You got served (SDF – Street Dance Fighters): recensione del film

La recensione di You got served, un film che rappresenta un mondo fatto di adolescenza, andatura ondeggiante e walkman in tasca.

Sulla scia lunga degli Anni ’90 popolati da baggy jeans e cultura della strada, all’inizio del nuovo millennio You got served (in Italia conosciuto anche come SDF – Street Dance Fighters) apriva le danze – letteralmente! – alla folta schiera di film musicali, in cui bande di street dancers si sfidavano a suon di hip hop e giravolte sulla testa. Anche in questo film, infatti, la migliore crew di ballerini della città si contro una banda rivale mettendo sul piatto della scommessa la mirabolante cifra di 5.000 dollari.

A capitanare la squadra di ballerini sono David e Elgin che da amici fraterni si trovano in questo frangente ad affrontare i primi screzi dovuti all’interesse che la sorella di Elgin prova nei confronti di David il quale, immancabilmente, corrisponde. Contemporaneamente, i lavoretti malavitosi che tutti i componenti del gruppo si mettono a fare per raccogliere la cifra per la sfida li mettono continuamente in pericolo, facendo finire addirittura Elgin in ospedale. Quando tutto sembra perduto, per sanare tutti i debiti, la crew si iscrive a un concorso che mette in palio dieci volte il premio della sfida precedente: a questo punto non resta altro da fare che dare il massimo e giocarsi il tutto per tutto.

You got served rappresenta un po’ quel mondo fatto di adolescenza, walkman in tasca e andatura fintamente claudicante che ha reso sexy e irresistibili lunghe fila di ragazzini agli occhi dei coetanei. Da un punto di vista realizzativo, come prevedibile, niente da sottolineare. È piuttosto il lato produttivo a essere degno di nota, legato a stretto giro com’è al periodo storico e culturale contingente, in cui MTV e street dance hanno modellato a più riprese l’immaginario collettivo di giovani e non solo. Giusto per dare un’idea, Omarion, il protagonista, è un ex membro dei B2K (quelli di Bump, bump, bump, per chi se la ricorda) una band fondata da Chris Stokes che è anche il regista di You got served; il cantante e ballerino dopo lo scioglimento del gruppo, ha più volte frequentato le classifiche con progetti da solista ma, classe 1984, lo possiamo già archiviare nel mondo delle meteore dell’epoca di MTV. Una produzione così fortemente legata al tempo in cui si manifesta, senza peraltro raggiungere particolari eccellenze artistiche, è un fenomeno che si merita di essere rivisto ogni tanto, proprio come si farebbe con una fotografia che il tempo non fa altro che impreziosire.

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Le mosse di Omarion e compagni sanno mettere l’accento su uno stile di vita tanto più fascinoso quanto più pericolo e risoluto si dimostra, avendo però il pregio di dare una nuova via di sopravvivenza a film che musical non sono ma che ci si avvicinano abbastanza, almeno per quanto riguarda l’attenzione tutta focalizzata sui numeri di ballo che costellano la durata del film per poi trionfare nella pubblica esplosione del finale. La colonna sonora, ovviamente, ricopre un ruolo fondamentale per il successo di You got served e ha vissuto di vita propria per lungo tempo anche dopo l’uscita del film, popolando le cuffie di tutti gli appassionati, fomentando con notevole vivacità le iniziative di affermazione della propria personalità degli ascoltatori. You got served assume le fattezze di un fenomeno culturale da inserire negli annali, più che un semplice film, le cui categorie di giudizio artistico non possono riflettere la portata emotiva e nostalgica che lega spettatori e vicende narrate.

Regia - 3
Sceneggiatura - 2
Fotografia - 3
Recitazione - 4
Sonoro - 3
Emozione - 3

3