Nel binomio uomo-animale potrebbe sintetizzarsi l’intera filmografia di Yorgos Lanthimos, che nelle sue opere fa di cervi, aragoste, conigli e piccioni il chiavistello estetico attraverso il quale rinchiudere lo spettatore in una gabbia fatta di simboli, conflitti interiori e lunghi monologhi (interiori) sulla condizione sentimentale umana.

Il suo ultimo film, La Favorita (presentato a Venezia 75 col titolo The Favourite) non fa eccezione, immettendo nella corte settecentesca della regina Anna di Gran Bretagna (interpretata da Olivia Colman) riferimenti al mondo animalesco che si permettono il lusso di fuoriuscire dalle tavole imbandite per divenire presenze ed essenze, talvolta soppiantando la loro natura per avvicinarsi a quella umana. Capita, per esempio, con i 13 conigli della regina, corrispondenti ai figli perduti in gravidanza. Il suo bisogno di dare e ricevere amore si coagula in gabbie grondanti di esserini indifesi e pelosi, così come il bisogno di distrarsi a corte trova spazio nelle gare tra oche o aragoste, in un’esaltazione della stramberia che ha del pittoresco.

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Ma nell’opera del regista greco gli animali sono anche un bersaglio sul quale riversare la propria frustrazione. Singolare, a tal proposito, la scena in cui Emma Stone (Abigail Masham)e Rachel Weisz (Sarah Churchill) si divertono a sparare ai piccioni, scaricando in quegli efferati colpi di fucile tutta la competizione che si è scatenata tra loro.

Capitolo a parte meritano gli animali da mangiare, ovvero il cibo che viene servito a corte: abbondante, delizioso, spesso neanche mangiato. In La Favorita Lanthimos sottolinea l’esubero almeno in un paio di scene: il giullare nudo atto a schivare il cibo che gli viene lanciato addosso dai cortigiani annoiati e l’ingurgitare – per poi subito vomitare – dolce da parte della Regina. Ciò che di delizioso potrebbe esserci sulla tavola imbandita non viene mangiato (gli involtini di cervo col rafano, solamente nominati), viene avvelenato (il tè preparato da Abigail per mettere fuori gioco Sarah) o vomitato.

Resta però il fatto che La Favorita, tratto da una storia vera, non sia solo un film da vedere, ma anche da mangiare, sia con gli occhi che con la bocca. Per tale ragione la chef Mayla Bucci, che abbiamo conosciuto meglio qui, si è cimentata in una ricetta che avesse in sé la sfumatura piccante che si stabilisce tra le donne a corte e il selvaggio che aleggia in tutta l’opera.

Il suo piatto riassume dunque il film di Yorgos Lanthimos facendo trionfare sul piatto quaglia e filetto di cinghiale, il cui sapore selvaggio viene smorzato da un intrigo di verdure in agrodolce e un impiattamento che strizza l’occhio all’ora del tè, ma in chiave moderna!

La Favorita: la ricetta di Mayla Bucci a base di cinghiale, quaglia e verdure

Ingredienti

  • 1 filetto di cinghiale
  • petto e cosec di 1 quaglia
  • olio extra vergine d’oliva q.b.
  • burro (circa 100/150 gr.)
  • 1 limone
  • 1 zucchina
  • 1 peperone rosso
  • 1 patata
  • 1 carota
  • 3/4 mandarini
  • zucchero di canna q.b.

 

Preparazione:

Per preparare questo piatto iniziate preparando le verdure in agrodolce. Lessate una patata di medie dimensioni e, dopo averla fatta freddare, tagliatela a cubetti.
A crudo, riducete a cubetti anche la zucchina, la carota e il peperone, quindi fateli rosolare in padella con un po’ di burro e rosmarino. Aggiungete un po’ di succo di limone (o aceto di vino bianco, se preferite), 2/3 cucchiaini di zucchero di canna. Lasciate sfumare e togliete da fuoco!

Procedete preparando la crema al mandarino: fate rapprendere il succo di circa 2/3 mandarini in un tegame antiaderente e, dopo averlo scaldato, infarinate 20 gr. di burro e amalgamateli al succo, facendo attenzione a non farlo attaccare o bruciare, quindi vi consigliamo di girarlo spesso!

Preparate poi l’emulsione di olio extravergine d’oliva con peperoncino andando a mixare 2 cucchiaini di limone con sale, pepe, peperoncino e olio fino a ottenere una crema.

Infine, dedicatevi alla cottura della carne! Abbiamo usato petto e cosce di quaglia e 100 gr. di filetto di cinghiale. Dopo aver pulito per bene la quaglia fatela rosolare in un tegame con 50 gr. di burro e rosmarino per circa 7/8 minuti. Fate lo stesso col filetto di cinghiale: sigillatelo in padella con la stessa quantità di burro usata per la quaglia e ultimatene la cottura in forno a 180°.

Impiattate come vedete nella foto posta sopra foto, decorando il piatto con la crema di mandarino e mettendo un po’ della stessa sulla quaglia. Usate una tazzina o una tazza da tè per inserirvi l’emulsione a base di olio con la quale andrete a condire verdure e carne. Buon appetito!

N.B. Mayla Bucci è ex concorrente MasterChef e finalista di Hell’s Kitchen Italia 2018. La trovate a Ortona, presso il ristorante Lino Sapori di Mare e Monti (SS 16, Km 466).

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