Cinema e ristorazione: mappa golosa delle star italiane a Roma

C’è una linea sottile tra il cinema e la cucina, a vederla da vicino assomiglia a uno spaghetto, uno di quelli da arrotolare nella mente e tra le mani, attorcigliare sul piatto e poi ingerire adagio, per sentir passare tra le vene tutta la passione, la voglia di mettersi in gioco o, semplicemente, di divertirsi.
E una sana risata attraversa spesso le nostre conversazioni con attori e registi che, navigando nell’emozionante emisfero dei sapori, condividono con Cinematographe le loro predilezioni culinarie. Sappiamo così che Marco Giallini va matto per il pesce crudo, Ricky Memphis è una buona forchetta e, se si trova a brindare, opta anche per un Dom Pérignon; Daniele Savoca segue la filosofia Slow Food e da qualche tempo è diventato vegetariano (qui trovate anche la sua ricetta preferita) e poi c’è Andrea Bosca che è praticamente nato dentro una pasticceria, mentre Luca Argentero fa felice la moglie ai fornelli, dilettandosi soprattutto con la preparazione di pesce e verdure.

Quali sono i ristoranti frequentati dagli attori romani? Ecco alcuni indirizzi sicuri e low-cost in cui li troverete di certo!

Ma fin dove può spingersi l’amore per l’enogastronomia? Molte tra le star di Hollywood hanno aperto ristoranti o bistrot avvalendosi della scia del loro successo, si pensi a Ridley Scott e Robert De Niro, proprietari di un ristorante italian style a New York (dove tra l’altro ha lavorato anche il regista Sergio Misuraca, autore di Fuori dal Coro); a Francis Ford Coppola e al suo Cafè Zoetrope, che in quel di San Francisco ricalca lo stile dei bistrot francesi e i sapori della cucina italiana, servendo poi i vini prodotti nelle sue tenute californiane. Mentre sono artefici di una vera e propria catena – Planet Hollywood – Bruce Willis e Sylvester Stallone.

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Insomma, questi sono solo alcuni esempi di impresa ristorativa in cui si trovano coinvolte le star d’oltreoceano, che forse difficilmente si lasciano avvicinare dai fan. Ma serve davvero andare così lontano per vedere un attore ai fornelli o comodamente seduto in uno dei tavoli del suo ristorante (o pub che sia)? A quanto pare lo stesso Ricky Menphis aveva provato, qualche anno fa insieme ai colleghi Simone Corrente e Tony Leone, ad aprire a Testaccio la trattoria Nè arte Nè parte, salvo poi rendersi conto di non avere tutto il tempo a disposizione per gestirla; Raffaele Vannoli serviva cibo tipico romano in una scena di Confusi e Felici e anche nella realtà pare non faccia una cosa tanto differente, dal momento che ha paninerie e altre attività sparse un po’ per la capitale, tra cui Barattolo – inserito nella Guida dei Ristoranti di Roma 2015 del Gambero Rosso -.

Ma tra le novità assolutamente da provare segnaliamo l’Osteria Contemporanea #unocinque, gestita dai familiari di Marco Giallini ed inaugurata il primo giugno di quest’anno.

Il ‘Terribile’, da buona forchetta qual è, ci va spesso e il più delle volte si districa tra le prelibatezze dello chef e le attenzioni dei fan, che spesso sa coinvolgere in lunghe chiacchierate, correlate da foto e autografi.
Si, lo so, non vi basta sapere di trovare Marco Giallini, volete sapere che tipo di locale è: come si mangia, quanto si spende, dove si trova? E noi vi accontentiamo, perché qualche sera fa ci siamo recati proprio al centro di Monterotondo (Roma) e ci siamo accomodati al tavolo di questa osteria dal tocco easy e dal taglio elegantemente cinematografico, prezzi totalmente nella norma ed emozioni gustative divine.

Dopo un Gazpacho di ciliegino con tagliata di avocado, lo chef ci ha tentati con un Carpaccio di Wagyu (carne bovina giapponese, di cui l’esempio più popolare manzo di Kobe) con crema di formaggio e germogli di lemon balm, il tutto addolcito da una fantasia di fichi freschi. Una delizia che si scioglie tra il palato e la lingua rimodulandosi in infiniti attimi di piacere.
Ha la stessa tenerezza del burro ma l’intensità della carne, il filetto di manzo accompagnato da una dadolata di verdure (quella sera ci è stata proposta una caponata di melanzane ottima!).
Tra i dolci dicono sia eccezionale la Lemon Tart, un dessert di origine anglosassone rimodulato eccezionalmente dallo chef, ma per quanto mi riguarda ho preferito optare per un semifreddo al pistacchio con frutti di bosco e il suo sapore si è avvinghiato proprio qui in fondo alla gola e adesso aspetta di ritornare in quell’Eden dei sapori.

Che dire? Se volete godervi un  pranzo, una cena o un semplice aperitivo inoltrandovi nella dimensione dei vip romani, questi sono gli indirizzi veri sui quali potete contare!

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