uomini e una gamba con una nuova partitella di calcio e il colpo di testa sbucando dalla sabbia, questa volta realizzato dal piccolo Ludovico, figliastro di Giacomo, come fatto da Aldo nel loro primo film. La scena nel film avviene a Follonica, dove Ludovico è scappato all’insaputa di tutti quanti, ma in realtà è stata girata a Castellaneta.

Nel film dei brevi tratti sono ambientati in Toscana nei dintorni di Follonica e all’Isola del Giglio, e a Santa Marinella, cittadina dalle parti di Roma, dove Aldo, Giovanni e Giacomo si fermano di ritorno da Follonica per assistere al concerto di Massimo Ranieri di cui Aldo è grande fan.

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Quali sono i piatti tipici della cucina salentina?

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Molti sono infine i momenti conviviali rappresentati nel film e quindi pare giusto ricordare anche le peculiarità gastronomiche del Salento, soprattutto in riferimento alla cucina di pesce. Ad andare per la maggiore è il pesce azzurro di cui il mare salentino è ricco, ma vari sono i molluschi e i crostacei diffusi nella cucina locale. Troviamo infatti ampia diffusione di triglie, merluzzi, sarde – in particolare quelle fritte – e alici arraganate, ovvero con la mollica di pane. Inoltre molto frequenti sono anche le cozze gratinate, il polpo fatto ad insalato o in umido, le ostriche rosse e la scapece, piatto fatto con i pupiddi, pesciolini tipici locali, preparati con pangrattato, aceto, aglio, menta e zafferano. Le cozze inoltre vengono utilizzate per la tajeddha di riso, patate e cozze, un tegame dove i tre ingredienti vengono sovrapposti a strati e cotti in forno.

Tra le principali specialità non di pesce invece troviamo la parmigiana e il tortino di melanzane, fave e cicorie, i bocconcini di cavallo al sugo, le interiora d’agnello (turicinieddhri) e i vari tipi di pane come la pitta, la frisa e la puccia. Tra i dolci i più peculiari sono i mustazzoli, ovvero biscotti lievitati ricoperti da una glassa di cioccolato, e il pasticciotto, fatto di pasta frolla con un cuore di crema pasticcera.

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