Tomorrowland – Il Mondo di Domani: recensione

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Se puoi sognarlo puoi farlo! Il leitmotiv della filosofia disneyana plasma l’ultima pellicola distribuita da The Walt Disney Company Italia: Tomorrowland – Il Mondo di Domani, con un motto decisamente più snello e diretto: Tutto è possibile. Il film, del regista già due volte premio Oscar (Gli Incredibili e Ratatouille) Brad Bird, in arrivo nelle sale il 21 maggio 2015, racconta la storia di Frank Walker, trasportato da ragazzino, grazie al robot Athena, nel futuro: una dimensione non esattamente specificata, sospesa tra i concetti labili di spazio e tempo. Ma crescendo Frank (interpretato da George Clooney) sarà espulso da Tomorrowland, finché non si ritroverà nuovamente coinvolto in questa faccenda, guidato stavolta non solo dalla piccola Athena, ma anche dalla giovane Casey (Britt Robertson), animata dalla voglia di salvare il mondo. Sarà una missione pericolosa, in grado di cambiare le loro esistenze e, magari, smuovere un tantino anche le vostre. La sceneggiatura di Damon Lindelof (Prometheus) è un arzigogolato tunnel di mezzi volanti, piscine sospese e uomini che oscillano nel cielo, trae la sua linfa vitale da un’idea dello stesso Walt Disney, che proprio in vista dell’Esposizione Universale di New York del 1964 – tra l’altro si trova in apertura del film – diede vita a tre attrazioni differenti, di cui It’s a Small World è forse la più rivoluzionaria. La sua passione per la tecnologia e la voglia di rendere il mondo un posto migliore trasudano da ogni  opera; basti pensare all’introduzione del suono nei cartoni d’animazione e a Disneyland.

Il giovane Walker (Thomas Robinson), p.g.c. Disney Ph: Film Frame ©Disney 2015
Il giovane Walker (Thomas Robinson), p.g.c. ©Disney

Un uomo ottimista, fiducioso nel futuro; in Walt Disney si è concretizzata l’unione tra la conoscenza adulta e la disillusione tipica dei fanciulli. Ci chiediamo: se da solo è riuscito a creare un mondo parallelo ma migliore, cosa potrebbe davvero accadere se tutti gli uomini e le donne dotati di un’intelligenza e di una creatività superiore si liberassero dalle beghe della politica e del denaro per dedicarsi solo ed esclusivamente alla costruzione di un pianeta migliore?
Forse il progetto di Tomorrowland troverà qualche folle in grado davvero di sposare la causa e un giorno, toccando la spilla, ci ritroveremo proiettati in una dimensione ignota ma felice.

D’altro canto chissà in quanti di voi si materializza quello stato malinconico di George Clooney: un Peter Pan che, crescendo, ha perso la capacità di volare, chiudendosi nel suo iconico pessimismo. A dare un terremoto positivo alla sua vita provvede appunto la giovane attrice Britt Robertson, che veste invece i panni di Casey Newton: un’adolescente, figlia di uno scienziato della Nasa, curiosa, ottimista e decisamente sopra le righe.
Veste divinamente i panni del cattivo Hugh Laurie, che in Tomorrowland interpreta David Nix, uno spregiudicato scienziato-tecnocrate ossessionato dal progresso, le cui idee estreme rischiano di mettere in pericolo il Mondo di Domani.
Dulcis in fundo troviamo Athena, che il produttore Jeff Jensen ha definito l’eroina del film. Al pari dell’omonima dea greca, la piccola automa interpretata da Raffey Cassidy è sapiente e conosce a fondo le strategie di una guerra intessuta di scienza e ideologie. La sua missione consiste nel reclutare nuove menti, attraendole nel fantastico mondo dal quale proviene con una semplice spilletta, dal design quasi retrò, se vogliamo dirla tutta.

Casey (Britt Robertson) in Tomorrowland, p.g.c. ©Disney
Casey (Britt Robertson) in Tomorrowland, p.g.c. ©Disney

Il suo personaggio inoltre ci spinge inevitabilmente a vagare tra i meandri di una filmografia assai nota, che va da Blade Runner a Star Wars e che incastona l’intera storia nell’orizzonte scontato del mondo futuristico. Il risultato finale della pellicola è un’ascesi godibile verso l’infinito del “vorrei ma non posso”, in grado in ogni caso di suscitare meraviglia ai più piccoli e donare ai più grandi quel pizzico di coscienza da sognatori che forse il tran tran quotidiano vi ha scrostato di dosso. Che dire? Se andare al cinema può aiutarvi a risvegliare il vostro child power fatelo, perché questo mondo, il nostro, appartiene ancora a chi ha il coraggio di credere nei propri sogni!  

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