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Emerald Fennell, grazie allo script di Una donna promettente, si è aggiudicata la statuetta per la miglior sceneggiatura originale agli Oscar 2021. Il suo esordio cinematografico è un ibrido tra thriller e dramma, una storia di affermazione al femminile con retroscena terribili, violenze sessuali e uomini viscidi che si approfittano di donzelle incapaci di intendere e di volere. In questo periodo di grande divulgazione e lotta per i diritti femminili, di denunce contro violenze di genere, in primis il movimento mee too, il film sembra cadere a puntino per raccogliere facili consensi, scegliendo il cinema di genere, e in particolare il revenge movie, per regalare intrattenimento e far passare anche un messaggio di valenza sociale.

Una donna promettente: trama del film

Una donna promettente Cinematographe.it

Tutti erano convinti che Cassie (Carey Mulligan) fosse una giovane donna promettente, ottima studentessa in medicina, futuro lavorativo roseo e con imminente fidanzamento in arrivo. Un evento misterioso e traumatico però ha stravolto la sua vita e compromesso il suo futuro, trasformandola in una vendicatrice notturna. La ragazza si costruisce una doppia vita, di giorno cameriera in un bar, di notte perfida giustiziera. Cassie ha però un obiettivo più grande e non deve farsi distrarre da una strana infatuazione.

Il film di Emerald Fennell rompe il patto con lo spettatore

Carey Mulligan Cinematographe.it

Il film parte col piede giusto. La sceneggiatura, fin dalle prime immagini, introduce la doppia vita della protagonista: da un lato una ragazza docile, da cui la famiglia si aspetta che soddisfi gli standard femminili imposti da secoli dalla società occidentale, dall’altra una vendicatrice notturna alla ricerca di probabili stupratori. Cassie sente tutto il peso delle aspettative che la società ha su di lei e ad esse si ribella, quando abbandona gli abiti color pastello per dare il proprio apporto alla società: moralizzare e spaventare stupratori colti sul fatto. Ottima premessa, ma il film resta su una superficie edulcorata, a metà strada tra intenzioni scioccanti, dramma esistenziale e venature dark comedy. Il mondo di Una donna promettente è costellato di uomini che vogliono violentare le donne ed è proprio in questa affluenza, condensata in un territorio circoscritto, che viene meno il patto con lo spettatore. Il mondo creato da Emerald Fennell è totalmente reale, niente è onirico o surreale, ma è un mondo fatto quasi esclusivamente di uomini  stupratori. Questa realtà, in cui il 99% di personaggi maschili è totalmente negativo, non è supportata dal punto di vista stilistico, creando un gap che rompe il patto spettatoriale.

Il film intrattiene, ma non entusiasma

Una donna promettente Cinematographe.it

Una donna promettente non va per il sottile: il girl power è estremizzato come non mai, addirittura in una scena la donna sfascia la macchina di un uomo che semplicemente suonando il clacson, le fa notare che il semaforo è diventato verde e lei dovrebbe ripartire. È ovvio che dietro questa reazione senza freni e il comportamento di Cassie, c’è un trauma profondissimo, che ha profondamente turbato la psicologia di questo personaggio. La sfera drammatica infatti prende spazio nel film, delineando le fragilità della protagonista che come in ogni revenge movie, ha bisogno di catarsi per liberarsi dai suoi demoni. Il risultato è fiacco, strozzando sia il lato intrattenimento con colpi di scena telefonati, ma anche la parte più introspettiva che resta ancorata al trauma subito.

Una donna promettente è un revenge movie a tutti gli effetti

C’è un genere specifico che parla di stupro e vendetta, il rape and revenge, sottogenere dell’horror che ha insegnato a conoscere personaggi femminili forti, che non ci stanno a subire uno dei crimini più traumatici. Film come Non violentate Jennifer (I spit on your grave), L’ultima casa a sinistra, ma ancor di più il thriller Hard Candy la cui trama è molto simile al film della Fennell, si rivelano decisamente più incisivi nel messaggio che sottende all’aspetto dell’intrattenimento e finisce per essere lo stesso del film in oggetto: condannare qualsiasi tipo di violenza sessuale. Se l’interpretazione di Carey Mulligan è convincente sotto ogni aspetto – e forse meritava l’Oscar 2021 più di Frances McDormand – il susseguirsi di colpi di scena nel finale del film appesantiscono la struttura narrativa, finendo nel terreno dello scontato.

Una donna promettente è al cinema con Universal Pictures Italia dal 29 aprile 2021.

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