Viaggio sola: recensione

Il viaggio di una donna alla ricerca di se stessa oltre i limiti imposti dalla società e dai prototipi da essa stabiliti. Margherita Buy non si smentisce in questo film firmato da Maria Sole Tognazzi

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Nel film Viaggio sola Maria Sole Tognazzi racconta una storia di scelte di vita, di coraggio e di libertà. A interpretare la protagonista di questo viaggio alla ricerca di se stessa è Margherita Buy che con questo film ha firmato un ulteriore capitolo della sua straordinaria carriera cinematografica. Non a caso è con la sua interpretazione in Viaggio sola che la celebre attrice italiana si è aggiudicata il suo quinto David di Donatello come miglior attrice protagonista.

Viaggio sola: un cast che fa la differenza

Oltre alla splendida Margherita Buy, pilastro dell’intera commedia, per la quale (ci sembra il caso di specificarlo) la regista di nobili natali è stata premiata nel 2013 con il David di Donatello per la miglior commedia, nel cast figurano altri celebri volti del cinema nostrano: da Stefano Accorsi (Veloce come il vento, Fortunata) a Fabrizia Sacchi passando per Alessia Barella. Ed è in buona parte merito del loro indiscusso talento che Viaggio sola si presenta al pubblico come un film interessante e di certo non scontato, dove le pecche di una trama a tratti ferma e di una regia non sempre capace di cogliere il labile confine tra introspezione dei personaggi e noia dello spettatore, sono compensate da un’interpretazione degli attori intensa ed enigmatica al punto giusto.

La trama di Viaggio sola racconta un viaggio interiore alla ricerca della propria idea di felicità

Viaggio sola

Irene è una donna di successo che giunta alla soglia dei quarant’anni si ritrova a fare i conti con le proprie scelte di vita e con i pregiudizi che la società coscientemente o meno riserva alle donne che scelgono una strada meno convenzionale, qual è stata quella che la protagonista di questa storia, scritta dalla stessa regista in collaborazione con Ivan Cotroneo e Francesca Marciano, ha scelto di percorrere. Irene infatti è un’ispettrice di hotel di lusso, un lavoro che le permette di guadagnare bene viaggiando in giro per il mondo. Ciò gli impedisce però di crearsi una famiglia o di avere una relazione stabile: le uniche persone della sua vita sono la sorella minore Silvia, le sue nipotine e l’ex fidanzato, nonché sui migliore amico, Andrea.

Tuttavia la solitudine che lo stile di vita di Irene inevitabilmente ha portato nella sua vita sembra essere un problema più per le persone che le sono accanto che per lei stessa. Questo almeno fino a quando una serie di eventi farà nascere in lei delle domande alle quali cercherà di trovare una risposta attraverso un viaggio nella propria interiorità, oltre gli ostacoli che la società interpone tra gli uomini e i loro sogni, soprattutto quando questi non rispettano i prototipi tradizionalmente diffusi.

Viaggio sola: la storia di una donna “non comune” alla ricerca di se stessa nonostante il potere omologante della società odierna

Viaggio sola

Il punto di arrivo? La scoperta che la vera libertà è essere se stessi e il vero coraggio consiste nell’opporsi alla battaglia per l’omologazione degli uomini, e in particolare delle donne, che la società attuale sembra portare avanti contro la bellezza della diversità e dell’unicità che contraddistingue ogni individuo. Non mancano infatti nel film spunti di riflessione su temi di straordinaria attualità, come la diffusione della chirurgia estetica, l’ipersessualità dei nostri mass media e in genere le difficoltà a cui ogni donna è ormai abituata a fare i conti nella vita quotidiana. Tematiche queste dietro le quali non è difficile riconoscere lo sguardo di Maria Sole Tognazzi, già incline con il suo cinema a portare sul grande schermo storie di donne “non comuni”.

I punti di forza di Viaggio sola? L’introspezione e la riflessione

Viaggio sola

E così viaggiando insieme alla protagonista tra i più svariati luoghi dell’Italia e del mondo, lo spettatore vive con lei quello che è a tutti gli effetti un viaggio di formazione, di cui, grazie ad una narrazione che coincide con il punto di vista interno di Irene, riesce a cogliere le sfumature più complesse proprio mentre si formano nella sua mente: l’introspezione raggiunge i massimi livelli possibili.

In definitiva, il maggiore pregio di Viaggio sola, oltre a questa sua innovazione, quasi “sperimentale”, in termini di regia e narrazione, è la sua capacità di fare luce e far riflettere su argomenti estremamente attuali e in parte scomodi, senza quasi mai perdere quel velo di umorismo e leggerezza che è proprio di una commedia drammatica e cadere nella trappola insidiosa della pesantezza narrativa, sebbene il film non sia esente da momenti di eccessiva lentezza che rischiano di penalizzare non di poco il ritmo narrativo.

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