Sessanta secondi non sono molti, ma possono cambiare una vita. È questo il concetto alla base di Appena un minuto, terzo film da regista per Francesco Mandelli che, dopo La solita commedia: inferno (2015) e Bene, ma non benissimo (2019) torna dietro la macchina da presa su di una sceneggiatura scritta da Max Giusti, Igor Artibani e Giuliano Rinaldi. Ed è lo stesso Giusti, di ritorno al cinema, a interpretare il ruolo del protagonista Claudio, adulto rimasto, in fondo, ancora bambino e alle prese con un’app che cambierà i suoi giorni.

Attorno alla storia del protagonista, che oltre a girare sulle fortune e sugli imprevisti che gli porterà l’app vuole essere un racconto sul crescere e sulla famiglia, c’è un cast che va formando una schiera di personaggi a volte buffi, a volte improbabili, interpretati da una serie di attori che si prestano alle caratteristiche dei loro ruoli. C’è il maestro di Zumba Dino Abbrescia, l’ex moglie rigida e tirata di Susy Laude, l’amico sull’orlo del precariato Paolo Calabresi e il barista squattrinato Herbert Ballerina.

Appena un minuto – La nostra intervista al regista e al cast del film

Ed è della surrealtà di questi personaggi che abbiamo parlato nella nostra videointervista con Abbrescia, Laude e Ballerina, sui loro look all’interno di Appena un minuto e sul ribaltamento dei ruoli e delle situazioni. Intervista che vede protagonisti anche Francesco Mandelli, Max Giusti e Paolo Calabresi, che ci spiegano cosa significa affidarsi ad una sceneggiatura non propria e alla possibilità di lavorare con dei colleghi capaci. Appena un minuto sarà in sala dal 3 ottobre.

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