Un passato da cancellare: recensione del thriller argentino Netflix

L'ultimo capitolo della trilogia della detective Pipa è un thriller che non convince sotto molteplici punti di vista

Con Un passato da cancellare, disponibile su Netflix dal 27 luglio 2022, tornano sul piccolo schermo le avventure della detective Pipa Pelari. Dopo Perdida e L’amica, Alejandro Montiel firma la regia del capitolo conclusivo dell’agente di polizia nata dalla penna di Florencia Etcheves.

I primi due film (specialmente L’amica) non sono stati accolti con entusiasmo: ritenuti dei thriller avvincenti solamente sulla carta, ma con notevoli difetti di messa in scena. Purtroppo Un passato da cancellare non differisce dai capitoli precedenti. Montiel propone nuovamente un film che vuole strizzare l’occhio a tematiche sociali importanti – ai giochi di potere politici e alla corruzione della polizia -, ma il cui adattamento risulta raffazzonato, superficiale ed eccessivamente confusionario.

La trama di Un passato da cancellare

Dopo aver lasciato il Dipartimento di polizia federale, l’ex agente Pipa (Luisana Lopilato) è decisa a lasciarsi il burrascoso passato alle spalle trasferendosi con il figlio Tobías (Benjamín del Cerro) in una cittadina di Jujuy, La Quebrada. Il ritrovamento del corpo carbonizzato di un’adolescente smuove l’intera cittadina, ma ancor di più crea indignazione la frettolosa decisione di archiviare la morte della giovane come un semplice incidente.
Una spiegazione che non convince la protagonista, che decide di tornare a vestire i panni della detective. Grazie all’aiuto di Rufino Jerez (Mauricio Paniagua), Pipa si ritrova nuovamente coinvolta in una fitta rete di imbrogli, alleanze e corruzione.

Una scrittura poco curata che non sostiene l’ambiziosa intenzione iniziale

Questo ultimo film della trilogia si presenta sulla carta come un film impegnato, un thriller che vuole parlare di corruzione, del potere esercitato dalle forze dell’ordine, di razzismo nei confronti delle popolazioni native e di machismo. Il ritrovamento del corpo carbonizzato della giovane ragazza vuole impostare tutto il tono del film: il poliziotto che arriva sulla scena si lascia andare a dei commenti su quanto gli dispiaccia che una bella ragazza sia morta. Il tono intriso di sessismo della polizia stride con l’intera situazione, ma soprattutto è opposto alla devozione che invece dimostra la detective Pipa.

I problemi del film sono molteplici e non tardano ad arrivare. Il primo è proprio Pipa: l’attrice Luisana Lopilato torna a vestire i panni della detective regalando una prova attoriale che non brilla, ma il cui difetto maggiore non risiede nell’interpretazione. Tutti i personaggi non sono scritti con la giusta cura e profondità narrativa utile per veicolare i messaggi che Un passato da cancellare vorrebbe trattare.

Un passato da cancellare

Poca suspense, una sceneggiatura raffazzonata e molta confusione sono i marchi di fabbrica di Un passato da cancellare

La mancata caratterizzazione dei protagonisti si riversa nel difetto più grande del film, ossia come sono state trasportate le tematiche dallo script allo schermo. Le numerose tematiche che Montiel vorrebbe inserire all’interno del film vengono solamente accennate, trattate in modo inadeguato e superficiale. Il razzismo nei confronti della popolazione nativa è solamente un abbozzo rappresentato senza la giusta profondità narrativa, mentre il sessismo perpetrato dagli agenti di polizia dovrebbe trovare il suo opposto nell’unione di Pipa con sua zia e con alcune donne del luogo spaventate e che prendono a cuore l’omicidio della vittima. Il regista vorrebbe ricreare quella dicotomia composta dal machismo che si scontra con la sorellanza che nasce in momenti difficili, ma non riesce a centrare l’obiettivo a causa di una sceneggiatura poco solida.

Accanto alla storyline principale vengono aggiunte numerose sottotrame che distolgono inevitabilmente l’attenzione. La risoluzione del caso, che in qualsiasi giallo che si rispetti è il cuore pulsante della storia, viene messo da parte a favore di una confusione generale che distrugge qualsiasi accenno di suspense e di interesse da parte del pubblico. A rendere ancora più complicato seguire la narrazione sono le transizioni veloci e raffazzonate.
Il risultato finale fa pensare che solamente il soggetto del film sia stato pensato con una cura maggiore, mentre tutto il resto sia stato realizzato in gran fretta. Un passato da cancellare è un film non riuscito su molteplici livelli, che fallisce sia come thriller che come conclusione di una trilogia.

Regia - 2
Sceneggiatura - 1.5
Fotografia - 2
Recitazione - 2.5
Sonoro - 2.5
Emozione - 1.5

2

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