Una volta nella vita: recensione

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Una volta nella vita non è un film sull’Olocausto. È un film ottimista sulla memoria, che parla di passione e coinvolgimento. Al cinema dal 27 gennaio 2016.
Il titolo originale è Les Heritiers, in italiano Gli eredi. “Mi fa molto piacere che la parola eredi sia associata alla gioventù di oggi, multi comunitaria e multi confessionale – afferma la regista, Marie-Castille Mention-Schaar –. Non abbiamo l’abitudine di abbinare questo termine ai volti di questi ragazzi e tuttavia ho l’impressione che tutto il film sia percorso dal tema dell’eredità”. Ispirato a una storia vera.

Un piccolo film, con un grande cuore e insegnamento

Una volta nella vita accompagna lo spettatore nel Liceo Léon Blum di Créteil, a sud est di Parigi. Una scuola frequentata da giovani di diverse etnie, religioni e status sociale. Qui insegna Anne Gueguen, una donna buona ma autoritaria che con il suo modo di relazionarsi alla classe invita al rispetto reciproco. Qualche anno fa le capitò una classe particolarmente complicata in cui, a differenza degli altri insegnanti, nutriva molte speranze. Decise così di proporre ai suoi studenti un progetto comune: partecipare a un concorso nazionale di storia dedicato alla Resistenza e alla Deportazione. L’aver preparato e poi vinto il concorso, ha stravolto la vita di tutti quei ragazzi.

les-heritiers

Ahmed Dramé è uno studente di quella classe. “Mi piace molto la storia di questo incontro perché ha a che vedere con la casualità e l’ostinazione – dichiara la regista –. Ahmed frequentava l’ultimo anno del Liceo Léon Blum quando è andato al cinema a vedere il mio primo film, Ma première fois, uscito nel 2012. A quel punto mi ha contattata via mail chiedendomi semplicemente se ero disposta a leggere una bozza di sceneggiatura di 60 pagine che aveva scritto… Mi è immediatamente venuta voglia di fare un film a partire da quella storia”.

“Capitano, o mio capitano”, affermano ad alta voce gli allievi del professore John Keating, interpretato da Robin Williams in L’attimo fuggente. Più o meno è quello che succede con la signorina Anne Gueguen. Una volta nella vita è infatti una storia di rispetto e scommessa. Una docente che scommette su una classe di giovani indisciplinati e poco interessati allo studio, e un gruppo di alunni che riscopre il piacere e la curiosità del conoscere nuove storie attraverso la determinazione e la disponibilità di un’insegnante sui generis. Accanto a tutto questo, Una volta nella vita mostra come parlare del genocidio degli ebrei e degli altri innocenti vittime del nazismo sia importante e fondamentale. Parlare per conoscere, parlare per riconoscere, parlare per ricordare, parlare per imparare. Un piccolo film, con un grande cuore e insegnamento.

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